Ci sono luoghi che si attraversano e luoghi che, invece, chiedono di essere lentamente conosciuti. I Colli Berici appartengono alla seconda categoria: basta lasciare per un momento le strade più battute, infilarsi su uno sterrato, attraversare una vigna o seguire una strada bianca che sale tra i boschi per capire che questa terra non si lascia raccontare tutta in una volta.
È anche per questo che La Via dei Berici ha scelto la bicicletta. Il 3 e 4 ottobre il territorio vicentino tornerà ad aprirsi a chi vorrà attraversarlo in sella, seguendo tracce pensate per mescolare strade sterrate, ciclabili, strade secondarie e passaggi normalmente non accessibili.
La filosofia dell’evento nasce proprio da qui: non semplicemente mettere insieme dei chilometri, ma costruire un viaggio nel quale la bicicletta diventa il modo per entrare davvero dentro il paesaggio. La Via dei Berici nasce tra la polvere e i sentieri, con l’obiettivo di celebrare lo spirito off-road più autentico, ma nel tempo è diventata qualcosa di più ampio: un progetto che vuole valorizzare il territorio e sostenere le realtà locali, destinando ogni anno parte del ricavato delle iscrizioni alla Fondazione San Bortolo.
Qui il territorio, insomma, non fa semplicemente da sfondo. È parte dell’esperienza.
Una strada per ogni modo di pedalare
La prima cosa da scegliere è naturalmente quanto si vuole mettere alla prova la propria voglia di pedalare. La domenica 4 ottobre propone quattro percorsi diversi per lunghezza e dislivello:
- il LVDB FUN: 75 chilometri e circa 300 metri di dislivello, per chi vuole trascorrere una giornata in bicicletta senza trasformarla in una prova di resistenza;
- il LVDB BLAST: 120 chilometri e 1.100 metri di dislivello;
- il LVDB PRO: 150 chilometri e 1.500 metri di dislivello, per chi cerca una giornata più impegnativa;
- il percorso MTB/E-MTB, dedicato alle mountain bike e alle e-bike.
A questi si aggiunge l’LVDB ULTRA, previsto per il sabato, con 130 chilometri e 1.800 metri di dislivello e l’ascesa al Monte Novegno. Per chi non vuole accontentarsi di una sola giornata esiste poi la COMBO, che permette di unire l’Ultra del sabato a uno dei percorsi della domenica.
Ma i numeri, in fondo, raccontano soltanto una parte della storia. Perché la differenza tra un percorso e l’altro non sta soltanto nei chilometri, ma in ciò che succede mentre li percorrono. E qui entra in gioco uno degli elementi che rendono La Via dei Berici diversa da una semplice traccia da scaricare e seguire.
Si pedala da un ristoro all’altro, attraversando agriturismi e realtà locali che diventano vere e proprie tappe del viaggio. La domenica saranno sei: Fattoria Grimana, Vigne MA, Comune di Villaga, Tenuta Cicogna Cavazza, Villa Aldighieri e Fondo Rubro; il percorso è pensato per accompagnare il ciclista dal ristoro dolce della colazione fino alle proposte salate, con prodotti e sapori del territorio.
Per l’Ultra del sabato, invece, le soste previste saranno alla birreria Il Birrone ea Malga Davanti, proprio sul GPM del Novegno. Non sono semplicemente punti nei quali fermarsi a riempire la borraccia e ripartire: sono parte del racconto. Perché una giornata in bicicletta può essere fatta anche di una fetta di torta, di un piatto di bigoli al ragù, di una birra, di un bicchiere di vino locale e di qualche minuto trascorso a parlare con persone incontrate lungo la strada.
Il gravel, del resto, ha anche questo lato: la strada è importante, ma lo è altrettanto ciò che accade quando decidiamo di interromperla per qualche minuto.
Le tante bellezze dei Berici
Chi conosce i Colli Berici sa quanto possono cambiare nel giro di pochi chilometri. Una curva può portare fuori da una strada trafficata e dentro un paesaggio completamente diverso, una svolta può aprire improvvisamente la vista sulle vigne, uno sterrato può attraversare un bosco e un tratto pianeggiante permettere di tirare il fiato prima che la strada ricominci a salire. La bicicletta ha un modo particolare di farci vedere tutto questo: non è abbastanza veloce per cancellare il paesaggio, né abbastanza lenta da renderlo statico, semplicemente lo attraversa.
Ed è proprio questa la chiave della Via dei Berici. Le tracce sono costruite per portare i partecipanti anche attraverso strade e località che normalmente non sono accessibili, permettendo di scoprire angoli del territorio che, senza l’evento, probabilmente molti ciclisti non si incontrerebbero.
Accanto ai percorsi principali sono previste diverse attività collaterali, dal ciclocross del sabato a La Via dei Berici Kids, dedicata ai più piccoli all’interno del Parco della Pace, fino a Famiglie in Movimento, la domenica mattina, pensata per permettere a genitori e bambini di fare sport insieme. Ci saranno inoltre l’XC Running, un duathlon che unisce MTB e podismo, e La Sfida, una prova di tre ore a squadre su strada. Il tutto sarà accompagnato dalla musica di Radio Piterpan, dai food truck e dal bar, trasformando l’evento in qualcosa che va oltre la semplice pedalata. La bicicletta rimane il centro, ma intorno alla bicicletta c’è una comunità.
Partire con una traccia, tornare con una storia
Mi piace pensare che La Via dei Berici racconti anche qualcosa che noi ciclisti, qualche volta, dimentichiamo: che non tutto deve essere misurato, che non ogni salita deve diventare un segmento e che non ogni uscita deve avere necessariamente un obiettivo prestazionale. Ci sono giornate in cui pedalare significa semplicemente guardarsi intorno, mangiare qualcosa in un agriturismo, fermarsi a parlare con qualcuno che non si conosce, scoprire una strada mai percorsa e ripartire.
Magari arrivando alla fine della giornata stanchi, sporchi di polvere e con la sensazione di aver attraversato qualcosa, non soltanto di aver percorso. A ottobre sarò anch’io sulla linea di partenza, e forse è proprio questo che rende difficile raccontare un evento prima di avere vissuto: sulla carta ci sono chilometri, dislivelli, tracce, ristori e attività, ma la parte che mi interessa di più non si può ancora mettere in una tabella.
Voglio vedere cosa succede quando i Berici cambiano colore, capire come sarà pedalare quelle strade insieme ad altre persone che, come me, hanno scelto di passare una giornata dentro il paesaggio invece che semplicemente attraversarlo, e arrivare ai ristori con quella fama particolare che viene quando hai pedalato abbastanza da meritarti una fetta di torta o un piatto di bigoli.
Perché alla fine è questo il senso di un viaggio in bicicletta: partire con una traccia e tornare con una storia. La Via dei Berici sembra essere costruita proprio per questo: prendere una terra che magari pensiamo di conoscere già bene e mostrarcela ancora una volta da un’altra prospettiva.
Quella di una bicicletta, della polvere, delle vigne, delle strade secondarie e di un percorso che continua a cambiare mentre lo percorri. E che, almeno per un giorno, diventa tutto nostro.
Foto: La Via dei Berici