Sul traguardo di via Vicenza ad Artegna (UD) con l’indice destro Filippo Agostinacchio fa il segno dell’uno. Primo. Dopo il terzo posto nel 2024 e il secondo posto lo scorso anno finalmente la maglia Tricolore sarà sulle sue spalle per i prossimi 12 mesi. È lui il vincitore dei Campionati Italiani gravel 2026.
Nonostante il misto di sudore e polvere che gli sporca viso e braccia, non è la fatica a disegnare il suo volto, quanto l’incredulità. Il portacolori della Biesse Carrera Premac dice infatti «Dopo un periodo non facile oggi avevo voglia di rivalsa. Ci tenevo a vincere il Campionato Italiano e devo ancora realizzare cos’ho fatto. Sinceramente ho fatto una delle volate più belle della mia vita. Pensavo, sinceramente, che mi battesse».
Agostinacchio parla del secondo classificato, Piero Mattio. Mattio ha 22 anni, uno in meno di Agostinacchio, è al primo anno da professionista e veste la maglia della Visma Lease a Bike, il team dov’è cresciuto avendo corso per tre anni nella formazione di sviluppo della corazzata neerlandese.
All-rounder dallo spunto veloce, quest’anno ha già fatto vedere cose interessanti a inizio stagione al Tour Down Under. Forse è per questo che Filippo Agostinacchio aveva pensato anche al peggio. Nella frenesia di una gara, per di più nervosa come il percorso dei Campionati Italiani gravel di Artegna, non è facile mettere su una bilancia i pro e i contro propri e dei propri avversari.
Agostinacchio dalla sua aveva l’esperienza nel ciclocross, dove soprattutto nella stagione 2025-2026, con la maglia della EF Education Easypost, si era messo in luce in 7 prove di Coppa del Mondo, con ciliegina sulla torta l’8° posto nella prova italiana di Terralba (OR). Il percorso di Artegna ricordava quel mondo con i suoi strappi brevi, ma micidiali.
Una caratteristica che l’atleta della Biesse Carrera Premac ha saputo interpretare al meglio: «Data la distanza tra gli strappi nel giro, sapevo che in pianura si sarebbero ricompattati i gruppetti, quindi ho aspettato l’ultimo strappo. Sono riuscito a staccare tutti, ma Pietro di gambe mi è rientrato in cima e d’accordo siamo andati fino all’arrivo» spiega.
Artegna tra l’Orcolat e l’Europeo
Gli organizzatori – la DP66 Cross – hanno tracciato un percorso non estremo per i quasi 350 iscritti al Campionato Italiano, che potesse ricalcare quello che i migliori interpreti della disciplina troveranno il prossimo 30 agosto a Houffalize (Belgio) in occasione dei Campionati Europei, come spiegato dal CT ciclocross e gravel Daniele Pontoni.
Prima però tutti hanno messo piede a terra a Gemona del Friuli, prima dello start ufficiale, per ricordare i 50 anni dal terremoto (l’Orcolat) che mise in ginocchio la regione nel 1976. Tutto il tracciato, passando da altri 4 paesi colpiti dal terremoto – Buja, Magnano in Riviera, Majano e Montenars – era in realtà un modo per ricordare quei giorni. Qualche settimana fa pedalavamo su queste stesse strade per provare il percorso del FVG Bike Trail, che passerà a settembre dalle stesse località per omaggiare gli uomini e le donne che persero la vita e coloro che ricostruirono il Friuli Venezia Giulia dopo quella tragedia. Mai come quest’anno la bicicletta – gravel possibilmente – è il modo migliore per provare a riscoprire, da un’altra prospettiva, quella pagina di storia.
Da Gemona gli atleti e le atlete sono scesi nuovamente ad Artegna per imboccare il circuito di gara, ripetuto 3 volte dagli Elite Uomini e 2 dalle Elite Donne e dai Master. Punto cruciale la salita al castello di Artegna. Ripida, ricca di scorci sull’anfiteatro morenico del Tagliamento – che però chissà quanti avranno avuto modo di apprezzare vista la fatica – e seguita da una discesa a perdifiato che passava anche dalle scalinate della chiesa di Santa Maria Nascente.
Freni cotti, qualche imprecazione, derapate da urlo e qualche Master che ha preferito scendere a piedi tra le balle di fieno poste a rallentare e mettere in sicurezza la scalinata. Un passaggio spettacolare che racchiudeva l’essenza della disciplina.
La gara dei master
Uno spirito che si poteva toccare con mano nel contrasto tra gli arrivi più scanzonati di alcuni tra gli amatori in gara e la scritta “Agonismo” sulla maglietta di un altro ciclista. Il gravel ha questa particolarità di abbattere le differenze tra professionisti e non e infatti, oltre al Tricolore assegnato agli Elite, sono state assegnate le maglie per le categorie Master. La vittoria assoluta è andata a Raul Colombo del Team BCP Bike.
Classe 1996 di Carpenzago (Robecco sul Naviglio), Colombo racconta nel retropodio di come sia stato difficile prepararsi a questa gara: «Rispetto all’anno scorso ho fatto le cose un po’ all’ultimo. È stato difficile ottenere i permessi e devo ringraziare dove lavoro che mi hanno dato la possibilità di correre. Tre giorni fa ho preso in mano la bici da gravel, ma correndo su strada sapevo di avere la preparazione».
Nel suo racconto emerge questa dualità del gravel. Divertimento sì, ma anche possibilità di correre a tutto gas, senza curarsi troppo delle tattiche: «Arrivo da un passato di ciclismo su strada semi-professionistico. Il gravel è più libertà e divertimento. È spingere e sprigionare i watt. Non è solo gestione della gara».
Europa e Italia: Magnaldi pigliatutto
«Il gravel mi dà grande soddisfazione personale. Su strada sono una “donna di squadra”. Aiuto le mie compagne e tiro per loro. Sono contenta di farlo, mi dà soddisfazione. In gravel invece corro per me stessa. È una responsabilità in più, ma è bello tirar fuori la grinta anche per un risultato personale». Non è solo gioia ed emozione quella si può captare dalle parole – e dagli occhi – di Erica Magnaldi (UAE Team ADQ).
La campionessa europea in carica si è appena laureata campionessa italiana dopo un avvincente duello con Carlotta Borello (Cingolani Specialized). Magnaldi, più scalatrice, allunga ad ogni strappo. Borello recupera tra lo scollinamento e la discesa successiva, con la grinta di chi deve difendere il titolo conquistato in Val d’Orcia lo scorso anno. Caparbie entrambe, da buone piemontesi.
Sullo strappo finale Magnaldi dà il colpo vincente e alle sue spalle Borello non rientra più, anche perché frenata da una rovinosa caduta. Sul traguardo di Artegna commentatori e pubblico le aspettavano insieme. La portacolori della UAE arriva invece sola a braccia alzate, mentre la crossista della Cingolani taglia il traguardo con il manubrio ruotato di 90°. Storto, come la giornata di Borello, che saprà rifarsi nelle prossime gare.
Al futuro pensa già anche Magnaldi. Dopo il Campionato Italiano l’aspetta l’Islanda. C’è una The Rift da correre: 200 km per 2600 metri di dislivello. Dopo le interviste Erica Magnaldi inforca la sua Colnago ormai bianca di polvere e ci saluta. Deve fare altre 2 ore in sella, per prepararsi al meglio. Ha studiato le mappe e ha visto che c’è una salitella nelle vicinanze.
Tra sette giorni non indosserà il Tricolore conquistato stamani. Sulle sue spalle c’è la maglia di campionessa europea, che almeno fino a fine agosto è sua, ma se – come ha detto il CT Pontoni – il percorso di Artegna era stato disegnato pensando anche a quell’appuntamento, c’è da essere molto fiduciosi.
Italiani gravel 2026: i risultati
Podio Elite uomini – 118 km
1. Filippo Agostinacchio – Biesse Carrera Premac – 3h21’50”
2. Piero Mattio – Visma Lease a Bike – 3h21’52”
3. Kevin Pezzo Rosola – General Store Essegibi F.lli Curia – 3h21’59”
Podio Elite donne – 80,5 km
1. Erica Magnaldi – UAE Team ADQ – 2h26’20”
2. Carlotta Borello – Team Cingolani Specialized – 2h27’11”
3. Debora Piana – Fol Racing Team – 2h30’12”
Campioni Master uomini – 80,5 km
ELMT Alessandro Sereni (Concept Collective Team) – 2h16’55”
M1 Raul Colombo (Team BCP Bike) – 2h16’55”
M2 Matteo Valsecchi (Lissone MTB) – 2h16’58”
M3 Diego Cargnelutti (Sportway Cycling Team) – 2h16’55”
M4 Mirco Balducci (GC Tondi Sport) – 2h26’41”
M5 Davide Battistello (GS Ciclistefanelli) – 2h24’45”
M6 Mauro Bettin (Bettinbike Racing Team) – 2h27’43”
M7 Daniele Bruschi (Cicli Manini) – 2h31’33”
M8 Fausto Fornaciari (Squadrareggio) – 2h33’24”
M9 Luciano Livon (Squadra Corse FVG) – 2h58’40”
Campionesse Master donne – 43,7 km
EWS Carlotta Fondriest (GC Tondi Sport) – 1h27’37”
W1 Ludovica Rossi (Swatt Club) – 1h22’29”
W2 Virginia Becchetti (Pedale Rosa) – 1h22’29”
W3 Carlotta Giovanardi (Squadrareggio) – 1h44’12”
W4 Lorena Zocca (SC Barbieri) – 1h25’44”
W5 Patrizia Romanello (Torpado Kenda FSA) – 1h25’45”
W6 Antonella Incristi (KiCo Sys Team Friuli) – 1h25’47”
W7 Nadia Sgarbossa (Team Bellato) – 1h30’52”