24 Febbraio 2025

Dusted: un nuovo concetto di “gravellare”

Alla scoperta della giovane cycling crew che sta rivoluzionando il panorama ciclistico vicentino.

“Sogna ragazzo, sogna” recita la famosa canzone di Vecchioni, e per sette ragazzi vicentini questo sogno ha trovato la sua forma in Dusted.cc. Letteralmente significa “spolverare”, riportare alla luce qualcosa di dimenticato, di nascosto. In questo caso, sono i sentieri, le strade sterrate e le vie secondarie, spesso ignorate, a essere riscoperti e trasformati in percorsi d’avventura. È un invito a lasciare l’asfalto, a sporcarsi di polvere e a vivere l’offroad in modo libero, senza vincoli, senza competizione, ma con la voglia di scoprire e condividere; è un invito a stare insieme, creare coesione sociale e valorizzare la bike culture del territorio vicentino. Come lo fanno? Organizzano social ride inclusive dove offrono 3 tracciati divisi per intensità e specialità: gravel drill e chill e MTB.

Un percorso simbolo: il Drill di settembre

Per capire davvero Dusted, bisogna pedalare con loro. Ogni uscita è pensata per essere un’esperienza completa, ma ce n’è una che più di tutte incarna il loro spirito: il giro Drill di settembre 2024. Un percorso di poco più di 50 km con quasi 900 metri di dislivello, che racchiude tutto ciò che significa gravel per la crew. Si parte dal “Classico”, il bar a Costabissara (Vi) che è ormai un punto di riferimento per Dusted. Da qui, si pedala verso Monteviale, affrontando il sentiero della base scout, un tratto che parte con asfalto per poi trasformarsi in una strada bianca e infine in un sentiero più tecnico e impegnativo. Si sale fino a Monteviale, percorrendo la dorsale che porta a Torreselle, attraversando tratti di asfalto alternati a discese su sterrato. Dopo una prima parte intensa, arriva la deviazione nel bosco, una breve discesa che si apre su un tratto panoramico da cui si domina la vallata di Gambugliano. Qui il gruppo si ricompone, dando tempo a tutti di recuperare, di scambiare qualche parola, di riparare una catena spezzata. Dusted non lascia indietro nessuno: ogni pedalata è collettiva, ogni sosta è un momento di condivisione. Si riparte verso Torreselle, passando per la strada dei cavalli, un tratto sterrato che costeggia una fattoria con cavalli al pascolo. La discesa è veloce, ma porta subito a un nuovo tratto di salita impegnativa verso Valle di Castelgomberto. Da qui, attraverso sentieri poco battuti, si arriva a una delle sfide più interessanti del giro: l’Ortogonale, un tratto in sterrato con pendenze costanti intorno al 10%, immerso nel verde. È dura, ma la bellezza del percorso e il gruppo aiutano a non mollare.

In cima, la fatica lascia spazio alla soddisfazione. Le due salite più impegnative sono ormai alle spalle e il resto del giro è più fluido. Si attraversa Montepulgo su strade bianche e sentieri, fino a raggiungere l’OttoVolante, un single track solitamente battuto solo da mountain biker. In gravel potrebbe sembrare fuori contesto, ma è uno dei tratti più divertenti: curve, piccoli salti, su e giù nel bosco, con il fondo compatto che permette di lasciar correre la bici.

Da lì, il percorso si addolcisce. Si scende verso Isola Vicentina, poi un lungo tratto sterrato nel bacino di laminazione di Caldogno, fino ad arrivare alle Risorgive del Bacchiglione, uno degli angoli più suggestivi dell’intero tragitto. Qui l’acqua scorre tra gli alberi, creando un ambiente fresco e rilassante. Il rientro avviene lungo gli argini sterrati ben tenuti, dove le ruote scorrono leggere sulla ghiaia bianca, fino a chiudere il giro al Classico, dove si celebra il vero spirito Dusted: pedalare, divertirsi e condividere.

La nascita di Dusted

L’idea di Dusted nasce dalla volontà di creare qualcosa di nuovo, un modo di vivere il gravel che non esisteva ancora in questa forma. Il primo seme del progetto viene piantato il primo maggio 2024, seduti al bar per una serata di brainstorming. In poco tempo, le idee di Andrea Dal Pozzolo, Ilaria Galtineri, Giacomo Magnabosco, Mattia Mantoan, Giovanni Peretti, Niccolò Rainone e Denis Stefanutti sono diventate azione: 24 giorni dopo già avevano organizzato il primo evento ufficiale. Da allora, ogni mese, Dusted propone nuovi percorsi, mantenedo vivo lo spirito di avventura e scoperta.

Un successo che parla anche di numeri

Dusted non è solo una cycling crew, ma un progetto che sta lasciando il segno. In meno di un anno, ha raccolto risultati incredibili: 905 chilometri percorsi, 47 comuni attraversati, 519 partecipanti, tra cui 101 “aficionados” (chi ha partecipato ad almeno tre eventi), 10 eventi organizzati in 9 mesi e Oltre 10.000 metri di dislivello scalati. Oltre ai numeri, ciò che colpisce è il senso di comunità che si è creato. I partecipanti non sono semplici ciclisti di passaggio, ma spesso diventano parte attiva della crew, tornando evento dopo evento.

Un futuro in espansione

Il 2025 sarà un anno di crescita. Dusted si affilierà alla Fiab (Federazione Italiana Ambiente e Bicicletta) per garantire maggiore sicurezza ai partecipanti, con una copertura assicurativa inclusa nella quota simbolica di 5 euro per evento. L’obiettivo è continuare a migliorare l’organizzazione, senza perdere l’anima che rende unico questo progetto. Inoltre, il gruppo sta lavorando per esplorare nuove aree, collaborare con realtà locali e ampliare la rete di eventi. Dusted non è un club chiuso, ma un’idea aperta a tutti. Il messaggio è chiaro: chiunque voglia pedalare, esplorare e divertirsi è il benvenuto.

Dusted è una crew, una comunità, un modo di vivere la bicicletta che va oltre i chilometri percorsi. È il piacere della scoperta, della fatica condivisa, delle birre post-ride e delle amicizie nate tra una salita e una discesa. Non importa se sei un esperto o un neofita: in Dusted c’è posto per tutti.

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