Tipo di percorso: Anello
Durata: Un giorno
Partenza: Ciclabile della Val d’Adige – Ora
Arrivo: Ciclabile della Val d’Adige – Ora
Località toccate: Ora, Montan/Montagna sulla Strada del Vino, Enna, Castello di Fiemme, Cavalese, Aguai, Carano, Ganzaie
Km: 62
Dislivello: +1380 metri di dislivello – quota minima 225 slm quota massima 1350 metri slm
Quando è meglio affrontarlo: da giugno a novembre (dalla metà di ottobre i colori del bosco sono notevoli).
Tipologia di bici consigliata: Gravel o MTB, ma ci sono anche diversi punti di ricarica per Ebike
La nostra avventura oggi parte dal parcheggio del ristoro lungo la ciclabile della Val d’Adige, proprio all’uscita autostradale di Egna/Ora. Pochi metri sulla statale del Brennero e siamo pronti: le ruote delle nostre gravel prendono subito confidenza con il fondo perfetto della vecchia ferrovia austriaca dismessa, che ci traghetterà per gran parte del percorso verso Cavalese. Si tratta della ciclabile della Val di Fiemme, un tracciato che unisce storia dimenticata a paesaggi mozzafiato, ideale per gli appassionati di cicloturismo.
Turismo lento, tra storia e natura
Nota anche come Fleimstalbahn, la ferrovia su cui pedaliamo nacque nel 1916 ad opera del comparto militare austro-ungarico durante la Prima Guerra Mondiale, con l’obiettivo di rifornire le truppe al fronte dolomitico. Costruita in tempi record grazie al lavoro forzato di migliaia di prigionieri serbi e russi, la linea a scartamento ridotto collegava Ora (Egna) a Cavalese e Predazzo su 51 km di tracciato spettacolare, tra viadotti, ponti e gallerie. Inaugurata nel giugno 1917, passò alle Ferrovie dello Stato italiane dopo la guerra, fu elettrificata nel 1929 riducendo i tempi di percorrenza a poco più di due ore e visse un periodo di prosperità nel dopoguerra grazie al turismo e al trasporto di legname e minerali. Chiuse definitivamente nel 1963 per la concorrenza degli autobus e del traffico automobilistico e il suo sedime è stato riconvertito in una magnifica ciclabile che preserva l’antico tracciato, offrendo oggi ai ciclisti un viaggio immerso nella natura incontaminata delle valli del Trentino orientale.
Alla scoperta del Biotopo di Castelfeder e del Parco Naturale di Monte Corno
La salita parte decisa e ci conduce all’interno del Biotopo di Castelfeder: qui la natura si fa riserva protetta, con querce secolari, stagni e formazioni di porfido che sembrano uscite da una cartolina. La pendenza si addolcisce presto intorno al 5%, mentre frazioni pittoresche di Montan/Montagna sulla Strada del Vino sfilano tra viadotti spettacolari e gallerie lunghe, illuminate alla perfezione. Vigneti e meleti si alternano a boschi fitti, con la Val d’Adige che si apre sotto di noi e le montagne che incorniciano l’orizzonte. Poi, d’improvviso, spunta il romantico castello di Enna, con le sue forme gotiche a dominare la valle.
Superati i masi più alti, entriamo nel Parco Naturale di Monte Corno: la foresta muta con la quota, passando da frassini e faggi a conifere maestose. Ruscelli freschi scendono dal monte e, se si intraprende questo viaggio in autunno, i colori esplodono in un tappeto di rossi e oro. Percorriamo ben 25 km fino ai 1150 metri del Passo di San Lugano, una tratta lunga, ma mai eccessivamente dura, grazie al saliscendi gentile che prepara il cambio di regione: dal Sud Tirolo, infatti, entriamo in Trentino. Il paesaggio vira verso il montano puro, con le cime del Lagorai che si stagliano nitide e, più avanti, le Dolomiti di Fassa a rubare lo sguardo.
Offroad mozzafiato per raggiungere Ganzaie
Una breve discesa ci cala nella frazione di Aguai, pittoresca e accogliente, prima di risalire verso Castello di Fiemme e Cavalese, seguendo la nuova ciclabile lungo la provinciale. Da qui, l’itinerario si infiamma: saliamo per Carano su stradine strette e un sentiero tecnico fino ai Piani di Ganzaie, a quasi 1400 metri. Qui il Lagorai domina con un bosco di larici che in autunno si illumina di giallo intenso. Ci fermiamo per catturare, per quanto possibile, la bellezza del panorama, poi un saliscendi leggero ci porta alle trincee di San Lugano, monumento naturale che racconta storie della Grande Guerra consumatesi su questo fronte. Da lì, una discesa ripida su strada forestale ci riporta al passo, riprendendo la ciclabile con un detour nel cuore di Montagna/Montan.
La rampa finale è piacere puro: fondo impeccabile, non asfaltato, ma liscio come seta, velocità sostenute senza ostacoli. E così terminiamo il nostro tour.
Si chiude in bellezza al ristoro di partenza, con un piatto caldo o prodotti tipici dal negozio vicino. 50 km di avventura gravel, panorami sorprendenti e viste uniche che ti lasciano con la voglia di tornare. Quindi, che aspettate? Pronti a pedalare lungo questa gemma altoatesina?
Punti di interesse
- Biotopo di Castelfeder
- Castello di Enna
- Parco Naturale del Monte Corno
- Ferrovia della Val d’Adige
Suggerimenti (consigli tecnici, dove alloggiare/mangiare)
Imbiss Castelfeder è il punto d’inizio e fine dell’anello, nonché ottimo ristoro.










