Nel 2025 l’Istria è stata la regione preferita dai cicloviaggiatori e delle cicloviaggiatrici d’Europa, ma in generale tutta la Croazia è risultata essere meta prediletta per pedalare. Questo è il principale elemento che emerge dal report Cycle Tourism Index 2026, realizzato da Bikenomist e Komoot.
La ricerca è stata presentata da Paolo Pinzuti, CEO di Bikenomist, e Fiorenza Favero, Sales Manager di Komoot, durante la Fiera del Cicloturismo, che si è svolta questo fine settimana a Padova. Nella Top 10 delle destinazioni più gettonate nel 2025 figurano ben 7 regioni croate. Oltre all’Istria ci sono le regioni di Primorje-Gorski Kotar (3° posto), Zadar (4° posto), Šibenik-Knin (6° posto), Dubrovnik-Neretva (8° posto), Lika-Senj (9° posto) e Split-Dalmatia (10° posto).
A ruota della Croazia figura la Spagna, trainata dalle Isole Baleari (2° posto): località che beneficia di un clima mite anche in inverno, al pari delle Canarie (5° posto), una mecca in particolare per gli stradisti che vogliono allenarsi al caldo anche sotto Natale.
Le ragioni dietro il successo croato
La Croazia si è guadagnata questo primato grazie ad un lungo lavoro volto a migliorare i propri servizi bike-friendly, valorizzando al massimo il proprio patrimonio naturalistico, culturale ed enogastronomico.
Tutte queste iniziative nel 2023 sono state racchiuse nella prima “Strategia ciclistica nazionale della Croazia”, presentata nel luglio di quell’anno dall’allora Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Oleg Butković. Un piano quinquennale (2023-2027) da 166 milioni di euro che mira in primo luogo ad incentivare l’uso della bicicletta per gli spostamenti quotidiani e i viaggi.
Per fare questo si è lavorato ad un sistema pubblico di bike sharing, incentivi per le cargo bike, una campagna comunicativa nazionale per l’uso della bici e lavori per la realizzazione o l’ammodernamento dei percorsi ciclabili.
Il paese ha inoltre progettato la propria rete di percorsi ciclabili – gravel compresi – integrandola all’interno di EuroVelo. Dalla Croazia passano infatti i percorsi EuroVelo 8 (Mediterraneo) e 9 (Baltico-Adriatico).
Unite a tutto questo anche le bellezze paesaggistiche e un meteo che permette di pedalare 365 giorni l’anno ed ecco la miscela che ha consegnato alla Croazia il primato. Non è un caso se il brand NOVA Eroica, prima della Svizzera, dallo scorso anno è arrivato in Istria.
E l’Italia?
L’Italia è presente con 4 regioni nei primi 30 posti. Miglior piazzamento per il Trentino-Alto Adige (7° posto), che gode di un alto afflusso di cicloturisti soprattutto nella bella stagione (4° posto assoluto d’estate). Completano il podio tricolore la Sardegna (15° posto) e la Liguria (23° posto). L’ultima regione a comparire nel Cycle Tourism Index è la Toscana, al 28° posto.
Andando nel dettaglio della situazione italiana si può osservare una eterogeneità nella distribuzione del cicloturismo nel nostro paese. Oltre alle quattro regioni già menzionate, ben figurano – a nord – il Friuli Venezia Giulia e il Veneto. Al centro la Toscana catalizza le preferenze dei cicloviaggiatori, distaccando nettamente Umbria e Abruzzo. Attraggono al sud la Sicilia e la Puglia.
Su cosa si deve ancora lavorare? Gli aspetti da mettere sotto la lente d’ingrandimento sono gli stessi che hanno portato la Croazia in cima alle classifiche di gradimento: sicurezza stradale, rete ciclabile, intermodalità, capillarità e qualità dei servizi bike-friendly.
Come è stata realizzata la ricerca
Il Cycle Tourism Index 2026 prende in esame il dato aggregato delle attività indicate come “Ciclismo” su Komoot nel 2025 in 14 paesi europei (Germania, Italia, Francia, Spagna, Croazia, Slovenia, Svizzera, Austria, Ungheria, Belgio, Paesi Bassi, Repubblica Ceca, Polonia, Regno Unito), suddivisi nelle divisioni amministrative di secondo livello (le nostre Regioni o i Länder tedeschi per esempio).
Per ogni utente sono state incluse nel dataset unicamente le singole attività svolte fuori dalla propria regione e in presenza di più attività nella stessa area ne è stata conteggiata una sola. Da questi dati sono stati calcolati per ogni regione un CTI (Cycle Tourism Index, ovvero Indice Cicloturistco) e un Seasonal CTI, un CTI relativo ad una data stagione dell’anno.
La ricerca non è esente da bias, in primis la distribuzione geografica degli utenti di Komoot. Su 50 milioni di utenti su Komoot, a inizio 2026, quasi 21 sono tedeschi, il 42% del totale. Inoltre va tenuto conto del numero limitato di paesi presi in considerazione; la diversa estensione delle regioni e la distribuzione della popolazione lungo i confini delle varie regioni, che rende più (o meno) facile andare in giornata fuori dalla propria regione di provenienza.
Non sono stati infine presi in considerazione dati quali il numero di pernottamenti o la spesa complessiva dei cicloturisti in una specifica area, ma il report fornisce ugualmente un quadro interessante sull’attrattività dei territori, per stimolare anche riflessioni ed investimenti per il futuro.
L’intero report è scaricabile su cycletourismindex.com
Foto di copertina: Andrey – PxHere