22 Novembre 2024

Droni e Gravel: guardare al futuro con “occhi” nuovi

Da riprese mozzafiato fino alle analisi tecniche, ecco come i droni potrebbero (e in parte già lo fanno) rivoluzionare il mondo gravel.
Drone e gravel

Pedalare attraverso paesaggi incontaminati, ascoltando il fruscio degli alberi e il suono della ghiaia sotto le ruote, è un’esperienza indimenticabile per gli appassionati del gravel. Ora, immaginate di poter rivivere quelle emozioni in ogni momento, analizzando ogni curva, salita e discesa, quasi come se foste di nuovo sopra il sellino. Questo è il potenziale offerto dai droni nel mondo del ciclismo: non solo catturare le sensazioni del percorso, ma anche trasformare il modo in cui le avventure su due ruote vengono vissute e raccontate. I droni, con la loro maneggevolezza e capacità di volare in ambienti complessi come boschi e percorsi di montagna, sembrano i compagni ideali per le avventure gravel. Tuttavia, il loro utilizzo è ancora agli inizi: ci sono grandi promesse, ma anche regole e limiti da chiarire. Nonostante ciò, i droni potrebbero presto diventare indispensabili nel ciclismo, registrando video con prospettive spettacolari e offrendo un supporto tecnico, ad esempio monitorando le condizioni del percorso. Questo scenario apre nuove possibilità per vivere e condividere l’essenza del gravel come mai prima d’ora.

Un’innovazione al servizio della performance

L’integrazione dei droni nel mondo del ciclismo rappresenta un passo in avanti significativo ed è in grado di offrire ai ciclisti strumenti avanzati per migliorare le proprie prestazioni. Attraverso riprese aeree dettagliate, i droni potrebbero consentire un’analisi sempre più approfondita dei percorsi, permettendo ai ciclisti di studiare con precisione l’angolazione delle curve, la pendenza delle salite e la conformazione del terreno. Questa prospettiva dall’alto facilita la pianificazione strategica delle traiettorie, ottimizzando la velocità e l’efficienza durante le competizioni o gli allenamenti. Un esempio? Il DJI Neo, un drone ultra-compatto dotato di fotocamera 4K stabilizzata. Questo strumento è ideale per catturare video e immagini nitide durante le ricognizioni gravel. Inoltre, la sua capacità di decollare autonomamente dalla mano e di seguire il ciclista in movimento lo rende perfetto per chi desidera documentare le proprie performance senza interruzioni. Ma i droni potrebbero permettere anche di esplorare nuovi tracciati. Volando sopra aree inesplorate, infatti, potrebbero essere in grado di rilevare in anticipo ostacoli, variazioni del terreno o condizioni ambientali avverse, permettendo ai ciclisti di prepararsi adeguatamente. 

LEGGI ANCHE: Gravel e IA: il futuro a portata di pedale

Un passo avanti anche sulla sicurezza

Nel ciclismo in generale, la sicurezza dei partecipanti è fondamentale, soprattutto per discipline come il gravel dove i percorsi possono anche avere una natura remota e impegnativa. Ed ecco, quindi, che i droni stanno emergendo sempre di più come strumenti essenziali per monitorare e garantire la sicurezza durante le competizioni. Durante gli eventi su lunghe distanze o in territori isolati, infatti, questi strumenti potrebbero monitorare i partecipanti, localizzarli rapidamente in caso di emergenza e persino trasportare piccoli kit di primo soccorso. 

LEGGI ANCHE: Pedaliamo in sicurezza con la gravel bike

Rivoluzione visiva

Un altro aspetto da non sottovalutare nel mondo gravel è la narrazione visiva che gioca un ruolo fondamentale nel trasmettere l’essenza di questo tipo di ciclismo, caratterizzato da avventura, sfida e connessione con la natura. I droni, con le loro capacità di ripresa aerea, hanno rivoluzionato il modo in cui queste storie vengono raccontate, offrendo prospettive sempre più coinvolgenti. Emblematiche sono le riprese effettuate durante il Tour of Taihu Lake, una corsa a tappe in Cina, di quest’anno. In questa competizione, i droni sono stati utilizzati per catturare suggestive immagini delle fasi finali delle tappe, offrendo una visione immersiva dell’evento. Anche in eventi come l’Eroica, i droni hanno svolto un ruolo cruciale nel documentare l’evento, come si può vedere nei video pubblicati su YouTube da Pietro Franzese.

I droni nel grande ciclismo

Entrando nel dettaglio, la stagione ciclistica di quest’anno ha segnato un momento storico: per la prima volta, i droni, sia i modelli stabilizzati che quelli acrobatici Fpv (First Person View), sono stati impiegati costantemente nelle grandi corse a tappe. L’esordio è avvenuto nella cronometro a squadre della Parigi-Nizza, dove i droni hanno catturato immagini dall’alto, mostrando le squadre in azione. Il loro impiego è poi proseguito durante il Giro d’Italia, con droni Fpv utilizzati in alcune tappe chiave (1, 17, 18 e 19), mentre il drone stabilizzato ha accompagnato la passerella finale di Roma, esaltando la magnificenza della città eterna. Anche al Tour de France, i droni sono stati protagonisti, documentando con grande efficacia la cronometro e la tappa finale di Nizza.

Questa innovazione è stata resa possibile grazie al lavoro di team specializzati come i “Robe di Droni di Torino”, che hanno gestito le riprese del Giro d’Italia. 

Limiti e sfide 

L’utilizzo dei droni nel gravel è un pendolo che attualmente oscilla tra numerose opportunità e sfide che ne limitano l’adozione.

  • Normative e restrizioni regolano il loro uso in molte regioni. In Italia, l’Ente Nazionale per l’Aviazione Civile (Enac) stabilisce norme stringenti, come il divieto di volo vicino a aeroporti, aree densamente popolate o zone protette senza autorizzazioni. Queste restrizioni richiedono una pianificazione precisa e, spesso, permessi speciali, soprattutto per eventi che attraversano aree sensibili.
  • Autonomia e prestazioni tecniche: con un tempo di volo medio di 20-30 minuti, la copertura di eventi gravel, che durano diverse ore, diventa complessa. Anche condizioni atmosferiche come vento forte o pioggia influiscono negativamente sulla stabilità e sulle prestazioni del drone.
  • Sicurezza e interferenze: la presenza di droni nelle vicinanze dei ciclisti solleva preoccupazioni per possibili malfunzionamenti o errori di pilotaggio, che potrebbero mettere a rischio i partecipanti. Inoltre, il coordinamento con altri mezzi di ripresa, come elicotteri o telecamere mobili, è essenziale per evitare conflitti nello spazio aereo, come dimostrato durante il Tour de France.
  • Qualità delle riprese: i droni offrono prospettive uniche, ma non sempre le immagini raggiungono la nitidezza e la stabilità delle telecamere professionali. Vibrazioni, variazioni di luce e sensori meno sofisticati possono limitare l’utilizzo delle riprese, che spesso risultano adatte solo per replay o contenuti secondari, come accaduto al Tour of Taihu Lake.


Infine, i costi e la logistica sono fattori da non sottovalutare. L’acquisto o il noleggio di droni, la necessità di piloti qualificati, e la gestione di manutenzione e batterie rappresentano un impegno economico significativo. Per competizioni più piccole o con budget ridotti, queste spese possono diventare un ostacolo difficile da superare.

Tirando le somme, il futuro dei droni nel gravel è certamente ricco di possibilità. Con l’avanzare della tecnologia, possiamo aspettarci droni sempre più piccoli, leggeri e autonomi, capaci di seguire automaticamente il ciclista senza intervento manuale. Non si tratta, quindi, solo di un gadget per appassionati di tecnologia, ma di uno strumento che amplifica la connessione con la natura, migliora la sicurezza e racconta l’avventura come mai prima d’ora. Ed è grazie ad ogni nuova innovazione che il gravel diventa sempre più coinvolgente, accessibile e straordinario.

Collabora con noi

Se sei appassionato di Gravel, non perderti l’occasione di condividere con noi le tue esperienze e i tuoi consigli. Inizia a scrivere per Gravel Magazine, compila il modulo qui a fianco per maggiori informazioni.