La gravel bike è piombata nel mondo del ciclismo come una meteora, creando scompiglio e cambiando il punto di vista sull’utilizzo sportivo della bicicletta. Un mezzo pensato per affrontare una vasta gamma di terreni, che ci offre così la libertà di passare dall’asfalto ai percorsi sterrati, combinando la velocità, tipica della bici da corsa, con capacità di affrontare terreni sterrati quasi come si farebbe con una mountain bike. Ma vediamo di analizzare quali sono i terreni sui quali una gravel bike può spingersi.
Asfalto: comfort e velocità
Le gravel su asfalto sono comode e sufficientemente veloci, grazie soprattutto alle geometrie più rilassate, rispetto ad una bici da corsa o ad una ciclocross, e gli pneumatici che assorbono le vibrazioni del terreno senza generare troppo attrito. Sono una versione ulteriormente “ammorbidita” delle biciclette endurance, categoria stradale che un po’ alla volta sta cedendo il passo alle Gravel Race, categoria di gravel bike più orientate alla prestazione. A contribuire a rendere la gravel adatta anche all’asfalto, è stata senza dubbio l’evoluzione degli pneumatici, che da quando è esploso il fenomeno gravel, hanno avuto una costante evoluzione. Oggi esistono sul mercato alcuni tipi di coperture che riescono a racchiudere in un unico pneumatico, una grande scorrevolezza su asfalto e sterrati compatti, ma allo stesso tempo avere un eccellente grip nei tratti fuoristrada anche complicati.
Strade bianche: paradiso off-road
Le strade bianche, con la loro superficie in ghiaia compatta, sono il terreno ideale per le gravel bike. Qui la bici esprime al meglio la capacità di combinare scorrevolezza e stabilità. Gli pneumatici tassellati sui lati, anche se di larghezza contenuta, danno sicurezza in curva, mentre la parte centrale liscia migliora la scorrevolezza. Purtroppo il territorio italiano è decisamente antropizzato, e sono sempre meno le strade bianche che si possono incontrare in pianura. Gli amanti della gravel bike sono quindi spesso costretti ad utilizzare sterrati più impegnativi, come ad esempio le carrarecce e i sentieri.
Sterrate e sentieri semplici
Le sterrate poco tecniche, come i sentieri di campagna o le piste forestali, rappresentano un’ulteriore terreno dove la gravel bike può esprimersi al meglio. Questi percorsi, caratterizzati da superfici irregolari ma generalmente prive di ostacoli complessi come radici o sassi sporgenti, sfruttano la comodità delle geometrie del telaio, in grado di assorbire le vibrazioni, e l’aderenza degli pneumatici. Su questi terreni, la giusta pressione degli pneumatici può fare la differenza, sia a livello di comfort, ma soprattutto per quanto riguarda l’aderenza.
Sentieri tecnici
I sentieri tecnici normalmente sono terreno della mtb, ma con qualche accorgimento, possono essere percorsi anche con la gravel bike. Questi tipi di sentieri sono stati classificati dal STS (Single Track Scala) ovvero una scala che va da S0 a S5. La classificazione nasce dall’esigenza di dare un grado di difficoltà ai sentieri che si percorrono in mtb, così da far capire all’appassionato/a, se il sentiero scelto è adatto o meno alle sue capacità. Ecco un piccolo riassunto delle difficoltà:
S0 – Molto facile
S1 – Facile
S2 – Medio
S3 – Difficile
S4 – Molto difficile
S5 – Estremo
Per quanto riguarda il gravel, riteniamo che sia molto difficile superare il grado di difficoltà S2.
Sentieri tecnici (S0):
Questi tracciati sono caratterizzati da un fondo stabile e ben aderente. spesso attraversano boschi o prati e talvolta sono composti da ghiaia compatta. Non presentano ostacoli come gradini, rocce o radici, e le pendenze variano da lievi a moderate. Le curve sono ampie, rendendo il percorso accessibile anche ai meno esperti. I sentieri S0 non richiedono particolari abilità tecniche, risultando perfetti per chi si avvicina al mondo della gravel bike.
Le doti tecniche delle moderne biciclette sono perfettamente in grado di affrontare questo tipo di terreni, anche senza particolari accorgimenti.
Sentieri tecnici (S1)
Su questi percorsi si iniziano a incontrare piccoli ostacoli naturali, come radici poco sporgenti o piccole pietre. La superficie potrebbe essere meno stabile a causa dell’erosione o di canali di scolo. Con pendenze che raggiungono il 40%, questi tracciati non presentano tornanti stretti, ma richiedono una padronanza basilare della tecnica di guida. È necessario gestire bene i freni e adattare la traiettoria con movimenti del corpo. Pur con qualche sfida in più, gli ostacoli sono superabili senza particolari difficoltà tecniche.
Le gravel, sebbene meno agili delle mountain bike, riescono comunque a gestire questi percorsi grazie alla loro leggerezza e alla geometria stabile. In queste condizioni possono essere gli pneumatici a fare la differenza, che dovranno essere di larghezza e disegno adeguato, e gonfiati ad una pressione tale che permetta alla copertura di “copiare” gli ostacoli del terreno.
Sentieri tecnici (S2)
Questi percorsi includono radici più pronunciate, pietre di dimensioni significative, gradini e brevi sequenze di scalinate naturali. Le curve diventano più strette e la pendenza può raggiungere il 70% in alcuni tratti. Per affrontare questi sentieri sono essenziali competenze tecniche solide, come il controllo preciso della frenata, lo spostamento del baricentro e un costante impegno fisico. In questo contesto, è importante ridurre la pressione degli pneumatici per migliorare l’aderenza e la capacità di assorbimento degli urti. Inoltre, una posizione di guida più attenta e un ritmo controllato sono essenziali per evitare danni al mezzo o perdite di controllo. Un ottimo aiuto può essere un reggisella telescopico che permette di spostare il peso sul posteriore così da migliorare l’aderenza della ruota e ridurre la possibilità di capovolgersi in avanti.
Conclusioni
Le gravel bike si distinguono senza dubbio per la loro capacità di adattarsi a una vasta gamma di terreni, e sono la scelta giusta per chi vuole “togliersi dalla strada”, mantenendo comunque la posizione e il “gesto atletico” tipico della bdc. È, tuttavia, importante conoscere i propri limiti di guida, oltre che quelli della bici, soprattutto quando si affrontano terreni molto impegnativi. Con la giusta preparazione tecnica e fisica, ma anche con la giusta dotazione tecnica come gomme di sezione importante, l’utilizzo del tubeless e delle giuste pressioni, è possibile affrontare i terreni sopra esposti, in sicurezza.