7 Luglio 2026

Berici Climbs: il più grande parco cicloturistico d’Italia è anche gravel

Matteo Mastrovita ha impiegato tre anni per mappare salite, sterrati e itinerari. Ma dietro Berici Climbs non c’è solo una cartografia: c’è una nuova idea di territorio

Alcuni progetti nascono da un’intuizione. Altri da una passione. Berici Climbs nasce da entrambe.

Quando Matteo Mastrovita ha iniziato a pedalare sui Colli Berici, nel 2020, non immaginava che quella che era stata una semplice alternativa alla corsa sarebbe diventata un progetto capace di coinvolgere decine di comuni, migliaia di chilometri di percorsi e una comunità sempre più numerosa di ciclisti.

Oggi Berici Climbs è molto più di un sito internet o di una raccolta di tracce GPS. È un vero e proprio parco cicloturistico a cielo aperto, nato per valorizzare uno dei territori più affascinanti e, per certi versi, ancora poco conosciuti del Veneto.

Una seconda vita iniziata su due ruote

Classe 1975, geologo e manager nel settore delle energie rinnovabili, Matteo arriva alla bicicletta quasi per caso. Per anni la sua vita sportiva ruota attorno alla corsa. Corre oltre venti maratone, conclude triathlon sprint e diventa uno dei principali divulgatori italiani del metodo Galloway, accompagnando quasi cento persone a tagliare il traguardo della loro prima maratona attraverso il progetto Dalla poltrona alla prima maratona.

Poi arriva un infortunio. Quello che per molti sarebbe stato un ostacolo si trasforma invece nell’occasione per scoprire un mondo nuovo. «La bicicletta è arrivata quasi per caso», racconta. «Ma mi ha conquistato subito. È libertà, scoperta, viaggio, meditazione, fatica e gioia. Due ruote e due pedali possono racchiudere tantissimi significati».

L’idea: creare un comprensorio dedicato alla bicicletta

La vera intuizione nasce osservando il territorio con occhi diversi. Chi frequenta la montagna conosce perfettamente il concetto di comprensorio sciistico: impianti, piste classificate per difficoltà, servizi e percorsi che trasformano un’intera valle in una destinazione. Matteo si pone una domanda tanto semplice quanto rivoluzionaria. Perché non fare la stessa cosa con la bicicletta?

Da qui prende forma Berici Climbs, un progetto che lui stesso definisce come il primo comprensorio cicloturistico d’Italia. L’obiettivo non è soltanto raccogliere percorsi, ma costruire un sistema capace di unire sport, natura, arte, cultura ed enogastronomia in un’unica esperienza. Pedalare diventa così il modo più lento e autentico per conoscere i Colli Berici.

Oltre tre anni di lavoro per dare forma ad un sogno

Passo dopo passo, Matteo ha tessuto un abito sartoriale per dare una nuova veste ai Colli Berici. Si è avvalso dei migliori professionisti nel settore informatico, grafico, video e fotografico per abbellire e rendere funzionale e smart il progetto Berici Climbs. Dalla sua nascita collaborano con Matteo anche una serie di Ambassadors, cicliste e ciclisti che lo aiutano nella promozione del progetto e condividono con lui i suoi valori.

Per tre anni il lavoro è stato quasi maniacale. Prima la ricerca su Google Maps, Street View e cartografia digitale. Poi la verifica sul campo, una salita dopo l’altra, per capire se i dati teorici corrispondessero davvero alla percezione del ciclista. Non bastava conoscere pendenze e dislivelli, bisognava viverli.

Nasce così una classificazione ispirata al mondo dello sci, con percorsi suddivisi in cinque livelli di difficoltà, pensati per permettere a ogni ciclista di trovare la sfida più adatta alle proprie gambe. Oggi il progetto comprende 100 salite su asfalto, 50 salite gravel e decine di itinerari, trasformando i Colli Berici in un grande parco cicloturistico permanente.

Molto più di una salita

La forza di Berici Climbs non sta soltanto nelle tracce GPS. Ogni percorso diventa un invito a fermarsi. Una villa palladiana, un capitello, una terrazza panoramica, un’osteria di paese, un sentiero nel bosco o un punto panoramico diventano parte integrante dell’esperienza.

Negli ultimi anni il progetto si è arricchito di nuovi brevetti dedicati anche al gravel, della web app, del marchio territoriale Berici Stop&Go e di numerose iniziative dedicate alla sicurezza stradale e alla valorizzazione del territorio. Non manca nemmeno l’aspetto solidale: i contest sostengono la Fondazione Michele Scarponi, ricordando che la strada appartiene a tutti, a partire dagli utenti più fragili.

Il momento perfetto

Quando gli chiedo quale sia il momento che gli regala più felicità, Matteo non parla di classifiche o brevetti conquistati.

La risposta arriva immediata. «Pedalare all’alba e vedere il sole nascere. Respirare la libertà, la natura, i silenzi». È probabilmente questa frase a raccontare meglio il senso di Berici Climbs. Perché dietro ai numeri, agli algoritmi e alle mappe non c’è il desiderio di collezionare salite.

C’è la volontà di invitare le persone a rallentare, ad alzare lo sguardo e a scoprire un territorio che, molto spesso, si trova proprio dietro casa. Ed è forse questa la sfida più difficile. Non convincere qualcuno a pedalare. Ma insegnargli a guardare con occhi nuovi ciò che pensava di conoscere già.

Per maggiori informazioni consulta www.bericiclimbs.com

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