7 Marzo 2025

Come trasportare la gravel bike in auto

Il trasporto della bicicletta in automobile è un problema che, prima o poi, ogni appassionato deve affrontare. Vediamo quali sono le modalità.

Il pregio della gravel bike è quello di poter percorrere indifferentemente strade asfaltate e sterrate. Proprio questo vantaggio spinge gli appassionati gravel a macinare molti chilometri durante le loro uscite, senza trasferimenti con altri mezzi come accade, invece, spesso per la mtb. Tuttavia, a volte può capitare di avere l’esigenza di esplorare luoghi lontani dai soliti confini, costringendoci a prendere l’automobile. In questo articolo cercheremo di vedere quali sono le modalità di trasporto più comuni e i relativi pro e contro.

Trasporto all’interno dell’auto

Trasportare la bicicletta all’interno dell’auto è un sistema comodo ed economico. Smontando una o entrambe le ruote, è possibile caricare la bicicletta anche all’interno di un’automobile di piccole dimensioni. Lo smontaggio delle ruote richiede un minimo di manualità, soprattutto quella posteriore, nonché qualche accortezza per evitare di sporcare irrimediabilmente (di olio e grasso) gli interni della vettura.

PRO

  • la bici è protetta da agenti atmosferici e furti, anche se non dobbiamo mai perderla d’occhio;
  • non è necessario acquistare supporti o accessori specifici;
  • questa modalità è ideale per trasporti occasionali e brevi, se si viaggia da soli o, al massimo, in due persone.

CONTRO

  • riduce lo spazio disponibile per passeggeri e bagagli;
  • richiede particolare attenzione sia al momento di carico che di scarico, per evitare di sporcare o danneggiare l’interno dell’auto;
  • può essere scomodo in caso di trasporto di due o più biciclette.

Prima di caricare la gravel in auto, consigliamo di stendere una coperta o un telo protettivo affinché i sedili e i rivestimenti dell’auto risultino protetti. È importante verificare sempre che la bici sia ben fissata per evitare movimenti durante il viaggio, che possano danneggiare la bici o, semplicemente, distrarre il conducente. In caso di due biciclette, frapporre sempre una coperta, un cartone o altro materiale protettivo tra l’una e l’altra.

Portabici da tetto

Il portabici da tetto è un classico degli spostamenti bici/auto, anche se nel tempo ha perso più di qualche estimatore a favore di altre modalità di trasporto che vedremo successivamente. Questo tipo di soluzione prevede l’installazione di due barre longitudinali sulla capotta. Le barre possono essere fissate ai railing (degli specifici attacchi che corrono lungo tutta la lunghezza del tetto), oppure con sistemi che “avvolgono” la parte laterale del tetto. Sulle barre vanno poi applicati gli appositi supporti che tengono salda la bici in posizione.

I supporti possono essere principalmente di due tipi:

Con smontaggio della ruota anteriore

Questi supporti sono formati da due pezzi. Il primo va fissato alla barra posteriore e consiste in una rotaia a forma di U dove va inserita la ruota posteriore che va poi fissata con una cinghia.
Il secondo è un supporto con un foro dove, una volta tolta la ruota anteriore va inserito il perno passante della stessa e fissata la forcella.

Senza smontaggio della ruota anteriore

Questo supporto consiste in una lunga rotaia a forma di U dove vanno appoggiate entrambe le ruote della bicicletta e che poi vengono fissate con due cinghie. Un braccio con un apposito morsetto va invece a bloccare il telaio e mantiene ferma la bicicletta.

Anche nel caso del portabici da tetto (sia esso con o senza smontaggio della ruota) esistono vantaggi e svantaggi:

VANTAGGI

  • non occupa spazio all’interno dell’auto;
  • consente di trasportare più biciclette contemporaneamente (fino a tre);
  • la bici non interferisce con l’accesso al bagagliaio.

SVANTAGGI

  • richiede un certo sforzo fisico per sollevare la bici sul tetto e fissarla;
  • aumenta l’altezza complessiva del veicolo, limitando l’accesso a garage o parcheggi con altezza ridotta (fare molta attenzione!);
  • può incidere negativamente sull’aerodinamica, aumentando i consumi di carburante.

Portabici posteriore da portellone

Il portabici da portellone è un supporto appoggiato sul retro dell’auto, che è fissato al portellone con delle cinghie. Come vedremo qui sotto, questa modalità ha più punti a sfavore, che non vantaggi.

PRO

  • facile e veloce da installare e utilizzare;
  • ideale per auto di piccole dimensioni o con tetto non adatto al montaggio delle barre porta tutto;
  • consente di trasportare fino a tre biciclette.

CONTRO

  • può ostruire la visuale posteriore del conducente;
  • impedisce di accedere al bagagliaio posteriore;
  • richiede attenzione nel montaggio per evitare danni alla carrozzeria;
  • è necessario montare una targa supplementare e ripetere le luci posteriori;
  • le biciclette sono esposte a urti in caso di tamponamento o manovra errata.

Portabici da gancio traino

Questa opzione prevede l’utilizzo di un portabici montato sul gancio traino dell’auto, con un sistema di supporti robusti e stabili. È una soluzione “definitiva”, molto in voga negli ultimi anni, che ha molti vantaggi, ma anche qualche limite.

PRO

  • rende facile il caricamento e lo scaricamento delle biciclette, in particolare delle pesanti e bike;
  • offre una maggiore stabilità durante il trasporto, anche su lunghe distanze;
  • è spesso dotato di sistemi di bloccaggio per prevenire furti.

CONTRO

  • richiede la presenza di un gancio traino;
  • può aumentare la lunghezza complessiva del veicolo, complicando le manovre;
  • le biciclette sono esposte a urti in caso di tamponamento o manovra errata;
  • costo iniziale più elevato rispetto ad altre soluzioni.

Cosa dice la normativa attuale

Nell’ultimo anno trasportare la bicicletta nella parte posteriore dell’auto era diventato un problema, a causa di una serie di proposte stringenti su misure e modalità. Il 21 gennaio 2025 è stato finalmente pubblicato, nella Gazzetta Ufficiale, il Decreto del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti¹ che disciplina e chiarisce (tuttavia ancora con qualche ombra) l’uso dei portabiciclette montati sul gancio di traino e sul portellone dell’auto.

Portabici su gancio traino

Per i portabiciclette installati sul gancio traino, la normativa prevede:

  • carta di circolazione. Non è più necessario sottoporre il veicolo a visita tecnica presso la Motorizzazione Civile e quindi aggiornare la carta di circolazione.
  • Omologazione. I portabici, i dispositivi di illuminazione e porta targa ripetitrice, devono essere omologati. È doveroso portare sempre con sé il certificato di omologazione da esibire in caso di controlli.
  • Luci veicolo. Non è richiesto che le luci posteriori del veicolo si disattivino automaticamente quando si collega l’alimentazione del portabiciclette, come stabilito, invece, precedentemente.
  • Limiti di sporgenza laterale. Il portabici, comprese le biciclette trasportate, può sporgere fino a 30 cm per lato oltre le luci posteriori del veicolo, purché la larghezza totale non superi i 2,55 metri, come previsto dall’art. 61, comma 1 del Codice della Strada.
  • Posizionamento della targa. È possibile trasferire la targa del veicolo sul portabici o, cosa decisamente più pratica, utilizzare una targa ripetitrice rilasciata dalla Motorizzazione (attenzione, non fai da te).

Portabici posteriore da portellone:

Tutte le norme sopra indicate si applicano ai portabiciclette montati sul gancio traino. Per quelli installati sul portellone che oscurano targa e luci posteriori, la normativa non è stata chiaramente definita nemmeno in questo decreto. Pertanto, potrebbero continuare ad applicarsi le precedenti circolari del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti del 6 settembre e del 12 ottobre 2023², che imponevano restrizioni più severe, come limiti dimensionali e obbligo di collaudo presso la Motorizzazione Civile. Si attende, quindi, un chiarimento in merito, per uniformare le disposizioni relative a tutte le tipologie di portabiciclette posteriori.

Conclusioni

La scelta del metodo migliore per trasportare una bicicletta gravel in auto dipende da diversi fattori, tra cui il tipo di auto, il budget a disposizione, ma anche la frequenza d’uso.
Per trasporti occasionali o nel caso di una sola bicicletta, il trasporto interno è da preferire ad altri, perché pratico, sicuro ed economico.
Per chi non vuole affrontare grossi investimenti e viaggia spesso su tratte brevi, il portabici da tetto o da portellone può essere la soluzione.
Per chi, al contrario, viaggia spesso su lunghe distanze e magari utilizza l’e-bike, il portabici da gancio traino offre maggiore praticità e sicurezza.
A voi, dunque, la scelta e buone pedalate!

 

NOTE:

¹Decreto del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, Gazzetta ufficiale, 21 dicembre 2024.

²Protocollo Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, 6 settembre e 12 ottobre 2023.

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