Misano e l’International Bike Festival sono stati il palcoscenico per il lancio dei nuovi pantaloncini Nalini Aerobag, i primi bib-short ad avere un sistema di airbag integrato pensato per proteggere schiena, spalle e torace. Nalini aveva già presentato il prodotto al Giro d’Italia e al Tour de France, avendolo fatto testare dagli atleti del team Picnic PostNL Raisin.
Un pantaloncino che simboleggia un primo step nello sviluppo e diffusione di questa tecnologia nel mondo del ciclismo, dopo essere già stato adottato nello sci alpino. Il Nalini Aerobag bibshort è il frutto della collaborazione tra l’azienda italiana Nalini, produttrice di abbigliamento per ciclismo, e la belga Aerobag, che da due anni lavora al progetto di un airbag per i ciclisti.
Una sinergia nata 12 mesi fa proprio all’International Bike Festival, racconta il co-fondatore e Business Development Manager di Aerobag Quinton Van Loggerenberg sul palco dell’IBF, durante il talk di presentazione con ospiti anche il General Manager di Nalini Giuseppe Bovo, l’ex-CT della Nazionale italiana Daniele Bennati e la ciclista del team femminile Picnic PostNL Raisin Gaia Masetti.
Come funziona il Nalini Aerobag
Il tratto distintivo di questo sistema sta nella sua compattezza «per non compromettere la traspirabilità dell’abbigliamento e minimizzare il peso per l’atleta», spiega Van Loggerenberg. L’intero kit Aerobag pesa infatti 550 grammi e il cuore del sistema è nella centralina che si trova nella tasca dedicata posteriore, posta ad un’altezza tale da non impedire l’accesso alle tasche posteriori della maglietta.
All’interno della centralina è presente un giroscopio, che permette di rilevare quando il ciclista sta cadendo o avendo un impatto. Ciò porta all’immediata attivazione dell’airbag che si gonfia in 100 millisecondi tramite una cartuccia di CO2. Il sistema va così a proteggere il bacino e tutta la parte superiore del corpo, compreso il collo. Per ripristinare l’airbag e averlo nuovamente pronto all’uso è sufficiente sostituire la cartuccia di CO2.
Come spiegato ad IBF si tratta di un primo passo che garantisce oltre alla sicurezza anche leggerezza e libertà di movimento, ma che si evolverà per essere sempre più compatto e comodo: «Attualmente non possiamo intervenire sull’altezza del dispositivo, per via della parte elettronica e della cartuccia di CO2, ma siamo arrivati per ora alla minima larghezza. Il suo peso è bilanciato dal fatto di essere estremamente aerodinamico» spiega Van Loggerenberg.
Nato per i professionisti – Van Loggerenberg racconta di aver pensato per la prima volta ad un airbag per ciclisti dopo la morte in gara di un giovane ciclista belga – il Nalini Aerobag apre la strada ad una nuova era, più sicura, per il ciclismo, non solo quello su strada, ma anche gravel e MTB.
Il General Manager di Nalini Giuseppe Bovo crede che «se il dispositivo non è obbligatorio in gara, in allenamento, dove i corridori passano il 60, 70 per cento del loro tempo potrebbe proteggere tantissimo» e dello stesso avviso è Gaia Masetti.
La ciclista emiliana ai nostri microfoni infatti racconta: «Gli amatori prendono molto spunto dai professionisti. La cosa che servirebbe è che questa tecnologia venga installata nel mondo professionistico e inizi ad avere i suoi risultati e impatti sulle cadute che richiedono tempi di recupero enormi».
Non solo airbag: il tessuto Dyneema
I Nalini Aerobag non si caratterizzano unicamente per il sistema di airbag, che peraltro può essere installato o meno sui pantaloncini. Il kit infatti può essere inserito in un secondo momento, o rimosso, attraverso la tasca apposita posteriore e le asole dedicate sulle bretelle.
Indipendentemente dalla presenza o meno del sistema Aerobag infatti, i pantaloncini garantiscono anche una protezione superiore alle abrasioni rispetto ad altri prodotti. Il merito è del tessuto Dyneema, una fibra sintetica usata principalmente in discipline come vela, alpinismo, pesca sportiva e nella produzione di giubbotti antiproiettile.
Questa fibra particolarmente resistente è stata inserita sui lati del Nalini Aerobag bibshort, andando così a fornire ulteriore protezione in caso di scivolate su ogni tipo di superficie. La fibra Dyneema, ci mostra Giuseppe Bovo, è infine applicata sulla maglia pensata appositamente per il mondo gravel – Protekt Jersey Dyneema – per andare a proteggere braccia e spalle.