13 Dicembre 2024

Pressione pneumatici e gravel: rimaniamo coi piedi, o meglio, le gomme, per terra

Troppo spesso quando si tratta di pressione degli pneumatici, si tende a “dare i numeri” e a ragionare esclusivamente in termini di performance. Vediamo in quali altri aspetti la pressione delle gomme influisce.
Pressione pneumatici

La pressione degli pneumatici è uno degli argomenti più dibattuti tra gli appassionati di ciclismo. Le gomme sono il componente della bicicletta che ci mantiene a contatto con il suolo e, in quei pochi centimetri quadrati che appoggiano a terra, ci giochiamo la nostra sicurezza. Molte sono le teorie sul numero perfetto di bar da mantenere all’interno delle ruote, ma non tutti sanno che, per determinare la giusta pressione, è necessario tenere in considerazione molteplici valori. Prima di inoltrarci in questa carrellata di elementi tecnici, è necessaria una premessa: di qui in avanti parleremo sempre in linea teorica. Nella pratica, poi, sono l’esperienza e la sensibilità di ognuno a fare la differenza.

1 – Il peso del ciclista e quello della bicicletta

Il primo parametro da tenere in considerazione quando parliamo di pressione è, senza dubbio, il peso del ciclista. Pesare 50 kg, oppure 80 kg, può fare veramente la differenza e le ruote ne risentono. Non meno rilevante, inoltre, è il peso della bici. Nel mondo del gravel, un modello di bicicletta e un altro possono variare di parecchi chili. Nel caso di una gravel race, una top quality, il peso può attestarsi intorno agli 8 kg, mentre una gravel di media/bassa gamma può raggiungere fino ai 12 kg. Inoltre, è fondamentale considerare i vari accessori che spesso il gravellista porta con sé come fanali, attrezzi per le riparazioni, borse, ecc. Senza parlare, poi, di quando ci si cimenta in lunghe uscite in giornata, o di più giorni:  il setup pesa e influisce sulla quantità di pressione richiesta per le gomme.

2 – Il terreno

Lo sappiamo, la gravel può affrontare qualsiasi tipo di terreno. Asfalto, terreno asciutto, o terreno bagnato. Ognuna di queste tipologie di fondo può comportare una variazione sensibile della pressione degli pneumatici.

3 – Tubeless o camera

Uno dei vantaggi del tubeless è certamente quello di poter pedalare a pressioni più basse. Con la camera, per via della possibilità non remota di “pizzicarla”, dobbiamo tenere le pressioni di circa 0,5 bar più alte. Questo significa minor grip in fuoristrada, minor controllo della bicicletta in curva e discesa, e meno comfort.

4 – Larghezza della gomma e canale interno

La larghezza della gomma e quella del canale interno sono due parametri che possono influire in modo significativo sulla pressione della gomma. Ricordiamo che una gomma più larga (e quindi con spalla più alta) necessita di una pressione di esercizio inferiore. Lo stesso vale nel caso del canale interno.

5 – E se utilizzo gli inserti tubeless?

Da qualche anno sono approdati nel mondo della bicicletta gli inserti tubeless. Questi inserti si posizionano tra copertone e cerchio e sono pensati per proteggere quest’ultimo dalle forature. Con l’inserto si riduce il rischio di danni al cerchio e al copertone, e questo permette di utilizzare pressioni più basse di 0,3 – 0,5 bar.

A cosa serve (realmente) gonfiare alla giusta pressione gli pneumatici gravel

Quando si parla di pressione degli pneumatici, di solito la nostra mente corre alle prestazioni. Più è gonfia la ruota e meno sarà l’attrito generato: ciò implica meno fatica e più velocità. Tolto il fatto che questo non è sempre vero, dobbiamo prima di tutto pensare alla nostra sicurezza e al nostro comfort. La maggior parte degli appassionati è composta semplicemente da persone che pedalano per piacere, non professionisti, di conseguenza la pressione delle gomme dovrebbe essere orientata verso l’assetto più comodo e funzionale.
Una gomma troppo gonfia nel gravel può dare certamente qualche vantaggio su asfalto, privilegio che, però, perde sullo sterrato. Il rischio è quello di ottenere uno pneumatico che tenderà a saltellare sui tratti veloci, costringendoci ad affrontare le curve più lentamente. Allo stesso modo, una gomma troppo gonfia fa perdere aderenza nelle salite ripide, aumentando il rischio di scivolata.

Come determinare la giusta pressione

Fino a poco tempo fa, trovare la giusta pressione degli pneumatici era una pratica che richiedeva tempo ed esperienza. Oggi, invece, grazie ai vari configuratori che possiamo trovare online, riuscire ad ottenere almeno un punto di partenza sul quale lavorare, è decisamente più facile. Per fare una prova, utilizzeremo il configuratore messo a disposizione da Sram, azienda americana produttrice di gruppi, ma anche delle famose ruote Zipp. Nel nostro caso, siamo partiti dai seguenti parametri:

  • Attività: gravel
  • Terreno: umido
  • Peso ciclista: 70kg (aggiungiamo 1 kg circa tra scarpe, casco e abbigliamento)
  • Peso bicicletta: 10 kg (aggiungiamo, inoltre, 1,5 kg per le due borracce e l’attrezzatura per le riparazioni).
  • Copertoni: 45 mm
  • Diametro ruota: 700c
  • Tipo di cerchio: tubeless con uncino
  • Larghezza interna cerchio: 25 mm

Con questi elementi, il calcolatore restituisce una pressione di 1,87 bar alla gomma anteriore e 1,99 bar a quella posteriore. Valori abbastanza verosimili, nonché buon punto di partenza per trovare la pressione ideale, calibrata sulla propria esperienza. Inoltre, nel caso si usassero inserti tubeless, si potrebbero sottrarre da 0,3 a 0,5 bar, arrivando così ad una pressione di 1,38 all’anteriore e 1,50 al posteriore nella migliore delle ipotesi, pressioni che migliorano notevolmente il grip e il comfort. A questi valori, inoltre, potrebbero essere aggiunti nuovamente 0,5 bar a ruota, nel caso si pedalasse su terreni compatti come ghiaia o terra battuta, oppure asfalto.

Che dite? Forse anche per le vostre gomme è arrivato il tempo di un check up? Vi lasciamo qui il link all’utile configuratore Sram.

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