4 Novembre 2026

Con BAM Cicli bambù fa rima con gravel

Sì può andare oltre il carbonio, l’alluminio e l’acciaio per la costruzione di un telaio gravel? BAM Cicli risponde di sì e lo fa con la sue bici in bambù.

Il gravel, si sa, è il segmento bike dove negli ultimi anni si tende a sperimentare di più. Ecco perché allora non siamo rimasti sorpresi nel trovarci di fronte ad una gravel bike in bambù, per poi stupirci, all’atto pratico, delle sue prestazioni. All’International Bike Festival (IBF) 2026 di Misano abbiamo provato la BAM Cicli Alba, bici che porta prepotentemente il bambù nel mondo gravel.

BAM Cicli è un’azienda savonese con sede sull’appennino ligure, a Sassello. La sua storia non è recente, così come quella della lavorazione del bambù per la produzioni di telai per biciclette. Tralasciando Africa e Asia dove è frequente incontrare persone in sella ad un bici costruita con questo materiale – lì facile da reperire ed economico – diversi produttori di telai in giro per l’Europa avevano iniziato a lavorare il bambù.

Una scelta di nicchia, che in pochi però hanno unito alla ricerca tecnica, puntando ad avere anche ottime prestazioni e un prodotto esteticamente valido. Questo è il percorso che nel 2013 Christian Ancione ha deciso di seguire, guidato dalla voglia di sperimentare.

BAM: nata grazie ad un viaggio

«Avevo letto la storia di un ragazzo che aveva fatto un viaggio in India con una bicicletta in bambù e la cosa mi aveva affascinato molto» esordisce Christian quando gli chiediamo perché ha iniziato a produrre telai in bambù. Dopo non essere riuscito a contattare il costruttore – indiano – di quella bicicletta, facendo ricerche Christian si imbatte in produttori statunitensi.

Dall’incontro con questi costruttori parte l’avventura e la sperimentazione di BAM. Prima arrivano dei test con bici a scatto fisso, ma dopo un paio d’anni «mi sono fatto la prima MTB perché la cosa a me stava un po’ stretta. Comunque ho un’indole sportiva» ricorda Christian. Con quella bicicletta partecipa alla 24 Ore di Finale Ligure ed è in quell’occasione che un ex-professionista tedesco, la prova e gli confida di trovare il bambù fantastico.

«Quello è stato un po’ quella cosa che mi ha fatto venire voglia di professionalizzare il lavoro» continua Christian, che nel dopo aver aperto la sua ciclofficina, inizia a fare le prime gravel. Proprio nel gravel Christian dice di aver trovato il mondo ideale per un telaio in bambù «perché la mountain bike è troppo tecnica e per una bici da corsa non va bene».

Le prime gravel BAM arrivano tra il 2017 e 2018, e subito dimostrano la bontà del materiale e del progetto di Christian: «Un biologo marino ci ha fatto tutto il Sud America, ne abbiamo ricavato un po’ di visibilità anche a livello mediatico». Nel 2021 infine nasce ufficialmente l’azienda BAM Cicli.

Perché il bambù?

Il bambù, secondo Christian Alcione «mette insieme le caratteristiche di acciaio e carbonio». Ha un altro vantaggio, quello di essere un materiale sostenibile: «Il progetto parte dalla voglia di far passare un messaggio di sostenibilità. La bici in bambù non salva al mondo, ma ti fa vedere come un materiale naturale abbinato alla tecnologia moderna è in grado di offrire delle performance» commenta.

Per realizzare un telaio in bambù si segue un processo simile a quello della fasciatura per i telai in carbonio. Si parte dal disegno e dalla sgolatura dei tubi, che poi vengono uniti e incollati l’uno con l’altro, infine laminati. BAM ha un brevetto depositato per la costruzione del carro posteriore, adottata sul modello Alba. Una soluzione basata sul «bambù splittato»: parti di bambù unite con fibra di lino. Christian garantisce che questa costruzione offre maggior reattività, senza perdere il comfort generale. Alcune componenti della bici sono invece in carbonio: forcella, scatola del movimento centrale e scatola sterzo.

La lavorazione non è esente da difficoltà tecniche. Il principale ostacolo che Christian ha dovuto superare riguarda la stagionatura e la selezione del materiale, affinché la qualità rimanga stabile nel tempo. Il percorso di affinamento della produzione è passato anche attraverso un lavoro sul diametro delle tubature, così da non avere un telaio troppo pesante. In taglia 54 una BAM Cicli Alba pesa 8,8 kg.

All’IBF di Misano abbiamo fatto un paio di giri in sella ad una BAM Cicli Alba, in taglia 56 montata Shimano GRX Di2. Tra una piega e l’altra abbiamo potuto constatare la sua duplice natura: molto docile e confortevole in inserimento di curva, ma reattiva al punto giusto rilanciandola ad alte velocità in uscita o sul rettilineo, senza avvertire alcuna torsione del telaio. Il mix giusto per rispondere “presente” quando l’avventura chiama.

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