2 Settembre 2026

Sulle Ande boliviane in gravel, per aiutare Casa de los Niños

Al via «Ruta de Los Niños»: tre cicloviaggiatori attraversano il Sud America per raccogliere 15.000 euro a favore del centro che a Cochabamba, in Bolivia, accoglie 108 famiglie e 286 bambini in difficoltà

Tra novembre 2026 e gennaio 2027 tre cicloviaggiatori italiani, Elia Sacchelli, Massimo «Maraz» Marazzi e Claudia Carini, attraverseranno il Sudamerica in bicicletta per «Ruta de Los Niños», un’iniziativa di raccolta fondi a sostegno di Casa de los Niños, l’associazione di volontariato che dal 2003 opera a Cochabamba, in Bolivia. Obiettivo: 15.000 euro, raccolti sulla piattaforma Rete del Dono e destinati interamente all’associazione, dato che i viaggi in bici sono autofinanziati dai protagonisti.

Un viaggio green alimentato dal solo pedalare che ha come obiettivo la raccolta fondi per installare un impianto fotovoltaico sul tetto della nuova struttura che ospita il consultorio e gli alloggi per i bambini in cura a Cochabamba.

Due percorsi per un’unica meta. Elia partirà per primo, a novembre 2026, da Ushuaia, risalendo la Patagonia cilena e argentina fino al deserto di Atacama e poi alle Ande boliviane, oltre i 4.000 metri di quota, con il tentativo di raggiungere la cima dell’Uturuncu, un vulcano di 6.000 metri, e la possibilità di un’estensione fino al Perù. Massimo e Claudia partiranno invece tra fine dicembre 2026 e gennaio 2027, pedalando sulle Ande boliviane fino a Cochabamba, per poi proseguire verso Potosì e rientrare a Calama, in Cile.

L’idea nelle parole dei tre cicloviaggiatori

La Ruta de Los Niños «nasce dall’incontro casuale con Maraz, durante il viaggio guidato a Fuerteventura del 2025» racconta Elia. «Ero reduce da un progetto di sport e beneficenza dedicato ai bimbi autistici della mia città e pensavo: se mai dovessi rifare qualcosa del genere, sarebbe bello aiutare una realtà proprio del posto in cui viaggio. Maraz aveva seguito quella storia e a Fuerteventura mi disse che anche lui voleva tornare in Sudamerica e aiutare una realtà di quella zona. Abbiamo iniziato a parlarne sempre più… ed eccoci qui».

Massimo «Maraz» Marazzi parla del Sud America come di una casa: «A livello umano mi aspetto solo delle riconferme, perché ho sempre trovato tantissima umanità in quei luoghi. Quando sono in Sud America è un po’ come tornare a casa: il mio primo viaggio in solitaria è stato proprio in Patagonia, ed è lì che mi si è aperto un po’ tutto il mondo. Nei viaggi in queste zone ho sempre ricevuto tantissima umanità ed ospitalità senza secondo fine, con questo ennesimo viaggio cercherò di restituire un po’ di tutto quello che ho ricevuto. Una cosa che cerco di fare come filo conduttore di tutti i miei viaggi è partire senza preconcetti, con la mente il più vuota possibile, per riuscire ad assimilare tutto quello che di nuovo può venire, come se ripartissi da zero».

«La sera che Maraz, a Lanzarote, ha raccontato di questo progetto e del suo viaggio, il mio primo pensiero è stato: sarebbe un sogno fare un viaggio del genere» aggiunge Claudia. «Quando me l’ha proposto non ho avuto un secondo di esitazione. Sono una mamma, adoro i bambini: vivere da vicino la realtà di bimbi non in salute mi toccherà moltissimo, ma sapere di aver contribuito anche solo un minimo a farli stare un pochino meglio mi riempirà comunque di gioia». 

Cos’è Casa de los Niños

Casa de los Niños, racconta Gianni Cavazzoni (segretario dell’Associazione) nasce da un incontro casuale, quello tra Luciana, tuttora presidente dell’associazione, e Aristide, che ne gestisce le attività in Bolivia: nasce ufficiosamente nel 2003 e diventa associazione di volontariato riconosciuta nel 2006.

Oggi il centro, conosciuto localmente come Ciudadela Arco Iris (la Cittadella Arcobaleno), accoglie 108 famiglie e 286 bambini, molti dei quali con patologie gravi: malattie cerebrali, leucemie, tumori, cardiopatie congenite.
Al suo interno funzionano gratuitamente una scuola pubblica, una mensa, un ambulatorio, un settore di fisioterapia e una struttura di 12 alloggi, completata nei primi mesi del 2025, che ospita bambini e genitori durante le cure ospedaliere in città.

Ogni anno l’associazione segue inoltre l’invio di alcune decine di bambini con patologie gravi verso ospedali pubblici in Brasile e Argentina. Casa de los Niños non ha mai ricevuto sostegno dalle istituzioni pubbliche locali e si sostiene grazie al 5×1000 e alla rete di famiglie e amici in Italia.

Come seguire e sostenere

Gli aggiornamenti dal Sudamerica saranno condivisi sui canali Instagram @elia_sacchelli e @fra.cycloergosum durante tutta la spedizione, a partire da novembre 2026. La donazione si effettua sulla pagina dedicata su Rete del Dono. Oltre alla donazione, promotori e associazione chiedono soprattutto condivisione: far conoscere l’iniziativa ad amici, famiglia e conoscenti è, spiegano, il modo più efficace per raggiungere l’obiettivo.

Il legame tra Massimo e Casa de los Niños, in realtà, è nato ancora prima dell’idea del viaggio: durante una raccolta fondi per un centro di neuropsichiatria infantile di Fidenza, dove ha conosciuto Michela Costi, coinvolta in un’altra iniziativa a sostegno della stessa associazione, You’re My Friend (YMF), un progetto artistico e musicale nato dall’incontro tra musica e solidarietà. Michela è figlia di Luciana, la fondatrice di Casa de los Niños: «È nata da allora, da luglio del 2004, un’amicizia semplice con chi ha dato vita a questa esperienza» racconta Michela. Anche in questo caso, dietro l’iniziativa, c’è Marazzi Trasporti, l’azienda di Massimo, tra i sostenitori dello spettacolo «La parte invisibile della luna», in scena in autunno a sostegno degli stessi progetti in Bolivia.

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