6 Marzo 2024

Alla scoperta della Valle del Chiampo

Pedaliamo verso la Valle del Chiampo, alla scoperta di un angolo di Veneto ancora poco conosciuto.

Tipo di percorso: misto asfalto e sterrato con alcuni tratti su facili single track

★★★★☆

Km: 56 km
Dislivello: +1100 metri

Quando è meglio affrontarlo: tutto l’anno
Tempo minimo per percorrerlo: 4 ore
Tipologia di bici consigliata: gravel bike, mtb, e-bike

Descrizione del percorso

La Valle del Chiampo inizia a nord della provincia di Vicenza, molto vicino al confine con il Trentino. Segna a ovest il confine con la provincia di Verona, e termina in prossimità del comune di Montebello Vicentino. È solcata dal torrente Chiampo che nasce dal Monte Gramolon (1840 m), in questa parte la valle è molto stretta e caratterizzata da alte pareti rocciose.
Il percorso che presentiamo è impegnativo, ma molto interessante sotto l’aspetto naturale, storico e culturale. Percorre la valle da sud a nord, salendo progressivamente il fianco destro per poi ritornare al punto di partenza sfruttando quasi per intero la pista ciclabile che corre nel fondo valle a fianco del torrente Chiampo.

Punto di partenza e arrivo di questa traccia è la piazza principale del Comune di Montorso Vicentino, posto a circa 100 metri di altitudine dove sorge il Municipio e la Chiesa di S. Biagio, di recente costruzione. Uscendo dal paese si passa per Villa da Porto Barbaran, una villa veneta costruita tra il XVII e il XVIII secolo, su una preesistente villa del XV secolo.

Poche centinaia di metri dopo, attraversata la Via Valchiampo, strada molto trafficata specialmente durante i giorni lavorativi, si imbocca la ciclabile che corre sull’argine destro del torrente Chiampo e la si segue per alcuni km fino ad arrivare ad Arzignano, dove affrontiamo la prima salita. Si raggiunge velocemente il castello che domina il paese, una rocca costruita intorno al 1300 dagli Scaligeri che si presenta ancora in ottimo stato, e al momento è visitabile. 

Si scende verso il paese e si inizia a salire di quota verso località Pugnello, dove si incontrano anche i primi sterrati, impegnativi sia per pendenza che per tipo di fondo.

Poco prima di arrivare a Nogarole Vicentino, comune posto a circa 500 metri di altitudine, si percorre un divertente sentiero che sbuca proprio nella piazza del paese, a fianco del caseificio sociale, dove si produce tra l’altro il formaggio DE.CO. del Monte Faldo.

La comunità di Nogarole è probabilmente anteriore all’anno 1000, ed è stata abitata anche dai Cimbri, antica popolazione che arrivava dall’attuale Germania e che ha lasciato tracce della propria lingua nella toponomastica e in alcuni cognomi locali. Dopo un giro al caseificio e al bar del paese per un caffè, prendiamo a destra una strada asfaltata che di lì a poco diventa uno stretto sentiero nel bosco e che ci costringe ad un brevissimo tratto di “portage”. Riscendiamo sulla strada asfalta con vista sulle Piccole Dolomiti Vicentine, che ci accompagna fino alla località Alvese. Qui possiamo visitare dei recenti murales realizzati da alcuni artisti locali, che hanno voluto riprodurre gli antichi mestieri del luogo. Alvese è anche sede dell’Eremo della Pace, un luogo silenzioso dove fermarsi a riflettere ammirando il panorama.

Proseguendo su strada asfaltata, ma sempre panoramica, giungiamo in località Fochesati, dove prendiamo sulla sx un divertente sentiero che ci porterà prima in Contrada Disconzi e poi a Campanella (700 metri di altitudine) dove possiamo visitare la Chiesa di S. Macario da dove si gode di un panorama incredibile.
Scendiamo ora per larghi tornanti asfaltati fino ad Altissimo, paese che si trova a circa 650 metri di altitudine e che fa parte del Parco della Lessinia. Il centro di Altissimo è caratterizzato dalla Chiesa dedicata a San Nicola, edificata su un’antica pieve risalente al XII secolo. Proseguendo ancora su strada asfaltata ma poco trafficata, e sempre con lo spettacolo delle Piccole Dolomiti Vicentine a fare da sfondo, giungiamo velocemente in contrà Zucchi prima, e Zerbati poi. Poco dopo iniziamo a prendere un largo sentiero in un ambiente solitario e selvaggio, che ci porterà nel comune di Crespadoro, a circa 360 metri di altitudine. Crespadoro è posto proprio alla fine dell’alta Valle del Chiampo e confina con le province di Verona e Trento. Nel suo piccolo centro possiamo trovare negozi, bar e ristoranti per pranzare o fare uno spuntino prima di intraprendere la via del ritorno. Dal piazzale della Chiesa dedicata a Sant’Andrea Apostolo, è possibile ammirare il panorama delle cime che sovrastano il paese.

Si inizia, dunque, la strada del ritorno, che vede come protagonista la ciclabile della Valle del Chiampo, anche se per alcuni tratti dovremo percorrere la strada che solca il fondovalle.
Lungo la ciclabile, all’altezza di San Pietro Mussolino, segnaliamo la presenza di una delle opere di Marco Martalar, l’Ape Vaia. Si tratta della riproduzione di un’ape realizzata con i resti degli alberi distrutti dalla tempesta Vaia del 2018.
Poco dopo località Arso, si svolta a destra e si entra nel centro di Chiampo, zona dove si concentrano molte aziende del settore della concia e della lavorazione del marmo. Oltre alla bella Piazza con la Colonna Corinzia, si possono visitare alcune antichi edifici come Villa Chiericati-Adami, Villa Capra-Puglisi e Villa Righetto, inoltre Chiampo è famosa per il culto alla Madonna di Lourdes, con la Chiesa dedicata e la grotta.

Sempre percorrendo l’ampia ciclabile, si raggiunge velocemente Arzignano: siamo ormai in dirittura di arrivo, ma il percorso ci riserva ancora una piccola salita e una gradita sorpresa. Arrivati nel comune di Montorso Vicentino ci aspetta, infatti, una breve ma impegnativa sterrata che ci porterà alla chiesa di San Marcello, antico manufatto costruito tra il 1200 e il 1300. Posta sulla cima di un piccolo colle, immersa tra gli alberi e la natura, potremo godere di qualche minuto di pace e silenzio prima di affrontare l’ultima discesa e ritornare al punto di partenza.

Punti di interesse

Suggerimenti

La bicicletta gravel è una buona opzione per percorrere questa traccia, l’importante che abbia rapporti adeguati per superare pendenze importanti e gomme da almeno 40 mm.

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