16 Settembre 2026

Robusto, preciso e stiloso: scopriamo il Campagnolo Super Record X

All’IBF 2026 abbiamo visitato lo stand di Campagnolo per andare a vedere da vicino il primo gruppo elettronico Campagnolo pensato per il gravel ad alte prestazioni.

È stato lanciato a fine 2025, ma finalmente all’International Bike Festival (IBF) di Misano abbiamo avuto l’occasione di vederlo dal vivo e farci raccontare qualcosa di più dai tecnici di Campagnolo. Stiamo parlando ovviamente del Campagnolo Super Record X, il nuovo cambio wireless a 13 velocità sviluppato dall’azienda vicentina appositamente per il mondo gravel.

Il Campagnolo Super Record X fa parte della piattaforma Super Record, che comprende il Super Record 13 in configurazione Road – sia con monocorona che con doppia – e quello All Road, unicamente 2×13. La linea X al contrario «funziona solo con il monocorona ed è costruita per lavorare con pacchi pignoni che vanno da 42 a 48 denti» spiega Matteo D’Amanzo, Product Manager di Campagnolo.

Il gravel è monocorona

Questa scelta di Campagnolo segue un trend di mercato che però, sottolinea D’Amanzo, ha evidenziato due utenze ben distinte. Da una parte c’è una fascia di mercato, composta da ciclisti alle prime armi e – insieme – amatori esperti o professionisti, che pur utilizzando la bicicletta in due modi completamente diversi, non hanno problemi ad usare il monocorona.

Dall’altra c’è l’amatore medio che «si sente ancora legato alla doppia per tranquillità», commenta D’Amanzo, che osserva però come «con alcuni settaggi molti rapporti si sovrappongono in termini di sviluppo metrico, soprattutto quando inizi a incrociare piccolo con piccolo. Se pedali con il 36×13 è sbagliato, lo sappiamo tutti, ma è come se tu mettessi un 52×24 o 52×26. Ecco in realtà di due marce ne serve una».

La forza del monocorona, specialmente nel mondo gravel, si può riassumere con semplicità: «Abbiamo già visto come la semplicità di un 1x sia indubbia, perché non avendo un deragliatore è più semplice cambiare. E abbiamo visto quello che è successo nella mountain bike, dove dalla tripla siamo arrivati alla singola».

Nessun problema anche con copertoni larghi

Sono tanti i dettagli che differenziano il Super Record X dalla sua controparte stradale e, soprattutto, che ne caratterizzano la vocazione off-road, a partire dalla linea catena dedicata da 47,5 mm che consente il montaggio su bici che ospitano copertoni da 50 o addirittura 55 mm.

È stato fatto un lavoro importante anche sul deragliatore posteriore. Attingendo dal Campagnolo Ekar, sul Super Record X c’è il Nano Clutch, la frizione miniaturizzata che tiene in tiro la catena, anche sui terreni più sconnessi. «Lavorando in 1x la frizione ci aiuta nella ritenzione della catena. Per cui anche prendendo buche o il classico slap, il ritorno della catena, la parte di gabbia tende a tirare con più forza in modo tale da non avere quell’effetto frusta che comporta la perdita della catena all’anteriore» spiega D’Amanzo.

Rimanendo sul deragliatore posteriore, Campagnolo ha spostato il pulley superiore rispetto all’asse di rotazione perché «il cambio non si muove in bidimensionale, ma tridimensionale, mentre scende, va verso la cassetta» mostra D’Amanzo. Il Campagnolo Super Record X è compatibile con l’attacco standard UDH, o direttamente con il forcellino.

Un cambio versatile e personalizzabile

Il pacco pignoni del nuovo Campagnolo Super Record X offre al gravellista due diverse opzioni: il 9-42 è pensato per chi predilige percorsi veloci e competizione mentre il 10-48 offre maggiori soluzioni per itinerari mossi e ripidi. Entrambe le soluzioni con un salto massimo di 6 denti nella parte finale, garantiscono una pedalata fluida ed efficiente.

La guarnitura è disponibile in 8 misure (38, 40, 42, 44, 46, 48, 50, 52), sempre con corona piena e aerodinamica. Una chicca non solo estetica, ma pensata per offrire maggiore rigidità e stabilità della catena. È possibile anche acquistare la guarnitura con misuratore di potenza integrato (HPPM).

L’altra grande novità sta nelle leve, gli ergopower. Tutti i comandi del cambio sono sulla leva destra, mentre la sinistra è scarica e serve unicamente per il freno. La leva sinistra presenta 3 punti di shifting quali leva, Thumb Shifting e bottone, configurabili in app. È possibile installare anche un quarto bottone satellite sulla parte dritta del manubrio o sulle corna.

La scelta di riunire in unica leva tutti i comandi, spiega D’Amanzo, ha anche un risvolto economico per il cliente in caso di cadute: «In gravel spesso si cade. Avendo una leva sola con elettronica, l’altra ha un costo minore ed è quindi più semplice da cambiare. I nostri prodotti inoltre hanno i singoli pezzi di ricambio, se per caso rompi la leva, non devi ricomprare tutto l’ergopower».

Infine la batteria. Un sistema a scatto nasconde la batteria del deragliatore posteriore che, spiega il Product Manager di Campagnolo, è rimasta la stessa del 12 velocità, rendendo di fatto intercambiabili le batterie tra i due cambi. L’autonomia dichiarata pertanto è di 1000 km: «Una distanza verificata durante il training camp della Cofidis, con un utilizzo intensivo. Considera che loro su strada fanno 50 cambiate e una deragliata» commenta D’Amanzo.

Collabora con noi

Se sei appassionato di Gravel, non perderti l’occasione di condividere con noi le tue esperienze e i tuoi consigli. Inizia a scrivere per Gravel Magazine, compila il modulo qui a fianco per maggiori informazioni.