28 Ottobre 2024

Da Cervia a Venezia: una rotta per due

Michela e Andrea, noti come Bikelikeacouple, tornano a raccontarci le loro avventure in gravel, attraverso un lungo, romantico percorso.
Comacchio-Chioggia

Tipo di percorso: Gravel
Durata: Più giorni
Partenza: Mattino
Arrivo: Pomeriggio/sera
Località toccate:
Cervia – Comacchio: circa 98 km attraverso pinete e riserve naturalistiche
Comacchio – Chioggia: circa 135 km attraversando la parte più selvaggia del Delta del Po
Chioggia – Venezia: circa 38 km di percorso intermodale tra traghetti e bici

 

★★★★☆

Km: 278
Dislivello: +290

Quando è meglio affrontarlo: In primavera, estate o autunno
Pneumatici utilizzati: 38/40
Tipologia di bici consigliata: Gravel

L’itinerario cicloturistico si affianca alla tradizionale Rotta del Sale via mare che ogni anno le barche storiche percorrono col loro carico di sale dal porto canale di Cervia fino alla Serenissima. I 278 km sono suddivisi in 3 tappe su una traccia facile ed accessibile, priva di difficoltà tecniche. Il percorso è principalmente pianeggiante, ma mai banale, alternando strade bianche a sentieri e piste ciclabili a tratti di asfalto su strade secondarie a basso traffico. Si pedala costantemente immersi nella natura in uno degli ambienti più suggestivi d’Italia: il Delta del Po. Costeggiando il mare, immergendosi in pinete e riserve naturalistiche ricche di biodiversità, attraversando ponti fatti di barche e città di grande fascino. Una piccola grande avventura tra storia, arte e natura. 

Da Ravenna a Venezia

Ravenna, Comacchio, Chioggia: non poteva esserci un ordine più azzeccato per prepararci a lei, sua maestà Venezia. Sembra un percorso propedeutico come quelli che all’università ci costringevano a superare un esame per potere accedere a quello successivo.

Se Ravenna ci mette alla prova con l’arte bizantina, a Comacchio si iniziano a pregustare i sapori tipici della laguna. Chioggia, invece, è il succulento antipasto per quello che ci aspetta alla fine del viaggio: abbiamo pedalato in giro per il mondo e credeteci se vi diciamo che scenari del genere si possono scoprire solo in Italia. Arte, cibo, storia e natura: insomma c’è tutto questo e anche di più, lungo il tragitto ideato e disegnato dall’esperta cicloviaggiatrice Cristina Merloni, ma c’è un posto in particolare che ci ha lasciato senza fiato: la nuovissima ciclabile in mezzo alla laguna di Comacchio, tra l’argine del fiume Reno e Bellocchio.

Non solo una ciclabile, ma una vera e propria meraviglia della natura

Ogni viaggio, diciamocelo, ha bisogno del suo simbolo e se ci pensiamo bene ogni nostra piccola grande avventura conserva ancora, a distanza di anni, qualcosa che ce la fa tornare in mente. Un paesaggio, una persona, magari semplicemente un imprevisto che è ancora lì, impresso nella nostra memoria. Qualcosa che il tempo non scolorisce. Eccolo lì il nostro: un nastro di terra risparmiato dal mare, qualcosa che fa sobbalzare il cuore e gonfia un po’ l’ego facendoti sentire, cicloturisticamente parlando, un Mosè dei giorni nostri non più alle prese con il Mar Rosso, ma con la pur sempre splendida laguna di Comacchio.

Blasfemi? Esagerati? Magari sì, ma mai ci era capitato di pedalare letteralmente in mezzo all’acqua, tra fenicotteri rosa e cavalieri d’Italia, schiaffeggiati dal vento della laguna e accarezzati dal sole che tramonta sull’entroterra.

Quando un viaggio diventa qualcosa di più

Un viaggio in bici, però, non è solo rose e fiori (giusto per rimanere in tema romantico), ma è anche e soprattutto quello che sta nel mezzo. Per chi viaggia è ormai una legge non scritta: si parte con i vestiti puliti, il setup in ordine e tutto è nel posto giusto. Poi man mano che si macinano chilometri tutto ciò evolve in qualcosa di più zingaresco e le cose sopra la saddle-bag proliferano, così come i creativi modi con cui fissarli ad essa. I vestiti, seppur lavati ogni sera, non sanno di pulito come quando siamo partiti. E giureresti che lì, si proprio lì, dovrebbe esserci quel cavo che, in realtà, hai dimenticato sul comodino già prima di partire.

Pedalando verso il traghetto

Fino a che ti ritrovi a vagare in qualche paesino sperduto, magari ad orari insoliti per chi pretende qualcosa da mangiare, fino a imbatterti in qualche chiosco insperatamente aperto. Non chiedi nemmeno cosa fanno: guardi, annusi i profumi e ordini un po’ di tutto. Ti “stravacchi” accanto alla tua bici e ti godi la pace in cui sei immerso, così come la fatica che hai fatto per guadagnarti quel piccolo angolo di paradiso. Sono momenti di trascurabile felicità (e certamente, anche un po’ di disagio). Non solo fanno parte del viaggio, loro sono il viaggio. Ma eccolo lì l’ultimo traghetto, quello che ci condurrà alla meta di questo viaggio sfilando elegantemente davanti alle meraviglie di questa incredibile città, che ogni anno attira milioni di turisti ed innamorati.

L’arrivo a Venezia

Siamo partiti da Cervia con il sogno di raggiungere Venezia in bici e ora ci troviamo qua, proprio davanti a Piazza San Marco e al Ponte dei Sospiri. Ci eravamo immaginati un viaggio romantico e così è stato. Ok, in questi tre giorni non ci sono state cene a lume di candela, nessun fiore o bel regalo, al limite qualche irripetibile tramonto. Certo, non siamo andati in giro ben vestiti né tanto meno profumati, anzi siamo stati per la maggior parte del tempo sudati e affamati, ma anche sempre sorridenti. Perché tutta questa strada la condividi solo con chi hai complicità e affinità, con chi ti supporta e ti sopporta. Con chi accetta i tuoi difetti e ci ride sopra. Con chi è disposto a rallentare per andare al tuo passo e a seguirti anche nell’ultima deviazione, quella non prevista. Non sappiamo se tutto ciò ha a che fare con il romanticismo. Sappiamo però che abbiamo passato un fine settimana fuori da tutto: dalla routine, dai telegiornali e da quelle “maledette” e-mail che ci raggiungono ovunque e in qualunque momento. Per una marea di tempo siamo stati solo noi due.

E ci siamo bastati.

Punti di interesse

  • A poco più di 60 km dalla partenza ci si trova dinanzi alla pista ciclabile forse più bella d’Italia. Siamo all’interno delle Valli Meridionali di Comacchio, oasi di biodiversità e bellezza oltre che punto di ritrovo per stormi di fenicotteri e uccelli migratori che dall’Africa si dirigono verso il Nord Europa.
  • Il tracciato si presenta come una lunga strada bianca sterrata, facilmente percorribile da biciclette di qualunque tipo: inaugurato ufficialmente agli inizi dell’estate scorsa, è divenuto in pochissimo tempo meta per moltissimi ciclisti e appassionati.
  • Il percorso collega l’argine del fiume Reno all’Oasi di Bellocchio, immediatamente a sud di Lido di Spina (Ferrara), mostrando uno dei più suggestivi paesaggi di tutto il Parco del Delta: ben 5,4 km a filo d’acqua, circondati da aironi e fenicotteri rosa che si alzano in volo al semplice passaggio.

Com’è nata la Rotta del Sale bike trail? Ce lo dice Cristina Merloni, guida cicloturistica, bike experience designer e ispiratrice dell’itinerario.

“L’evento celebrativo della Rotta del Sale è fortemente rappresentativo dell’identità storica e culturale di Cervia: una storica tratta marittima che collegava la cittadina romagnola a Venezia risalente già al 1447. Parteciparvi mi ha da sempre rapito e affascinato, tant’è che nel 2015 si è accesa un’intuizione che mi ha coinvolta sia come cervese che come biker e guida cicloturistica: mi ero spinta molte volte in bici fino a Comacchio, apprezzando un percorso affascinante quanto particolare per l’incontro con le oasi remote e poco conosciute del Delta Po. Perché quindi non spingersi ancora più a nord e riproporre l’antico itinerario nautico come route cicloturistica? Una radice storica e culturale così forte avrebbe sicuramente prodotto dei contenuti di viaggio di estremo interesse, il percorso era particolare, interessante e vario, mi sono così buttata a capofitto nel progetto unendo le mia sensibilità di guida, la conoscenza dei territori e le competenze in ambito di comunicazione. L’inaugurazione dell’itinerario ufficiale è avvenuta l’estate del 2018, in occasione della rievocazione dello storico percorso nautico. Quel giorno è stata effettuata la partenza per la prima route completa ed è stato avviato il progetto di sviluppo turistico dell’itinerario: “l’alba” di un nuovo turismo per la città di Cervia, imperniato sulla bici come strumento di discovering attivo e alla portata di tutte le gambe”.

Suggerimenti (consigli tecnici, dove alloggiare/mangiare)

Ideale per le bici gravel, l’itinerario si presta ad essere percorso con facilità anche da e-bike e bici da turismo (rottadelsalebiketrail.it).

Autori: 

Bike like a couple: sui social sono Bike like a couple, ovvero Andrea e Michela: 38 anni architetto, lui – 34 anni, ingegnere lei. Romagnoli, innamorati del loro territorio: un piccolo paradiso che gli permette di muoversi in bicicletta in ogni piccola o grande faccenda. Appena possibile viaggiano per l’Italia e l’Europa collegando con fantasia (e un po’ di mal di gambe) alcune delle ciclovie e tracce gravel più famose. Nei loro viaggi cercano di trasmettere il messaggio che il cicloturismo è qualcosa alla portata di tutti. “E poi in coppia è tutto più divertente!” Potete seguire le loro piccole grandi avventure su Instagram e Komoot: @bikelikeacouple)

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