Pedalare per ore sullo sterrato con un casco troppo stretto o di una taglia più grande alla propria, può trasformare l’uscita in gravel in un vero inferno. Nel primo caso, sembrerà di avere una morsa che stringe la testa; nel secondo, un peso che si sposta a ogni scossone. La conseguenza di entrambi questi errori sarà che anziché concentrarsi sul percorso e godersi i paesaggi, non si riuscirà a far altro che contare i secondi all’arrivo. Ecco perché scegliere il casco non è affatto una decisione da sottovalutare. Non si tratta solo di una questione di sicurezza, ma anche di puro benessere in sella. Negli ultimi due anni i produttori hanno fatto passi avanti introducendo materiali sempre più leggeri, migliorandone la ventilazione e studiando tecnologie per garantire protezione senza sacrificare il comfort. Vediamo insieme cosa offre il mercato per chi, nello specifico, ama il gravel biking, anche grazie al prezioso aiuto del team KASK, che ci ha fornito la propria selezione.
La top 3 di Kask
Per chi ancora non la conoscesse, Kask è un’azienda produttrice che dal 2004 si occupa di caschi per una moltitudine di sport, come ciclismo, alpinismo, sport su neve ed equitazione. Si tratta di una realtà tutta italiana, che vanta numerosi brevetti e un grande mercato nazionale e internazionale e che, quindi, ci sembrava adatta a fornirci una selezione di prodotti pensati per il Gravel. Non perdiamo tempo, dunque, e scopriamo i modelli consigliati.
Kask Elemento
Partiamo della fascia alta, sia per prezzi che per tecnologia. Il costo, infatti, è ingente, ma appena si indossa questo casco si comprende il perché: zero punti di pressione e sensazione di una “seconda pelle” valgono la spesa. Per realizzarlo, Kask ha utilizzato un tecnopolimero composito chiamato Fluid Carbon 12, che consente di chiudere parzialmente alcune prese d’aria per migliorare l’aerodinamica, mantenendo al tempo stesso un ottimo flusso d’aria interno grazie a canali di ventilazione più ampi. Inoltre, l’imbottitura sulla fronte è spessa e offre un comfort superiore rispetto a molti altri caschi. Se si passano tante ore in sella, insomma, vale ogni centesimo. Ulteriori informazioni e dettagli tecnici si trovano nella pagina ufficiale del prodotto.
Kask Protone Icon
Non ci distanziamo troppo per fascia di prezzo, ma entriamo nella categoria “old but gold”, contenente quei prodotti che, per quanto datati, garantiscono ancora delle prestazioni eccezionali, soprattutto dopo aver subìto un recente aggiornamento. Kask Protone è in circolazione da quasi un decennio e negli anni non molto è cambiato, almeno esteticamente. Kask ha aggiornato gli interni e il sistema di adattamento per l’icona Protone, ma lo stesso look elegante rimane. Il risultato? Un casco solido e performante su tutta la linea. Peso ridotto, ventilazione fantastica e ottima vestibilità rendono questo casco una comoda opzione per tutte le condizioni atmosferiche. Se vi interessa questo articolo, cliccate qui.
Kask Mojito³
Non è il più leggero nella gamma di Kask, né il più aerodinamico, né il più ventilato o il più economico. È quello che fa un po’ di tutto a un prezzo abbordabile, motivo per cui Kask afferma di aver venduto quasi un milione di questi caschi dal suo lancio nel 2016. Il Mojito³ è perfetto per il ciclista (o il cicloturista) regolare, che non si preoccupa delle prestazioni o dei dettagli tecnici più ottimizzati. Assicura una vestibilità sicura e salda, che mantiene il casco perfettamente in posizione, senza spremere o sfregare. La parte posteriore del sistema Octo Fit si regola anche verticalmente, assicurando una presa salda alla base del cranio. Un prodotto equilibrato, dal prezzo equilibrato. Maggiori dettagli alla pagina ufficiale.
La nostra selezione
In un precedente articolo, abbiamo chiarito punto per punto quanto sia fondamentale poter contare su un casco adatto al tipo di ciclismo che si pratica, come quanto il gravel biking non sia un’eccezione. Vi lasciamo, dunque, una nostra personalissima selezione.
Abus PowerDome ACE
Una versione potenziata del PowerDome, un casco che sorprende per leggerezza e ventilazione. Parlando di quest’ultima caratteristica, questo modello sfrutta l’effetto Venturi per convogliare l’aria dalle prese anteriori a quelle posteriori, migliorandone così il flusso. Il casco è prodotto in Italia e utilizza una costruzione in-mould, che unisce la calotta esterna al corpo in EPS, aumentando la resistenza agli urti. Tuttavia, purtroppo, la calotta esterna non copre il bordo nella parte inferiore del casco. La finitura della calotta è comunque ben rifinita e il PowerDome è senza dubbio un casco dall’aspetto accattivante. Le opzioni di colore, però, sono piuttosto limitate: oltre all’arancione sportivo, è disponibile solo in viola, bianco e nero. Se siete interessati, ecco il link alla pagina ufficiale.
MET Vinci Mips
Leggero e con tecnologia MIPS per ridurre i colpi rotazionali. I ciclisti che sono abituati a macinare chilometri, apprezzeranno la stabilità sulla testa e la freschezza garantita dalle ampie prese d’aria, ben sedici canali di ventilazione. Perfetto per le salite, la sua versatilità lo rende adatto a qualsiasi tipo di pedalata su strada. L’imbottitura interna in gel removibile è davvero confortevole ed efficace, con il plus di assorbire in fretta il sudore e asciugarsi in brevissimo tempo. Con un peso di 269 g, è competitivo nella sua fascia di prezzo e, come dicevamo, risulta particolarmente versatile. Per saperne di più, vi rimandiamo alla pagina ufficiale.
POC Omne Ultra Mips
Se siete amanti di bikepacking, questo è il casco giusto. Ha supporti per luci e accessori, un dettaglio davvero apprezzato quando ci si ritrova su una strada sterrata al tramonto. Per la maggior parte dei ciclisti, questi optional saranno probabilmente più estetici che pratici, ma il costo e il peso extra sono minimi, e la possibilità di montare facilmente una luce posteriore può risultare utile. Questo casco è costruito con una calotta in policarbonato a copertura totale, fusa con una fodera in EPS attraverso la tecnica in-mould, che ne migliora la resistenza e la durabilità. All’interno, il casco utilizza il sistema MIPS Integra, costituito da punti in gel integrati nella parte anteriore dell’imbottitura, che permettono un leggero movimento rotazionale durante un impatto. La cosa che salta più all’occhio, anche se non letteralmente, è il rilevatore RECCO. Il sistema funziona con un radar direzionale, invisibile, simile al fascio di una torcia. Se i soccorritori utilizzano un rilevatore RECCO, il segnale rimbalza dal riflettore integrato nel casco, indicando la direzione della persona dispersa. Un dettaglio unico dell’Ultra Mips, anche se si spera di non doverlo mai usare. Se questo modello ha catturato il vostro interesse, cliccate qui.
A voi la scelta
Esistono sicuramente moltissimi altri caschi adatti al gravel biking e siamo certi che, volendo, sarebbe possibile citarne ancora svariati. Queste, a nostro avviso, sono le opzioni più interessanti sia in termini di spesa, che di funzionalità. Spetta al gravellista o alla gravellista scegliere le proprie priorità, e quindi, di conseguenza, il proprio casco. Volete spendere meno senza sacrificare troppo? MET Vinci Mips e Abus PowerDome ACE sono ottime scelte. Se invece si punta al massimo della tecnologia, della sicurezza e del comfort, Kask Elemento e POC Omne Ultra sono tra le alternative migliori, anche se i loro prezzi sono sicuramente impegnativi. L’importante è conoscere necessità e potenzialità di ogni modello, così da compiere la scelta più mirata possibile.