Era partito come una scommessa, un nuovo modo di raccontare il territorio attraverso l’esperienza su pedali: per la sua terza edizione il FVG Bike Trail si conferma come uno degli eventi di bikepacking più sinceri d’Italia. Rinnovandosi, ma rimanendo fortemente legato ad una terra, il Friuli Venezia Giulia, che è un mosaico di tradizioni, sapori e paesaggi da scoprire.
Abbiamo avuto l’occasione di provare alcune parti del percorso dell’edizione 2026, che si svolgerà dal 3 settembre con partenza da Udine. Per la prima volta oltre alle due distanze gravel – la Unlimited da 400 km e 6.400 metri di dislivello e la Unconventional dal 200 km e 2.400 metri di dislivello – ci saranno anche due percorsi road, da 400 km (Unlimited, con 6.900 metri di dislivello) e 270 km (Unconventional, con 3.400 metri di dislivello).
Quest’anno, dopo aver scoperto rispettivamente il sud della regione partendo da Passariano nel 2024 e l’est, andando verso la Capitale europea della Cultura Gorizia/Nova Gorica nel 2025, è momento di puntare a nord-ovest. Si parte da Udine verso Venzone, per poi lambire le Alpi Carniche e della Gail passando Vito d’Asio, Meduno, Maniago fino a Piancavallo e la foresta del Cansiglio. Si rientra ad Udine poi da sud, passando da Pordenone, Spilimbergo e San Daniele del Friuli.
Il percorso su strade asfaltate si concentra più nelle colline e le salite intorno ad Udine: Montemaggiore, Gran Monte, Villanova delle Grotte e Ramandolo fanno da «benvignût» prima di attraversare Gemona del Friuli e Venzone. Da lì si entrerà in Val d’Arzino, direzione Socchieve, per poi rientrare ad incrociare – fino al traguardo – il percorso gravel dopo il passaggio dal Lago di Redona.
La memoria: ricordando i 50 anni dall’Orcolat
Uscire da Udine puntando verso nord significa puntare in direzione dell’anfiteatro morenico del fiume Tagliamento. Un territorio che è allo stesso tempo uno scrigno di bellezza, che ti colpisce all’improvviso come i panorami che si possono ammirare dalla chiesa di San Vito e Modesto di Fraelacco, così come di storia.
Il 2026 marca il cinquantennale dall’Orcolat. Con questa parola – che indica l’orco che secondo la leggenda abita tra le grotte della Carnia – i friulani si riferiscono al terremoto (magnitudo 6,4 sulla scala Richter) che il 6 maggio 1976 alle 21:02 colpì la regione, radendo al suolo interi comuni della provincia di Udine come Gemona, Venzone, Osoppo e Artegna; interessando in totale 137 comuni e più di mezzo milione di persone e provocando 990 morti.
La traccia del FVG Bike Trail passa da Venzone, lì dove il terremoto colpì con più forza e dove tutto parla di quei giorni. Il Duomo di Venzone è il simbolo del Friuli Venezia Giulia ricostruito pezzo per pezzo dopo il 1976 mentre la chiesa di San Giovanni Battista, volutamente rimasta lacerata, è lì per ricordare a tutti cosa furono quei giorni.
Un passaggio che omaggia quel popolo che ricostruì dalle macerie, anche dopo la scossa del 15 settembre 1976 che vanificò le prime opere di ricostruzione. I ragazzi e le ragazze dell’agenzia PM2 – il team dietro l’evento – sono i figli e le figlie di quei giorni e di quel percorso di rinascita di un territorio.
Lo si sente in particolare nelle parole del track designer del FVG Bike Trail, Simone Braidotti, che ha ancora ben impressi quei giorni parte indelebile della sua infanzia, e in quelle della guida Anna Santellani. Dentro Tiere Motus, il museo dove è possibile ripercorrere e fare memoria del terremoto del 1976, Anna indica un cartello esposto con scritto “Assolutamente vietato avvicinarsi ad entrare”. Spiega come tanti fossero affissi all’epoca accanto agli edifici pericolanti e di come per i bambini e le bambine quello fosse un invito «alla colonizzazione», ovvero alla ricerca di nuovi posti da esplorare.
Il FVG Bike Trail fa suo quella filosofia e porterà i partecipanti a scoprire sentieri e vie secondarie che incrociano le direttrici principali carrabili e ciclabili. Più volte infatti si pedalerà anche su tratti delle ciclovie FVG1 (Ciclovia Alpe Adria) e FVG3 (Ciclovia Pedemontana).
Sentirsi parte di una grande famiglia
La traccia definitiva sarà pubblicata a ridosso del via dell’evento, ma toccare con mano la cartina realizzata appositamente per l’evento da Casa Editrice Tabacco – che sarà consegnata a tutti i partecipanti del FVG Bike Trail 2026 – permette già di volare con l’immaginazione lungo gli sterrati più occidentali.
Luogo di questa anteprima è stato proprio la sede di Tabacco, a Tavagnacco. Non è stato solo scoprire come viene prodotto un oggetto simile, tra nuovi materiali come la “carta di pietra” anti-pioggia e anti-strappo e i formati digitali, ma vedere all’opera la sinergia tra un’azienda con più di 70 anni di esperienza e la gioventù di un evento come il FVG Bike Trail.
È anche grazie ad una rete come questa se l’evento continua a crescere e ad attrarre, come testimoniato dai numeri condivisi dai due co-founder del FVG Bike Trail Giacomo Miranda e Alex Della Mea, rispettivamente CEO e Art Director di PM2. I partenti sono aumentati del 24,7% dalla prima alla seconda edizione, arrivando a 567 nel 2025, con una crescita anche dei partecipanti dall’estero, che hanno rappresentato lo scorso anno il 57% degli iscritti. Rimane alta – il 37% – anche la percentuale di chi grazie a questo evento ha visitato per la prima volta il Friuli Venezia Giulia.
La meraviglia: colori e sapori unici
Il FVG Bike Trail è un evento totalmente unsupported. Ogni partecipante deve gestire in autonomia velocità, soste e pernottamenti. E proprio perché non è una gara dove conta il cronometro, ma un viaggio in tutto e per tutto, non si può non mettere in conto una pausa rigenerante a base di una delle tante eccellenze enogastronomiche della regione. Dal prosciutto crudo di San Daniele alla cipolla rossa di Cavasso, dal Montasio al frico. Servono carboidrati? Come primi piatti ci sono cjarsons oppure i blecs, mentre per finire in dolcezza la gubana o gli strucchi (o struky) faranno al caso vostro. Da gustare rigorosamente con un goccio di slivovitz.
Non è solo il palato a godere di una pedalata – di uno o più giorni a seconda del percorso – in Friuli, ma anche gli occhi. Il colore è una componente fondamentale del FVG Bike Trail, specialmente quest’anno. Non è un caso se uno dei luoghi più martoriati dal terremoto del 1976, il Duomo di Gemona del Friuli, sia stato oggetto di un’opera di recupero del colore delle statue della facciata romano-gotica. La traccia passa anche da qui e vale la pena soffermarsi sulla cromia della lunetta raffigurante il “Giudizio universale”, per ammirare come il colore sia sopravvissuto alla devastazione del sisma.
Lo stesso blu intenso lo si ritrova nelle acque del lago di Cornino. Un colore così intenso e vivido dovuto al ricambio idrico con le falde acquifere, non essendoci immissari ed emissari. Mentre scenderete lungo il corso del Tagliamento vi consigliamo di prendervi un momento per fermarvi ad ammirare questo capolavoro della natura.
E prima ancora di partire da Udine un consiglio ulteriore è quello di guardare con attenzione la maglia Sportful inclusa nel pacchetto Jersey Pack. Troverete l’azzurro del Duomo di Gemona, del lago di Cornino e non solo. La grafica di quest’anno è infatti ispirata ai mosaici, un’altra eccellenza del Friuli Venezia Giulia.
Realizzata in collaborazione con la Scuola dei Mosaicisti del Friuli di Spilimbergo, la divisa del 2026 s’intitola “Frammenti d’insieme”, così come l’opera ideata e realizzata dalla Maestra Mosaicista Cristina De Leoni. La perfetta sintesi delle mille anime e storie di questa regione, da portare sempre con sé, non solo nei giorni del FVG Bike Trail, ma anche una volta tornati a casa.
Per sentirsi sempre in Friuli, o meglio per non lasciarlo mai. La stessa Scuola dei Mosaicisti del Friuli nacque nel 1922 proprio per formare i mosaicisti a 360 gradi e favorire il ricambio generazionale, dato che tanti friulani negli anni precedenti erano andati all’estero portando con sé tutto il loro bagaglio di conoscenze ed esperienza.
Tutti i mosaici che caratterizzano l’istituto sono stati realizzati dagli stessi studenti nel corso degli anni. Mentre il Presidente Stefano Lovison spiega questo aspetto, sotto i nostri piedi c’è un mosaico realizzato da ragazzi di 16 anni nei primi anni ‘20. Appesa al muro c’è una loro foto, a giudicare dalla data “1921-22”. In prima fila tutti hanno una bicicletta.
Come loro non rimane che montare in sella. Prendete questa anteprima come una piccola tessera di un grande mosaico. Il FVG Bike Trail vi aspetta dal 3 settembre affinché possiate completarlo con il vostro tassello, costruito con un’esperienza senza filtri sui sentieri e sulle strade del Friuli Venezia Giulia.
Per maggiori informazioni e iscrizioni: www.fvgbiketrail.com
Foto: Stefan Nita