13 Luglio 2026

IBF 2026 tra novità e gravel: l’intervista a Fabrizio Ravasio

L’organizzatore dell’International Bike Festival (IBF) 2026 racconta l’evoluzione dell’evento e il ruolo del gravel in questa nona edizione.

Misano Adriatico si prepara dal 4 al 6 settembre a tornare ad essere il centro del mondo ciclistico con la nona edizione dell’International Bike Festival (IBF). Nato nel 2018 a Rimini come Italian Bike Festival, il Salone Internazionale della Bici, organizzato da Movestro, dal 2022 si svolge presso il Misano World Circuit Marco Simoncelli e quest’anno, con il cambio di nome si apre ulteriormente al pubblico e al mercato internazionale.

Tre giorni in cui poter scoprire da vicino, nei vari stand, le novità e i prodotti di più di 600 brand italiani e stranieri; partecipare ad eventi, come le social ride; testare le biciclette in autodromo e nella pista off-road; e seguire i talk sul palco allestito dietro ai box del circuito. Lo scorso anno l’IBF ha registrato più di 63mila presenze e nel 2026 si punta a fare ancora meglio, grazie anche a prime mondiali di marchi come Ducati che avverranno proprio a Misano nel primo weekend di settembre.

A suggellare il ricco programma, c’è poi La Gialla Cycling, l’evento sportivo di IBF. La cicloturistica – sia strada che gravel – porterà domenica 6 settembre alla scoperta dell’entroterra romagnolo con 4 percorsi pensati per vivere a pieno la passione per la bicicletta. Intervistando Fabrizio Ravasio, organizzatore dell’evento, abbiamo avuto l’occasione di scoprire le novità dell’IBF 2026, guardando alla crescita dopo 8 edizioni e al ruolo che il gravel ha avuto in questo processo.

Il cambio di nome, da Italian Bike Festival a International Bike Festival, come si rifletterà nell’organizzazione della nona edizione dell’evento?

È parte di un processo di internazionalizzazione iniziato anni fa. Noi dal 2022 siamo già classificati come fiera internazionale. Pur non essendo all’interno di un quartiere fieristico, siamo un festival outdoor con la parte esperienziale molto spinta rispetto ad una classica fiera, rispettavamo i parametri per essere classificati come fiera internazionale. Più che un vantaggio per noi, è un vantaggio per gli espositori, anche quelli italiani, ma soprattutto quelli stranieri, che riescono ad ottenere delle agevolazioni partecipando alle fiere internazionali.

Questo processo di internazionalizzazione prevedeva poi, e quest’anno abbiamo scelto di farlo, di cambiare la denominazione, senza stravolgere tutto. Siamo sempre IBF, però invece di “Italian” è “International”. È un vantaggio e si lega anche a tutta una serie di iniziative e azioni che abbiamo messo in campo per attrarre non solo gli espositori dall’estero o fuori Europa, ma anche buyer, visitatori e dealer internazionali.

Un pubblico B2B, perché nonostante il focus della manifestazione sia rivolto all’utilizzatore finale, comunque è cresciuta in modo molto organico anche tutta la parte di pubblico B2B. Parlo non di trade, quindi non produttore brand, ma brand dealer. È una sottile differenza, ma abbastanza importante anche per capire il posizionamento della manifestazione all’interno del panorama globale.

Il numero di presenze è in continua crescita, ormai pari a quello delle grandi fiere tedesche che invece stanno vivendo in questi anni un calo, anche perché hanno perso l’equilibrio tra una proposta B2B e B2C. Voi come vi approcciate?

Il nostro vantaggio è stato quello di essere sempre stati molto chiari nel dire a chi era rivolta la manifestazione. Se vuoi fare un paragone con le fiere tedesche, nel corso degli anni sono nate come eventi di riferimento per il trade e poi hanno aperto anche al pubblico finale. Così poi magari non si capisce bene per chi stai facendo l’evento. Per tornare sul discorso del cambio di nome, il nostro è un processo di internazionalizzazione che stiamo facendo da anni per cercare di essere la piattaforma di riferimento, almeno per tipologia di manifestazione, per sicuramente l’Europa e non solo.

L’acquisizione da parte di IEG (Italian Exhibition Group) che impatto ha avuto e che obiettivi vi siete posti per la nona edizione dell’IBF?

L’ingresso del gruppo attualmente sull’International Bike Festival avrà poca influenza, ma lo avrà in prospettiva nei prossimi anni per lo sviluppo di progetti fuori dall’Italia.

Come obiettivi per quest’anno c’è sicuramente lo sviluppo degli appuntamenti B2B, che stiamo facendo attraverso alcune azioni specifiche. Un esempio è il progetto insieme a Camera di Commercio Milano Monza Brianza Lodi per portare buyer esteri da noi e farli incontrare con le nostre aziende. Quest’anno inizia anche il progetto dedicato agli artigiani italiani – telaisti, chi produce ancora e salda i tubi in Italia – creando un’area tematica dedicata loro, che sicuramente sono i primi tra tutti ad essere interessati ad entrare in contatto con i buyer stranieri. L’azienda straniera con la filiale in Italia è molto più interessata al mercato italiano e varie aziende stanno organizzando i dealer meeting.

Questa è quella parte organica, che non facciamo noi, ma direttamente le aziende, che sta accadendo. Gli spazi per farlo ci sono, perché utilizziamo la struttura dell’autodromo nella sua interezza, perché tutta la struttura del building sarà attrezzata per fare i vari meeting e quant’altro.

All’IBF 2026 ci sarà il lancio di Ducati Cycling, che presenterà i suoi primi modelli road, mtb e, soprattutto, gravel. Quanto è importante per voi avere questa prima mondiale nel vostro evento?

Oltre a Ducati, ce ne sono anche tante altre che verranno fuori, ma non lo possiamo raccontare noi, aspettiamo che lo facciano loro. In modo organico le aziende hanno scelto il nostro appuntamento come momento di riferimento per presentare dei nuovi progetti, nuovi modelli e quant’altro.

Il gravel che ruolo ha avuto nella crescita di IBF negli anni e che ruolo avrà in questa edizione?

Quando siamo partiti nel 2018, ed eravamo ancora a Rimini, incominciavano ad esserci i primi happening dedicati al gravel. Adesso praticamente abbiamo aziende che vengono e si raccontano attraverso il gravel e lo fanno sia con i modelli che potremo vedere negli stand, ma anche creando degli happening e delle social ride. Magari prima lo facevano con la bici da strada, adesso invece utilizzano il gravel che è sicuramente riesce ad abbracciare un pubblico più vasto.

Noi per primi, mentre il primo anno in cui siamo stati a Misano con La Gialla Cycling, che è il palinsesto sportivo dell’IBF, avevamo fatto la Granfondo strada e la Granfondo mtb, dal 2023 abbiamo inserito subito un appuntamento gravel. Adesso La Gialla, che si è trasformata in una grande social ride meno racing e più esperienziale, prevede, oltre al percorso stradale, che rimane come base, anche i percorsi gravel. Tutti e quattro i percorsi poi si incontrano nei due grandi ristori di Montefiore Conca e Mondaino, cercando di creare anche un’unione tra le varie discipline.

Questo è ciò in cui noi crediamo. Il ciclista del futuro va volentieri con la bici da strada, ma ha anche una gravel e non disdegna di fare anche un po’ di mtb o enduro. Per come la vediamo noi, il ciclista è un appassionato di bici a 360 gradi.

Parlando invece di cicloturismo, con l’Arena Talk Turismo come verrà raccontato il territorio all’IBF e nello specifico anche il territorio ospitante, l’Emilia-Romagna?

L’Emilia-Romagna rimane main partner territoriale, è la casa dell’IBF e assieme a loro strutturiamo varie iniziative per raccontare questo territorio, ma non solo perché abbiamo anche il dovere di presentare ai visitatori tutto quello che è il mondo del turismo in bici. Quindi apriamo le porte a tutte le destinazioni e a chiunque sia desideroso di raccontarsi, e di raccontare, il prodotto bici che ha sviluppato sul proprio territorio.

C’è una buona rappresentanza dei territori che si raccontano con uno stand, con le loro attività e attraverso i talk che mettiamo a disposizione per approfondimenti. Un cicloviaggiatore che viene all’IBF oltre a trovare tanto sui territori e sulle destinazioni, trova anche tutti i prodotti che poi possono servire, quindi non c’è posto migliore dell’IBF per chi è appassionato anche di cicloturismo.

Maggiori informazioni: www.internationalbikefestival.com

Foto: International Bike Festival

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