1 Luglio 2026

Con la Ciclabile 19 la valle dello Stubai non è mai stata così vicina

Un nuovo percorso ciclabile connette lo Stubai con Innsbruck e il Brennero. Siamo andati a scoprire questo gioiello delle Alpi Tirolesi.


C’è una domanda che in tre giorni su e giù per la valle dello Stubai in sella alla mia gravel non mi sono mai posto: «Quanto manca?». Il concetto di distanza in Stubai è decisamente relativo. Non potrebbe essere altrimenti in una valle dove da ognuna delle sue cinque cittadine è possibile fare le più svariate attività – sportive e non – il tutto rimanendo in un raggio di meno di 35 km.

La Valle dello Stubai è anche definita “Tal der kurzen Wege”, cioè “La valle delle corte distanze” proprio per questa sua peculiarità. Una caratteristica che però questo gioiellino incastonato nel Tirolo centro-meridionale, a una dozzina di km dalla capitale della regione, Innsbruck, e a 25 circa dal Brennero, vuole condividere con il territorio circostante.

Arrivarci, dallo scorso ottobre, è un battito di ciglia anche in bicicletta. Certo, servono gambe allenate, perché la salita non manca, ma grazie al nuovo Percorso Ciclabile Stubai 19, pedalare fino in Stubai è molto più facile ed immediato.

Si tratta di un’opera costruita in 5 anni che segue il corso del fiume Ruetz, partendo a monte (da località Falbeson) verso l’imbocco della valle a Schönberg, come spiega durante il nostro incontro a Neustift Michael Gstrein, responsabile stampa dell’Agenzia del Turismo dello Stubai. Il Percorso Ciclabile Stubai 19 misura 40 km in totale, quasi tutti asfaltati, e si collega a nord, grazie alla variante 19a, ad Innsbruck e a sud con la ciclabile della Wipptal, che porta al passo del Brennero.

Da Innsbruck a Telfes

Innsbruck è una tappa chiave di uno dei percorsi più gettonati del cicloturismo alpino, il Verona-Monaco di Baviera, detto anche “Dalla Bra a Marienplatz”, che si snoda lungo l’EuroVelo 7, la Ciclabile della Valle dell’Isarco e quella della Wipptal. La valle dello Stubai è un piacevole cambio di rotta e paradigma lungo questo percorso. Il nostro viaggio parte proprio dalla capitale del Tirolo ed è subito in salita.

Si passa proprio sotto il Bergiselschanze, il trampolino per il salto con gli sci teatro dei Giochi Olimpici invernali nel 1964 e 1976, per imboccare un breve tratto di ciclabile lungo la Brennerstrasse e tenere la sinistra al bivio per Natters. Dopo 3 km, a Unterberg, l’albergo di fronte allo Stefansbrucke – un grande punto arancione in mezzo al verde abbagliante dei boschi – è il segnale che si sta per entrare sulla Ciclabile 19.

I 3,3 km della variante 19a che portano da Unterberg a Telfes sono il tratto di più recente costruzione della Ciclabile 19. L’asfalto perfetto, la strada che si inerpica in mezzo al bosco e le paratie in legno – così come le panchine dove poter sostare tra un tornante e l’altro degli 8 totali – sono tutto ciò che serve per mitigare la fatica di alcune rampe al 10%. Chissà che ritratto avrebbe fatto del sottoscritto, con la bocca spalancata un po’ per la fatica e un po’ per la meraviglia – lo scultore e medaglista di Telfes Ludwig Penz, a cui è dedicata una statua lungo il percorso.

Dentro la valle: Fulpmes, Neustift e Milders

Arrivando da nord si aggira il centro di Telfes. Dallo scollinamento della variante 19a inizia un tratto velocissimo in cui si arriva in un amen sulle sponde del fiume Ruetz all’altezza di Kirchbrücke. Fulpmes è dietro l’angolo. Se il nome suona familiare è perché questo è tutt’oggi un polo mondiale per la lavorazione del ferro. La ciclabile qui non è dura come il metallo, le ruote scorrono veloci una volta immessi sulla Medrazerstrasse e fino al caratteristico ponte di legno di Medraz.

Qui la strada torna leggermente a farsi ondulata. Si sale e poi si scende in picchiata sul lago di Kampl (Kamplsee). Si tratta di un piccolo specchio d’acqua balneabile che, specialmente nei weekend estivi, diventa meta prediletta dei locals così come di alcuni turisti. Otto anni fa, racconta Michael Gstrein, proprio nel parco adiacente il lago fu stabilito il Guinness World Record per il più grande Kaiserschmarren mai cucinato. Il 6 ottobre 2018 sei chef prepararono 309 kg del dolce tipico austriaco in una padella da 4,20 metri di diametro.

Basterebbe un pezzettino di quella delizia per far girare le gambe al doppio della velocità fino a Neustift, ma qui la ciclabile presenta ancora alcuni tratti sterrati – in fase di asfaltatura – e attraversamenti del fiume Ruetz su caratteristici ponti in legno. Quindi meglio godersi lentamente il viaggio.

Neustift im Stubaital è il paese più popoloso della valle con poco più di 4700 abitanti. Qui fanno principalmente base i turisti che vengono in inverno a sciare sulle piste poco distanti e in estate ad arrampicare, pedalare o camminare sui pendii che delimitano la valle. L’escursionismo in particolare la fa da padrone. L’Alta Via dello Stubai (Stubaier Höhenweg) e il Seven Summits sono due tra i principali percorsi escursionistici, molto gettonati per il fascino paesaggistico.

Anche noi faremo base qui – all’Alpenhotel Fernau – come i tanti turisti stranieri, anche italiani, che vengono in Stubai per sciare o camminare, conferma Michael Gstrein. Anche il cicloturismo, però, è in crescita. L’obiettivo della Ciclabile 19 è infatti duplice: da un lato attrarre i cicloviaggiatori, dall’altro invitare la popolazione locale, composta da famiglie – anche giovani – che si dividono tra lavoro in valle e nella vicina Innsbruck, a lasciare a casa l’auto per gli spostamenti.

Verso il ghiacciaio

La Ciclabile 19, soprattutto nel tratto tra Fulpmes e Milders, risulta perfettamente su misura per le famiglie. Carreggiata sufficientemente larga, pendenze dolci e attraversamenti sicuri. Superato l’abitato di Milders ci si lascia alle spalle il bivio per la valle laterale dell’Oberberg e si procede fino al Kids Park Klaus Äuele. Qui si trova il bike park per i più piccoli, che possono avvicinarsi alla bicicletta divertendosi tra un dosso e una parabolica; la malga Marend Stüberl e un piccolo laghetto dove solo i più piccoli riescono a tuffarsi.

Le strutture lungo la ciclabile non mancano. Ci sono parcheggi per biciclette, piccole aree di sosta con dei totem forniti di diversi attrezzi per effettuare riparazioni sulla propria bicicletta, mentre per rifornirvi di acqua il consiglio è di fare affidamento sulle fontanelle vicine alle malghe, le alm in tedesco. Da Klaus Äuele il panorama cambia decisamente: l’antropizzazione si fa sempre più rara, la valle si allarga e non è raro attraversare dei campi fioriti. Qualche anno fa non sarebbe stato difficile trovare ancora delle neve – in Stubai si è sempre a ridosso o sopra i 1000 metri di quota – mentre quest’oggi anche lo Zucklerhütl, la cima più alta dello Stubai (3.507 metri), è appena imbiancato.

Ancora un km e, all’altezza della Doadler Alm, termina il percorso della Ciclabile 19. Da lì per arrivare alla prima stazione della funicolare per il ghiacciaio dello Stubai ci sono 8,3 km di salita impegnativa lungo la Gletcherstrasse. Il traffico, nel periodo transitorio tra la fine della stagione sciistica e l’avvio di quella estiva, non è molto e ci si può dimenticare delle pendenze ammirando le cascate ai lati della strada, come la Grawa.

Mieders e Schönberg: la strada verso l’Italia

Girata la bici, la discesa dal ghiacciaio è velocissima, ma quando si riprende la Ciclabile 19 tutto torna a scorrere placido. Potrebbe essere questo il momento per alcune variazioni sul percorso decisamente impervie quanto spettacolari, come la salita allo Starkerburger Hütte, ma questo lo approfondiremo in un prossimo articolo.

Tornando verso l’imbocco della valle dello Stubai il punto chiave è Kirchbrücke. Tenendo la sinistra si tornerebbe sulla variante 19a, direzione Innsbruck, mentre il nostro percorso questa volta prosegue sulla destra per arrivare appena sotto l’abitato di Mieders, località ai piedi del monte Serles, o “Re Serles” come viene chiamato per il panorama mozzafiato che si può ammirare dalla sua vetta.

Ci sarebbe la possibilità di salire tra i boschi fino alla stazione della telecabina per riposare con i piedi a mollo nei laghi di Serles, a quasi 1600 metri di quota, per poi ridiscendere passando da Maria Waldrast, uno dei monasteri più alti d’Europa, meta di numerosi pellegrinaggi. Seguire il profumo dei gerani, che colorano i balconi delle case di Mieders, però non è da meno.

Sono solo 2 km a separare Mieders da Schönberg e si possono percorrere tranquillamente stando a lato della Stubaitalstrasse. Superato il ponte dello svincolo autostradale si entra nell’ultimo paese della valle, che salutiamo risalendo il ripido ponte ciclo-pedonale che collega la Ciclabile 19 a quella della Wipptal.

Due rampe arcigne portano a Matrei am Brenner e da lì in avanti è una lenta risalita di una quindicina di km fino al passo e al confine italiano. Nonostante le pendenze, tutto sembra passare in un attimo. Pedalare lungo la Ciclabile 19 significa entrare in un flusso che accorcia le distanze, ma amplifica le emozioni di un viaggio. Il verde dei boschi non è mai stato lo stesso, il gorgoglio del fiume Ruetz ha cantato in più frequenze e le pareti rocciose hanno offerto sporgenze multiforme.

La valle dove il tempo scorre lentamente

Un luogo capace di dilatare in questa maniera il tempo e i km è una benedizione per il cicloturista. Perché si può programmare un giro anche breve e tornare a casa – o in albergo – con un bagaglio pieno di attimi unici e avere il tempo di provare anche le altre esperienze offerte.

Esiste peraltro la Stubai Super Card che consente l’accesso giornaliero (attrezzatura sportiva non inclusa) agli impianti di risalita del ghiacciaio dello Stubai, di Serles, dello Schlick 2000 e dell’Elfer oltre che sulla pista estiva da slittino di Mieders e alle piscine StuBay (Telfes) e di Mieders. Inclusi ci sono anche i trasporti pubblici, bus e treno che collegano la valle ad Innsbruck.

La Ciclabile 19 rappresenta una nuova porta di accesso a questo territorio caleidoscopico, che in meno di 50 anni è diventato prima una rinomata meta sciistica e oggi si sta affermando come destinazione anche per le vacanze estive. Tranquillità ed avventura convivono in Stubai e il modo migliore per scoprire come sia possibile è sicuramente pedalando. Che sia un viaggio programmato o una deviazione sulla strada verso Innsbruck o il Brennero, cercate il numero “19” sulle mappe. Scoprirete che è molto più vicino di quanto pensiate.

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