7 Giugno 2026

Con Lombardo il Giro-E è stato anche gravel

Abbiamo pedalato sulla e-gravel Lombardo Thunder Marble alla tappa 13 del Giro-E: il racconto di una giornata sulle strade del Giro d'Italia.
giro e enel 2026 tappa 16

Sul palco del Giro-E a Biasca, crocevia delle tre valli del Canton Ticino (Riviera, Blenio e Leventina), una volta sul palco per la presentazione lo speaker Luca Della Porta mi dice «Oggi niente gravel?». Visto da fuori, con gli occhi disincantati degli alunni che oggi non sono rimasti in aula ma sono usciti a vedere lo spettacolo del Giro d’Italia e del Giro-E, in effetti sarebbe facile rispondere «Sì» a quella domanda.

Invece il gravel vive anche sulle strade del Giro-E: la manifestazione, giunta alla sua ottava edizione, che fa vivere un’esperienza esclusiva sui percorsi del Giro d’Italia in sella ad una e-bike. Nelle ultime tre edizioni del Giro-E Lombardo Bikes, marchio siciliano nato nel 1952, ha fornito infatti ai partecipanti del Giro-E delle e-gravel. Dalla Aqua Maris nel 2024 alla Corrente Corallo portata quest’anno. Nel mezzo c’è la Thunder Marble, la bicicletta che abbiamo potuto provare in occasione della tappa numero 13 del Giro-E – da Biasca a Carì – con il team Italia.it guidato dall’ex-professionista Raffaele “Lello” Ferrara.

La Lombardo Thunder Marble è per prima cosa bellissima da vedere. Parcheggiata nell’area team, vicina alle sorelle Corrente Corallo e Aqua Maris, cattura l’occhio con la sua colorazione bianca con spruzzi di arancio ed azzurro. Come gli altri due modelli, la Thunder Marble è stata realizzata in tiratura limitata, con solo 16 esemplari prodotti. Il richiamo al marmo non è solo nel bianco o nelle venature dipinte – a mano – sul telaio ma nei 6 grammi di schegge di marmo incastonati sul tubo orizzontale.

giro e enel 2026 tappa 13 salita

Gestire il motore in gruppo

Usciti dal centro di Biasca, ci immettiamo con tutto il gruppo sulla Strada Principale 2 verso Faido. Non è ancora il momento di affidarsi al motore, l’andatura è molto tranquilla. La Thunder Marble monta un Bosch SX Smart System con batteria da 400Wh, che aggiunge circa 2 kg di peso alla bici (di circa 16 kg totali). Ma già mettendo in modalità Eco sui primi tornanti verso Faido il peso extra del motore come per magia sparisce.

All’attacco della salita verso il traguardo di Carì – 12 km all’8% medio – è ora di iniziare ad usare anche la modalità Sprint. L’erogazione è morbida, bisogna mulinare sui pedali per sentire tutto l’incremento di potenza (si parla di un 280% in più della potenza espressa sui pedali, rispetto al +60% della modalità Eco). Nei tratti in cui la salita dà un po’ di respiro arrivare ai 25 km/h per avvertire lo stacco è stato molto facile.

La batteria da 400 Wh, verificando sul sito di Bosch, garantisce fino a 3 ore e mezza di autonomia. Su una tappa da 33 km con 1420 metri di dislivello, percorsi in poco meno di 2 ore, al traguardo avevo ancora 3 tacche su 4 batteria, con un utilizzo di circa 6-7 minuti in modalità Eco nei primi 21 km pianeggianti e pressoché costante in Eco e Sprint sui 12 km finali, percorsi in poco più di 50 minuti. Una prova anche migliore delle previsioni.

Una volta arrivati a Carì abbiamo atteso le premiazioni di giornata prima di scendere a Faido, per attendere il passaggio del Giro d’Italia. La discesa ha permesso – in parte – di apprezzare la comodità della Lombardo Thunder Marble. L’asfalto svizzero è così perfetto che è difficile immaginarsi la risposta della bici su terreni più sconnessi. Tuttavia, pur dovendo adattare frenata ed inserimento per il peso aggiuntivo, la Thunder Marble si è rivelata molto comoda e precisa sui tornanti della Faido-Carì, con il plus del grip offerto dai Vittoria Terreno Zero da 45 mm montati sulle FSA AGX Team 30 con canale interno da 23 mm. Ruote votate alla prestazione ed infatti hanno garantito una scorrevolezza invidiabile.

Vivere dentro la Corsa Rosa grazie al Giro-E

Oltre al feeling immediato con la Lombardo Thunder Marble, il Giro-E ha regalato emozioni per il passaggio sulle strade della Corsa Rosa, con il costante tifo degli appassionati nei centri abitati e sulle rampe della salita di Carì. Il capitano della nostra squadra – Italia.it – Lello Ferrara ci aveva infatti detto alla partenza di goderci la giornata.

Le prove cronometrate? «In classifica ci sono tutte le squadre, poi ci sono due spazi vuoti, e poi ci sono io» scherza Ferrara. Seguendo il suo consiglio di divertirci, con i 3 compagni di squadra abbiamo colto l’occasione di condividere dei km in bicicletta con chi ha scritto la storia di questo sport. Oltre a Lello Ferrara in gruppo c’erano Gianni Bugno, Igor Astarloa, Sonny Colbrelli, Claudio Chiappucci, Damiano Cunego, Andrea Tafi, Marco Canola, Marco Tizza e Giacomo Nizzolo.

Con quest’ultimo abbiamo scherzato in hospitality sulle spinte che i velocisti ricevevano – o cercavano di ricevere – nelle tappe di salita dei grandi giri a tappe. Nel suo team – RCS Sports & Events – c’era anche Kevin Schwantz, campione del mondo 1993 della classe 500 del motomondiale. Tra una battuta e l’altra ho provato a scoprire qualche segreto per piegare forte in curva. Certe occasioni non capitano tutti i giorni!

giro e enel 2026 tappa 13 cari

Tra queste c’è la possibilità di salutare il pubblico e sentirsi un professionista anche solo per 2 ore della propria vita. Ci sono i danesi che aspettano Jonas Vingegaard; Piazza Stefano Franscini a Faido vestita di rosa con centinaia di persone già in strada, la musica a palla e i tavoli imbanditi per la festa; gli amatori che sono saliti in bicicletta qualche ora prima e i bambini già pronti con il cartello “Bidon please” (“La borraccia per favore”).

Lascerei loro la mia, ma fa molto caldo per essere quasi a fine maggio – perdipiù in Ticino – e l’acqua con sali va bevuta fino all’ultima goccia. Negli ultimi km di salita troviamo la nostra posizione in gruppo e la difendiamo come il treno della Lidl-Trek quando deve lanciare Jonathan Milan in volata, con molta più goliardia e meno agonismo ovviamente. Si arriva schierati in fila per scattare la miglior foto ricordo possibile. «State indietro!» urla Ferrara ad Astarloa. «Andate più forte!» risponde il campione spagnolo, e scoppiamo tutti a ridere. Questi sorrisi e queste emozioni – una filosofia che mette al centro le persone e la loro passione – sono la prova che alla fine anche al Giro-E c’è molto più gravel di quanto si possa pensare.

Foto: Ufficio stampa Giro-E

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