21 Febbraio 2025

Con lo sguardo perso fra le Vedrette e gli Alti Tauri

Alla scoperta delle Alpi italo-austriache in sella alla gravel bike.
Alti Tauri

Tipo di percorso: misto ciclabile, strade bianche e strade secondarie
Durata: Un giorno 
Partenza: Brunico
Arrivo: Brunico
Località toccate:
Campo Tures, Riva di Tures, Passo Gola, Passo Stalle, Anterselva

★★★★☆

Km: 94
Dislivello: +2090m

Quando è meglio affrontarlo: da luglio a settembre
Pneumatici utilizzati: Pirelli cinturato Gravel M
Tipologia di bici consigliata: Gravel o MTB

Descrizione del percorso

Dall’Italia all’Austria in bicicletta? Potrebbe sembrare un’impresa per soli eroi e invece no. Anzi. È un’avventura di un solo giorno ai piedi delle Vedrette di Ries, che merita di essere vissuta. Questo gruppo montuoso, che delinea naturalmente il confine tra il Belpaese e la terra natia di Mozart, offre paesaggi alpini maestosi, bagnati da torrenti ricchi d’acqua e alte cascate. Il nostro viaggio parte da Brunico, città raggiungibile in treno o in macchina. Potrete lasciare quest’ultima in uno dei molti parcheggi presenti. Check rapido di bici e borracce e su, si monta in sella. 

 

Prima tappa: Castello di Campo Tures

Dal centro della città si segue la pista ciclabile che porta verso Campo Tures, sul fondo della valle Aurina, attraversando piccoli borghi e grandi prati che costeggiano il letto del fiume. Il percorso fino a Campo Tures è praticamente pianeggiante. Una volta arrivati nei pressi del paese si può scorgere un castello molto suggestivo, che si staglia vicino al parco delle cascate di Riva. Un edificio magico, assolutamente da vedere e fotografare.

La nostra direzione è verso il paese di Riva di Tures, e la traccia, seguendo la strada provinciale, comincia a prendere sempre più le sembianze di una salita che a tratti si fa davvero impegnativa. Quest’ultima ci proietta da 900 a 1500 metri di quota in soli circa 8 chilometri. Per i più temerari (nonché preparati fisicamente e tecnicamente) c’è un’alternativa: una strada bianca forestale a cui si accede svoltando verso il borgo di Acereto. Si tratta, però, di una vera e propria sfida. Il dislivello, infatti, aumenta notevolmente e ciò richiede grande possesso della bici. 

Se, invece, preferite proseguire seguendo la prima opzione, la provinciale ha dei tratti ripidi e dei tratti in cui si riesce a rifiatare, e ciò la rende agevole un po’ a tutti/e. Ci sono alcune brevi gallerie, tutte fortunatamente ben illuminate e il traffico non è mai troppo intenso. 


Ride to Passo Gola 

A Riva di Tures la valle si apre in un grande pianoro e la vista sulle Vedrette fa mozzare il fiato. Si lascia, dunque, il paese sulla destra e si continua a salire verso il Passo Gola/ Klammljoch, seguendo la valle del Rio Dossi. Dopo un paio di chilometri, passati gli impianti da sci, c’è un grande parcheggio, dove finisce la strada asfaltata e le macchine non possono proseguire oltre. Imbocchiamo, dunque, una strada bianca molto ben tenuta, che sale dolcemente fino ai 1900 metri, altitudine in cui trova fondamenta la Knuttenalm, una malga/rifugio dove la cucina è ottima e ci si può fermare per una piacevole pausa. Una volta recuperate le energie, ci rimettiamo in sella. A monte delle malga la salita si fa un pò più impegnativa e ci accorgiamo del cambio di altitudine dal mutare del paesaggio attorno a noi, che ora è quello tipico dell’alta montagna. Niente più larici, sostituiti da ampi pascoli percorsi da torrenti copiosi che scendono dalle scure cime granitiche. 

Dopo circa 3,5 chilometri si arriva al lago Gola, location davvero molto bella, immediatamente prima del passo. Il passo Gola/ Klammljoch segna il confine fra Italia e Austria ed è piacevolmente solitario e selvaggio: ci sono i resti di vecchie fortificazioni e una piccola capanna, null’altro. Solo noi, la nostra gravel e la natura.

 

Willkommen Gravelisten

È ufficiale: siamo arrivati in Austria. Entriamo, quindi, nel Parco Nazionale degli Alti Tauri. La Defereggental che scende verso San Jakob è ricchissima d’acqua e le cascate qui sono spettacolari. La discesa è lunga quasi 15 chilometri con un paesaggio grandioso. Qualche chilometro dopo il passo, sull’altro lato della valle, vedrete un gruppo di vecchie costruzioni in pietra grigia: si tratta della Jagdhausalm, la più antica malga di alta montagna di tutto il Tirolo. Merita di essere vista e ci si può fermare per un meritato ristoro. Giunti a Oberhaus, dove c’è un altro rifugio, si abbandona la strada e si passa sull’altro lato della valle per seguire una via forestale che ci porterà direttamente sulla provinciale che risale fino al Passo Stalle. La salita verso lo Stalle non è mai impegnativa, la strada è asfaltata, ma il traffico è in genere rado anche in piena estate. Si può procedere piuttosto tranquillamente, dunque, respirando a pieni polmoni la brezza fresca e pulita della montagna. 


Il rientro a casa

Arrivati a Passo Stalle, si rientra nuovamente in Italia, oltrepassando il confine. La discesa è a senso unico alternato regolato da un semaforo che permette il passaggio solo nei primi 15 minuti di ogni ora (per esempio dalle 16 alle 16 e 15). Normalmente, se si arriva prima, si trova una lunga fila di macchine in attesa: il consiglio è di lasciarle passare tutte prima di partire, in genere servono poco più di cinque minuti, così da poter fare la discesa tranquilli in solitudine e apprezzare completamente la magnifica vista sulle Vedrette. 

In fondo alla discesa c’è il bel lago di Anterselva, visitabile, purtroppo, solo a piedi poiché il tratto sulla riva nord è vietato alle biciclette. Si percorre la riva sud fino al centro Biathlon da dove si prende un bel sentiero in mezzo al bosco. Nel centro Biathlon, che sarà sede delle gare per le olimpiadi invernali 2026, hanno costruito un eco mostro di assurde proporzioni per atleti, giornalisti e turisti, fortunatamente perlopiù nascosto dai fitti boschi. La prima parte della discesa è su un sentiero sassoso, ma poi si arriva ad una stradina asfaltata. Si scende sempre lungo la valle seguendo le indicazioni della pista ciclabile e, attraversando tutti i pittoreschi borghi, si raggiunge la Val Pusteria. Dove ci si immette nella pista ciclabile che, seguendo in alcuni punti il vecchio percorso della ferrovia, ci riporta in centro a Brunico.

Punti di interesse

Castello di Campo Tures, cascate di Riva, Riva di Tures, lago Gola, parco nazionale degli Alti Tauri, Jagdhausalm, lago di Anterselva.

Suggerimenti (consigli tecnici, dove alloggiare/mangiare)

È un percorso con un lungo tratto in alta montagna quindi decisamente sconsigliato se le previsioni meteo non sono adeguate. In ogni caso, portate con voi indumenti per la pioggia ed il freddo per non farvi trovare impreparati. A queste quote, infatti, i cambi repentini di meteo sono sempre possibili. Importante è avere il necessario per riparare la bicicletta e gli pneumatici (eventuali forature) perché nel tratto tra Riva di Tures e Sankt Jacob non c’è possibile assistenza. Rifugi e luoghi di ristoro sono abbastanza presenti lungo tutto il percorso fatta eccezione per il tratto fra la Knuttenalm e la Jagdhausalm. Per chi affronta i giri con una E-Bike, malghe e rifugi hanno punti di ricarica disponibili.

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