17 Luglio 2025

La bici in aereo è Mission Possible

Tutto quello che devi sapere per far volare la tua gravel ed evitare spiacevoli (e costosi) inconvenienti.
bici in aereo

Spagna, Azzorre, Olanda. O ancora, spingendoci oltreoceano, Canada, India, Australia, Isola di Pasqua. Sono così tanti gli angoli di mondo che meritano di essere visitati in sella alla propria gravel bike che sarebbe difficile, ora, nominarli tutti. Per non parlare degli eventi e le competizioni che riguardano ciascun continente, perfetta occasione per conciliare vacanza, esplorazione e sport. Se è vero che per un bikepacker esperto i confini geografici non sono contemplati come limiti, per i cicloviaggiatori meno assidui lo spostamento all’estero può rivelarsi un’operazione molto complessa. Soprattutto se questo comprende una tratta in volo. 

Con i regolamenti che cambiano a seconda della compagnia aerea, i limiti di peso poco chiari e l’obbligo di un imballaggio a regola d’arte, organizzarsi richiede una buona dose di pazienza, attenzione e qualche trucco di magia. Come attrezzarsi, dunque, per partire sereni? Vediamolo assieme, facendo una panoramica delle possibilità offerte dalle principali società e svelando qualche consiglio utile.

LEGGI ANCHE: Natura inesplorata e avventura unsupported: la Gravel regina di Spagna

Quali biciclette si possono trasportare?

La prima domanda da porsi riguarda la tipologia di biciclette ammesse a bordo. Diversamente da quanto abbiamo visto nel caso di un viaggio in treno, infatti, se ci si muove in aereo non tutte le bici possono procedere all’imbarco. Nessun problema per i modelli muscolari, anche quando grandi e non pieghevoli: in linea generale tutte le compagnie li ammettono, purché adeguatamente imballati e nel rispetto dei limiti esplicitati. La situazione, invece, si complica nel caso delle e-bike. Come evidenzia anche Canyon nel proprio sito ufficiale¹, le batterie al litio montate sulla maggior parte delle bici elettriche sono articoli vietati all’interno del velivolo, poiché, generalmente, di capacità superiore alla massima consentita dall’Organizzazione Internazionale dell’Aviazione Civile (100 Wh Li per il bagaglio a mano, 160 Wh Li, in stiva). Questo tipo di batterie, infatti, è molto pericoloso in quanto tende a surriscaldarsi, comportando un elevato rischio di incendio. 

Nonostante queste avvertenze, ad oggi non esiste un divieto universale in materia di trasporto e-bike in aereo: alcune compagnie, infatti, permettono ugualmente di riporle in stiva, ma solo dopo aver rimosso e imballato separatamente la batteria (sempre a patto che non superi certi valori e applicando un sovrapprezzo). Insomma, come per le società ferroviarie, ogni compagnia ha le proprie regole. Per avere la certezza, quindi, di non incappare in sanzioni, o spiacevoli inconvenienti, è importante informarsi con largo anticipo e in modo approfondito circa quanto è consentito e in che modalità.

Possibilità, tariffe e limiti 

Oggigiorno, dunque, in materia di trasporto di biciclette in aereo esistono svariati regolamenti e tariffe personalizzate. Considerando le low-cost più utilizzate dai viaggiatori italiani, le indicazioni di massima possono essere così riassunte:

  • Ryanair permette di imbarcare in stiva la propria bici (fino ad un massimo di 30kg), adeguatamente imballata e riposta all’interno di scatola o borsa, ad un costo che va dai 60 ai 75 euro²;
  • per EasyJet una bicicletta fino a 32kg è compresa fra l’attrezzatura sportiva e può essere riposta in stiva pagando una franchigia che va dai 50 ai 65 euro³.
  • lo stesso vale per Volotea, il cui sovrapprezzo, però, può arrivare a 80 euro⁴.


Nel caso di compagnie tradizionali o per voli intercontinentali, invece, il prezzo può salire anche fino a 100–150 euro a tratta.

Bici in stiva ok, ma come la imballo?

Se siete grandi frequentatori di aeroporti, nonché attenti osservatori, vi sarà capitato di vedere sfilare davanti a voi viaggiatori intenti a spingere degli ingombranti box in plastica. Ebbene, dentro quei contenitori dalle forme bizzarre, spesso si nascondono costosi modelli di biciclette. Si tratta, infatti, dei box top quality per il trasporto aereo delle due ruote, utilizzati soprattutto da professionisti e amatori appassionati. Tuttavia, una delle alternative più comuni e decisamente più economiche, è la sacca omologata. Ne esistono di tanti modelli, dai più semplici, ai più strutturati, in grado di garantire protezione, parziale o totale, da urti e scossoni. 

Ulteriore possibilità, considerando che imballare la bici è ormai richiesto da tutte le compagnie aeree, è quella di utilizzare una custodia in cartone, procurandosi di riempire i vuoti con pluriball o materiale da imballaggio in grado di prevenire i danni. Per non saper né leggere né scrivere, e togliersi un ulteriore preoccupazione, l’ideale sarebbe stipulare un’assicurazione sul bagaglio. Le cifre variano a seconda di tanti fattori: ne esistono diverse, più o meno complete perciò può essere utile farsi consigliare da amici con più esperienza, o direttamente dal proprio assicuratore.

Una volta deciso il contenitore, non resta che smontare la bici e rendere il trasporto più agevole possibile. Come? Seguendo una serie di passaggi:

  • sgonfiare le gomme;
  • rimuovere la ruota anteriore e i relativi dischi;
  • se si tratta di una bici con freno a disco è essenziale inserire dei distanziatori in plastica tra le pinze;
  • avvolgere la forcella con del materiale gommoso affinché non si ammacchi;
  • bloccare i freni con dello spago;
  • rimuovere pedali e sella, impacchettarli con pluriball e fissarli alla bicicletta;
  • ruotare lo sterzo da un lato, e fissare la ruota anteriore al lato opposto con dei cavi;
  • inserire una protezione nell’asse della ruota anteriore;
  • rimuovere lo sterzo, avvolgerlo nel pluriball e collocarlo nel lato opposto alla ruota anteriore;
  • inserire il tutto nella scatola di cartone, avendo cura di chiudere bene in tutti i lati;
  • imballare tutto con nastro adesivo resistente e segnare il pacco con i dati personali.


Last but not least, anzi, assolutamente da non dimenticare, è
verificare di avere tutte le chiavi necessarie per rimontare la bici una volta arrivati a destinazione, nonché portare con sé un rotolo di nastro adesivo nuovo per l’imballaggio del ritorno.

Qualche consiglio utile

Lo spazio all’interno della stiva di un aereo non è illimitato. Per questo motivo è importante prenotare il biglietto (con annesso bagaglio speciale, se richiesto) con largo anticipo. In questo modo spesse volte è possibile risparmiare sui costi. Inoltre, sempre per giocare d’anticipo, può essere utile misurare e pesare con cura l’imballo già a casa: come vale per le valigie, questa accortezza potrebbe evitare penali salate. Un altro consiglio utile potrebbe essere quello di scegliere sempre voli diretti, per ridurre gli scali e di conseguenza gli spostamenti della bicicletta. Infine, è di fondamentale importanza rendere riconoscibile la sacca/il contenitore, non solo dall’esterno, ma anche all’interno, per avere una doppia sicurezza. 

Per concludere, volare con la propria bici gravel richiede buona organizzazione, ma è tranquillamente possibile, anche se si è alle prime armi. Con le giuste accortezze e una buona dose di attenzione alle regole, è possibile pedalare ovunque nel mondo… e magari scoprire storie e strade nuove da raccontarci proprio qui!

 

NOTE:

¹Novità bici elettriche, Canyon 

² Normativa Ryanair

³Normativa EasyJet

⁴Normativa Volotea

Immagini

L’immagine in copertina è stata generata tramite Intelligenza Artificiale.
Le immagini di prodotto sono state prese da Decathlon e Amazon, di seguito i dettagli:

Collabora con noi

Se sei appassionato di Gravel, non perderti l’occasione di condividere con noi le tue esperienze e i tuoi consigli. Inizia a scrivere per Gravel Magazine, compila il modulo qui a fianco per maggiori informazioni.