9 Giugno 2025

“Basta dolori in sella”: intervista a Omar Gatti

Prevenire acciacchi e controllare i movimenti: tutti i consigli dell’esperto.

Una guida essenziale per chi vuole pedalare senza soffrire, con consigli pratici e soluzioni concrete per ogni tipo di ciclista. Ecco che cos’è Basta dolori in sella, manuale edito Bikeitalia.it e realizzato da Omar Gatti. Classe 1985, dottore in scienze motorie e preparatore atletico con master internazionale, Gatti è Cycling Health Specialist nei laboratori Bikeitalia, ambiente in cui incontra ogni giorno decine di ciclisti, professionisti e non. Lo abbiamo contattato per parlare di biomeccanica, gravel, allenamento e di quanto sia importante conoscere (davvero) il funzionamento del proprio corpo.

Omar, come nasce il tuo rapporto con la bicicletta?

Sono sempre stato uno sportivo, ma non ho mai praticato ciclismo a livello agonistico. Ho iniziato a pedalare dopo un infortunio e da lì è nata la passione. Ho deciso di unire il mio percorso professionale con questa nuova scoperta, dedicandomi alla biomeccanica e all’allenamento specifico per i ciclisti.

C’è chi sostiene che per capire davvero il ciclismo bisogna averlo praticato ad alto livello. Sei d’accordo?

Non necessariamente. Come diceva Arrigo Sacchi, “per diventare un buon allenatore non bisogna essere stati, per forza, dei campioni; d’altronde, un fantino non ha mai fatto il cavallo”. Quello che voglio dire è che un ciclista è prima di tutto un essere umano che pedala: se si conosce il corpo, il gesto tecnico e la bicicletta, si può aiutare chiunque. Il mio lavoro si basa su un approccio scientifico e su anni di esperienza sul campo.

Il bike fit è un processo: cosa significa e perché è importante, soprattutto per chi non è un professionista?

La visita biomeccanica è fondamentale per chi non è seguito da uno staff tecnico, perché più la forma fisica è bassa, più è facile incorrere in dolori e fastidi. Un buon posizionamento permette di prevenire problemi e di godersi viaggi, uscite gravel e bikepacking senza limitazioni. Ma il bike fit non è una magia: è un processo di adattamento, come un allenamento. Ogni cambiamento richiede tempo e feedback continui, perché il corpo deve imparare la nuova posizione.

Nel libro dedichi uno spazio specifico anche al gravel. Quali sono le principali differenze rispetto alla bici da corsa, in termini di biomeccanica?

Il gravel è una disciplina “ibrida”: bici con geometrie rilassate, manubri specifici, tacchette SPD. La posizione è meno fissa rispetto alla bici da corsa, ma proprio per questo aumentano i rischi di formicolii alle mani, dolori a collo, spalle e schiena. È fondamentale regolare bene leve, manubrio e sella, e lavorare sulla stabilità muscolare per ridurre l’impatto degli sterrati.

Quali sono i fastidi più comuni tra chi pratica gravel e come si possono prevenire?

Il formicolio alle mani è decisamente molto diffuso, spesso causato da leve regolate male o da una posizione troppo avanzata. Anche dolori al collo e alla schiena sono frequenti. Consiglio sempre di controllare che il polso sia allineato all’avambraccio, di evitare braccia troppo tese e di verificare l’inclinazione della sella. Ma soprattutto, è fondamentale allenare il core e stabilizzare spalle e addome, magari con esercizi in palestra, o praticando yoga.

Il libro è un manuale pratico, ma non rischia di semplificare troppo un lavoro che, per definizione, è “su misura”?

Il corpo umano è stato studiato in ogni dettaglio e ci sono parametri di riferimento validi per tutti. Il libro unisce la letteratura scientifica con oltre dieci anni di esperienza pratica nei laboratori Bikeitalia. È come una ricetta: conosci gli ingredienti e la procedura, ma poi ogni piatto può essere personalizzato. Basta dolori in sella vuole fare chiarezza in un mondo dove tutti hanno qualcosa da dire, offrendo una guida semplice e accessibile anche a chi non ha competenze tecniche.

Un consiglio “gravel edition” per stare bene in sella?

Controllate sempre la posizione delle mani e delle leve, non trascurate la forza muscolare e ricordate che il comfort in bici è un percorso, non un punto di partenza. Ascoltate il vostro corpo e non abbiate paura di chiedere aiuto a un professionista: il viaggio sarà molto più piacevole!

Foto di BikeItalia.it

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