22 Ottobre 2026

Dalla tragedia alla rinascita: il Polesine riparte in bicicletta

Il 14 novembre, a 75 anni dalla grande alluvione del 1951, un evento tra memoria, letteratura e ciclismo attraverserà i luoghi segnati da una delle pagine più dolorose della storia del Polesine. Dalla presentazione del libro "Le voci del Polesine" a una pedalata tra campagne e luoghi della memoria: un'occasione per trasformare il ricordo in incontro e riscoperta del territorio.

Ci sono ferite che il tempo non cancella, ma attorno alle quali una comunità impara a ricostruire la propria storia. Il 14 novembre 1951, quando le acque del Po invasero il Polesine, migliaia di persone furono costrette ad abbandonare case, campi e affetti. Interi paesi cambiarono volto, molte famiglie lasciarono definitivamente la propria terra e una tragedia collettiva entrò nella memoria di generazioni.

Settantacinque anni dopo, ricordare quell’alluvione significa certamente rendere omaggio a chi ne fu vittima, ma anche interrogarsi su ciò che è nato dalle macerie: la ricostruzione, la solidarietà, la capacità di ricominciare e il legame ostinato tra le persone e il proprio territorio.

Da questa riflessione nasce l’iniziativa in programma sabato 14 novembre 2026, una giornata che unirà parole, luoghi e bicicletta per raccontare il Polesine non soltanto attraverso ciò che ha perduto, ma anche attraverso ciò che ha saputo conservare e ricostruire.

Il ritrovo è previsto dalle ore 9.00 al Bosco Pizzon, a Villamarzana. Dopo i saluti istituzionali delle 9.30, alle 9.40 sarà presentato Le voci del Polesine. Letteratura, cronaca e testimonianze dell’alluvione del 1951, di Alessia Babetto, edito da Cierre Edizioni. Il libro raccoglie e mette in dialogo le diverse voci che hanno raccontato la tragedia, restituendo spazio alle esperienze umane che rischiano di scomparire quando la storia viene ridotta soltanto a date e numeri.

Sarà il punto di partenza di un percorso che dalle pagine scritte condurrà i partecipanti nei luoghi reali della memoria. Perché una storia può essere letta, ascoltata, ma anche attraversata.

Attraversare la storia, pedalare nel presente

Alle 10.10 è previsto un momento commemorativo presso la chiesetta di San Lorenzo, seguito alle 10.20 dalla benedizione di don Licio e don Silvio. Alle 10.30 prenderà il via la pedalata, lungo un itinerario ideato per l’occasione che attraverserà il paesaggio polesano e toccherà anche il monumento dedicato alle vittime del cosiddetto “Camion della morte”.

Il 15 novembre 1951, durante la fuga dalle acque, 84 persone persero la vita in uno degli episodi più drammatici dell’alluvione. Il passaggio presso il monumento non sarà quindi una semplice tappa lungo la traccia, ma un momento nel quale il viaggio incontrerà direttamente la storia. Un luogo davanti al quale fermare, almeno idealmente, il ritmo della pedalata e ricordare che dietro ogni numero esistevano volti, famiglie e vite interrotte.

Poi il percorso continuerà, tra strade di campagna, argini e piccoli centri abitati. Sarà proprio questo movimento, dal luogo della tragedia verso il paesaggio di oggi, a dare significato all’iniziativa. Le terre che un tempo furono sommerse sono tornate a essere abitate, coltivate e percorse. La bicicletta permetterà di osservarle lentamente, riconoscendo nel paesaggio non soltanto le tracce del passato, ma anche il lavoro quotidiano di chi ha continuato a viverci.

Non sarà una gara né una sfida contro il cronometro. Sarà un modo per restituire attenzione a luoghi che spesso rimangono ai margini degli itinerari più conosciuti, e per scoprire come un territorio possa raccontarsi anche attraverso le sue strade meno frequentate.

La rinascita è qualcosa che si costruisce insieme

Lungo il percorso è prevista una sosta presso Corte dei Sapori, che offrirà un ristoro ai partecipanti. Un momento semplice, ma parte integrante del significato della giornata: ritrovarsi attorno a una tavola, scambiare racconti e condividere il piacere di essere insieme in un territorio che merita di essere conosciuto anche attraverso le sue realtà locali.

È qui che la parola rinascita assume un significato concreto. Non soltanto la ricostruzione materiale dopo il 1951, ma la possibilità, oggi, di generare nuove occasioni di incontro partendo da una memoria condivisa. Un libro, un percorso in bicicletta, la partecipazione delle comunità e l’ospitalità di una realtà del territorio diventano parti di uno stesso racconto.

Il Polesine è stato a lungo associato all’immagine dell’acqua che invade e distrugge. Quell’immagine appartiene alla sua storia e non può essere cancellata. Ma non è l’unica. Esistono anche le campagne ritornate fertili, i paesi ricostruiti, le persone rimaste e quelle che hanno continuato a custodirne la memoria.

Il 14 novembre non si pedalerà per lasciarsi alle spalle la tragedia, né per dimenticarla. Si pedalerà perché il ricordo possa continuare a vivere fuori dalle commemorazioni, nelle relazioni tra le persone e nella conoscenza dei luoghi.

Settantacinque anni dopo, da una storia di perdita può nascere un nuovo incontro. Non per cancellare ciò che è stato, ma per dare al ricordo la possibilità di generare ancora qualcosa di bello.

Informazioni sull’evento

Sabato 14 novembre 2026, ritrovo dalle ore 9.00 al Bosco Pizzon di Villamarzana:

  • ore 9.30 saluti istituzionali,
  • ore 9.40 presentazione di Le voci del Polesine (Cierre Edizioni),
  • ore 10.10 momento commemorativo presso la chiesetta di San Lorenzo e alle 10.20 benedizione,
  • ore 10.30 partenza pedalata, con passaggio presso il monumento alle vittime del camion della morte e ristoro lungo il percorso presso Corte dei Sapori.

 

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