16 Giugno 2025

Dieci anni di Gravel: dalle origini del fenomeno, alle gravel bike attuali

Il movimento gravel compie dieci anni. Ripercorriamo la sua evoluzione, in termini di prestazioni, comodità e sicurezza nei tratti sterrati.

Negli ultimi dieci anni la bicicletta gravel ha attraversato una trasformazione radicale, passando da essere una bicicletta di nicchia, ad un vero e proprio fenomeno che, ad oggi, sembra inarrestabile. Sono stati numerosi e importanti i cambiamenti che si sono susseguiti: nuove geometrie, riscoperta di alcuni materiali, componenti progettati appositamente per l’utilizzo gravel. In questo articolo cercheremo di analizzare in che modo le gravel bike sono cambiate in questo decennio sotto l’aspetto tecnico, e quali sono le possibili tendenze per il futuro.

2015-2017 – Le origini e la sperimentazione

Nel 2015, il gravel era ancora un fenomeno di nicchia in Europa, mentre negli Stati Uniti erano già molti i produttori che proponevano biciclette pensate per questo tipo di utilizzo. Le gravel bike di questo periodo erano caratterizzate da:

Telai

I materiali più utilizzati erano l’acciaio e alluminio, materie prime robuste e adatte alle lunghe percorrenze. Il carbonio era raro e riservato a pochi modelli di alta gamma.

Geometrie 

Le geometrie erano simili a quelle da ciclocross, con interasse corto e angoli sterzo più chiusi, caratteristiche che rendevano le gravel bike di allora poco stabili su terreni accidentati.

Pneumatici

La sezione delle gomme andava da 30 a 35 mm, poiché la larghezza era limitata dai telai che non potevano accogliere gomme di dimensioni maggiori.

Freni

I freni erano a disco, ma a tiraggio meccanico, la pinza quindi lavorava attraverso un movimento di una leva comandata dal filo in acciaio che avvicinava le pastiglie al disco, come avviene nei freni caliper. Questa scelta, praticamente obbligatoria, era dettata dal fatto che i gruppi idraulici stradali erano rari e costosi.

Trasmissioni

Le trasmissioni erano praticamente tutte con doppia guarnitura (2×9 o 2×10), derivate dalle bici da strada e con rapporti non sempre ideali per terreni tecnici.

Esistevano, tuttavia, delle eccezioni. Nel 2015 viene lanciata anche quella che è diventata un’icona del gravel, la Cannondale Slate. Non solo una gravel, ma anche una bicicletta rivoluzionaria, che già anticipava quello che sarebbe stato il futuro dell’off-road.
La Slate proponeva, infatti, già al tempo, il gruppo monocorona Sram Force CX1, la forcella ammortizzata, in questa caso una mono stelo Lefty Oliver con escursione da 30 mm. Inoltre, Cannondale precorreva i tempi anche per quanto riguarda la sezione degli pneumatici, che grazie a ruote da 650B (27,5”) poteva ospitare gomme da 42 mm.

2018-2020 – l’affermazione della gravel e le prime innovazioni tecniche

In questo periodo il gravel diventa un fenomeno sempre più diffuso, sia in Nord America che in Europa. I marchi più importanti iniziano a proporre gamme di modelli dedicati al gravel e i produttori di componenti rispondono con innovazioni tecniche importanti.

Telai

II carbonio diventa sempre più popolare, mentre l’acciaio e il titanio rimangono scelte di nicchia per chi predilige la qualità artigianale e la comodità alla performance. L’alluminio continua a essere il materiale più usato per le bici di fascia media grazie al suo rapporto qualità/prezzo molto interessante. I fili iniziano ad essere integrati nel telaio e vengono proposti i primi sistemi di smorzamento delle vibrazioni al manubrio e al triangolo posteriore del telaio.

Geometrie

Si allungano i reach, si abbassano i movimenti centrali, e gli angoli sterzo diventano più aperti (attorno ai 70-72°), migliorando la stabilità sulle discese sconnesse.

Pneumatici e cerchi

Sempre più modelli di gravel bike sono in grado di ospitare copertoni da 40 mm, così da migliorare la sicurezza in fuoristrada ma anche comfort e grip. Si fa strada il tubeless, uno standard nella MTB. Il canale interno dei cerchi aumenta di larghezza, passando da 17-18 mm a 21-22 mm, offrendo maggiore supporto alle gomme di grosse dimensioni, grip e stabilità.

Trasmissioni

Shimano e Sram iniziano a sviluppare gruppi specifici per il gravel. Sram introduce il gruppo monocorona Eagle 10-50T, semplificando il sistema di trasmissione. Shimano propone il GRX, il primo gruppo gravel dedicato, con versioni monocorona e doppia, Campagnolo presenta il gruppo Ekar, il primo gruppo gravel a 13 velocità.

2021-2023 – Il gravel esplode

Il gravel esplode definitivamente come disciplina del ciclismo e i produttori iniziano a differenziare le bici in due categorie principali:

  • Gravel “Race”: più leggere e aerodinamiche, pensate per le competizioni e i percorsi veloci. Realizzate principalmente in carbonio, prediligono la performance alla comodità.
  • Gravel “Adventure/Bikepacking”: con geometrie più rilassate, comode e con maggiore spazio per le gomme e predisposte per borse e accessori.


Telai

I cavi vengono integrati nel manubrio e nel telaio, così da migliorare l’aerodinamica e la pulizia estetica. Vengono “sdoganate” le forcelle ammortizzate nel gravel, con modelli specifici con escursione da 20-30 mm.

Pneumatici e cerchi

Gli standard si evolvono, con gomme che arrivano a 50 mm e cerchi con canale interno che supera anche i 25 mm. Alcuni modelli di gravel adottano il formato 650b (27,5”), per poter ospitare gomme da MTB che superano i 2” di larghezza.

Trasmissioni

Shimano espande la gamma GRX introducendo la versione elettronica 2×11, mentre Sram introduce “l’ecosistema” XPLR, gruppo trasmissione, ruote e altri componenti specifici per il gravel.


2024-2025 – Cosa ci riserva il gravel

Negli ultimi anni la gravel bike si è affermata definitivamente come una categoria autonoma, con soluzioni tecniche sempre più avanzate. Alcune tendenze emergenti:

Materiali

Il carbonio rimane dominante per leggerezza e comfort, mentre l’acciaio e il titanio continuano a essere scelti da chi cerca personalizzazione e comfort. L’alluminio rimane il materiale preferito per le gravel di fascia media.

Geometrie

Il confine tra gravel e MTB si fa più sottile, con alcuni modelli che adottano angoli di sterzo da 68-69° e un reach ancora più lungo, combinati a manubri drop molto svasati per un maggiore controllo.

Pneumatici

La larghezza delle gomme si stabilizza sui 40 mm, ma i telai sono spesso in grado di ospitare gomme fino a 55 mm, così da poter scegliere tra comfort e performance. Il tubeless è ormai lo standard definitivo per chi pratica il gravel con costanza.

Trasmissioni

I gruppi elettronici diventano la norma anche nel gravel, con Sram e Shimano che offrono opzioni sempre più evolute anche nella gamma media.

Nel 2025 il gravel non è più una tendenza, ma una realtà consolidata che continua ad evolversi, offrendo soluzioni sempre più mirate a diversi tipi di ciclisti, dal racer al bike packer.


Il gravel, un fenomeno inarrestabile

In soli dieci anni la gravel bike è passata da una semplice bici stradale adattata all’uso fuoristrada, ad una categoria con modelli adatti ad ogni esigenza. I telai sono diventati più versatili, permettendo di poter scegliere anche tra gomme di dimensioni prima riservate solo alla MTB. Le trasmissioni, con l’affermazione del monocorona, sono più semplici ed efficienti, e l’elettronica ora è un’opzione anche nei modelli di media gamma. Anche le geometrie si sono evolute, diventando più confortevoli e adatte a lunghe percorrenze. Insomma, una rivoluzione, quella della gravel bike, tutt’ora in corso, che ci riserverà, ne siamo certi, numerose altre sorprese.

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