Un risultato frutto di dure pedalate: così nascono gli eventi Gravel
Quando gli appassionati di due ruote provvedono all’iscrizione per partecipare a una manifestazione, cicloturistica o bikepacking che sia, è solo l’ultima tappa di un percorso che, in realtà, è molto più complesso. Innanzitutto, bisogna capire come gestire e soprattutto realizzare l’idea di un evento ciclistico che passa in determinate zone: quali strade far percorrere a gravellisti e gravelliste? Qual è il periodo dell’anno migliore per sfrecciare sugli sterrati? A quali tipologie di atleti è rivolto, a seconda del grado di difficoltà dei vari tracciati? Senza dimenticare, poi, le lunghe pratiche burocratiche e la ricerca delle strutture che supportino gli atleti durante le loro faticose uscite. Ecco perché, per aiutarci a comprendere meglio i meccanismi che stanno dietro a una “semplice” (solo apparentemente) date event, abbiamo chiesto agli organizzatori di Veneto Gravel e Tuscany Trail. Simone e Andrea, rispettivamente i responsabili dei due tracciati considerati tra i più importanti al mondo, ci hanno spiegato il background generale delle manifestazioni Gravel, prendendo come riferimento i bikepacking di cui si occupano.
La burocrazia non è da sottovalutare…
Tutto nasce dalla stretta di mano tra organizzatori dei percorsi e amministrazione dei comuni in cui si svolgono le cicloturistiche. Uno dei primi nodi da sciogliere, infatti, è quello legato ai permessi. «Gli accordi con i territori sono molto dispendiosi, sia a livello di tempo che a livello organizzativo – spiega Andrea di Tuscany Trail – basti pensare che, il nostro bikepacking, passa anche per proprietà private e strade che, durante l’anno, sono chiuse. Si tratta di un’eccezione che viene concessa solo al nostro evento: vi lascio immaginare i lasciapassare speciali e i moduli a cui dobbiamo far fronte prima di ogni edizione». L’intesa tra responsabili delle manifestazioni e territori è fondamentale, come sottolineato anche da Simone di Veneto Gravel: questo appuntamento, come la Tuscany Trail, è una non competitiva, dunque «non viene autorizzata la totale chiusura delle strade per favorire il passaggio delle gravel, ma si devono richiedere varie autorizzazioni ai comuni partecipanti all’evento». Per comprendere meglio, prendiamo come esempio le tappe di Veneto Gravel: queste includono paesaggi naturali e urbanistici, come il lungomare di Caorle o il Ponte Degli Alpini di Bassano. Per far sì che i ciclisti possano pedalare senza pensieri, bisogna accordarsi sia con il comune di riferimento, sia con la polizia locale, in modo che le autorità siano allertate e avvisate del transito dei partecipanti. Tutto deve essere coordinato e preparato nei minimi dettagli.
… così come la precisione dell’organizzazione
Un tassello che compone il mosaico di ogni evento, e che entrambi i responsabili dei bikepacking di Veneto Gravel e Tuscany Trail tengono a sottolineare, è l’importanza dell’aspetto organizzativo. «La differenza, in una manifestazione, la fa la buona organizzazione. Per ottenere la fiducia dei partecipanti e feedback positivi anno dopo anno, studiare tutto nei più piccoli particolari è fondamentale», ci spiega il promotore del bikepacking veneto. Anche il collega toscano, Andrea, conferma questa tesi: «Niente è lasciato al caso. Con 6000 partecipanti ad ogni edizione, ci vuole gran responsabilità. La buona riuscita del tracciato richiede un lavoro incredibile». Aspetto da non sottovalutare all’interno della preparazione è dare la possibilità a gravellisti e gravelliste di avere delle strutture ausiliarie, o stand, dove fermarsi per riposare o, semplicemente, per rifocillarsi e ripartire con più spirito e voglia di prima. Un esempio sono i Base Camp in Toscana o gli spazi espositivi in Veneto: queste componenti non sono per nulla scontate, poichè consentono di dare supporto agli atleti nei momenti in cui le forze vengono a mancare. Altrimenti, la fatica eccessiva, accompagnata da appetito e altre necessità, incidono negativamente sull’esito della manifestazione. Tuttavia, per pianificare degli eventi di questo calibro, non è necessario solo avere esperienza e competenza, ma anche aggiornarsi costantemente per rimanere al passo. Fondamentale è, certamente, la riuscita senza intoppi delle prime edizioni, ma per far sì che gli appassionati di due ruote continuino ad accorrere in massa alle varie cicloturistiche, bisogna stimolare la curiosità di ognuno di loro, anno dopo anno. Veneto Gravel e Tuscany Trail, in questo, sono dei veri e propri maestri. In ogni edizione, infatti, modificano i loro percorsi, aggiungendo tracciati e località nuove, il tutto organizzato in modo impeccabile.
Esperienza in prima persona
Con la burocrazia “smarcata” e l’organizzazione in via di definizione, manca forse l’aspetto che balza subito all’occhio dei partecipanti: i dettagli del percorso. Sappiamo benissimo che ogni tracciato è diverso dall’altro: parametri, dislivelli, lunghezze, sterrati o asfalti sono solo alcune caratteristiche che permettono a gravellisti e gravelliste di scegliere un bikepacking anziché un altro. Il filo conduttore che lega gli organizzatori di Tuscany Trail e Veneto Gravel e, in generale, tutti i responsabili di eventi sportivi, è la sperimentazione in prima linea dell’itinerario. Quale modo migliore per fornire ogni minimo dettaglio ai ciclisti che si accingono ad affrontare le varie tappe, se non quello di fare personalmente da tester del percorso? Lo sa bene Andrea di Tuscany Trail, che ha collaudato lui stesso la variante appena sfornata per il croccante itinerario 2026: «Ho voluto capire sulla mia pelle come si amalgama il nuovo DeTour assieme a tutto il resto del tracciato. Solo in questo modo si riesce a capire se un’idea di tragitto è adatta o se, invece, c’è da sistemare qualcosa». Anche Veneto Gravel si fonda su questo concetto: basti pensare che, i vari anelli che formano il giro, sono stati combinati da Simone e dal papà, che «abitando in Veneto, frequentavamo i vari percorsi Gravel da anni. Successivamente, abbiamo provato a unirli, creando gli anelli che compongono il percorso attuale: tutto è partito dall’esperienza vissuta in prima linea da noi due, promotori dell’iniziativa».
L’aiuto di appositi strumenti ausiliari
Ma quindi, come vengono calcolati i vari dislivelli, i chilometri e i parametri di un percorso? La risposta è semplice, ma per nulla scontata. Gli organizzatori e i promotori degli eventi non fanno altro che munirsi di strumenti utili a registrare le caratteristiche dell’itinerario: questi apparecchi sfruttano il preciso lavoro di alcune applicazioni che, durante le pedalate di Simone e Andrea, stimano le peculiarità del tratto di ogni singolo tracciato. Il risultato è un quadro molto preciso dell’intero percorso, in modo da fornire tutte le proprietà delle varie tappe a coloro che decidono di prendere la bici e partire alla volta di una cicloturistica. I partecipanti, così, possono affidarsi ai dati raccolti e analizzati dai software, avendo un’idea concreta di come si svolge tutto il tracciato, le difficoltà che si possono riscontrare e se l’evento è adatto al loro livello, agonistico o principiante che sia. Si passa dunque dalla teoria alla pratica, rappresentando saliscendi, sterrati e asfalti in numeri e grandezze concrete, grazie soprattutto a GPS o tracce GPX.
Eventi Gravel: la punta di un iceberg formato da burocrazia, organizzazione ed esperienza
Solo dopo aver combinato e messo insieme aspetti amministrativi, gestionali e valutativi, si può iniziare a mettere in moto, o meglio, in sella, l’evento vero e proprio. Dunque, quando ciclisti e cicliste vengono a conoscenza di una cicloturistica dedicata al mondo Gravel, con date già fissate, percorsi stabiliti, chilometraggi e dislivelli specificati, si deve tenere in considerazione che è solo il vertice di una piramide molto complessa. Alla base, vi è un’organizzazione che deve tenere conto di ogni minimo imprevisto (come per esempio il meteo avverso), delle esigenze dei partecipanti e delle competenze di ognuno di essi, fornendo le adeguate informazioni affinché possano pedalare, senza problemi, lungo i tracciati predisposti. L’unico aspetto a cui si deve pensare è la scelta di quale percorso fare, sempre accompagnati dalla fedele Gravel. I bikepacking gestiti da Simone e Andrea sono due ottimi esempi per comprendere come, se si vuole raggiungere un determinato obiettivo, è necessario continuare a pedalare regolarmente negli anni, senza tralasciare nessun aspetto. Alla fine, i risultati, determinati da sudore, fatica e determinazione, si vedono: la strada può essere lunga (così come lo è la storia di Tuscany Trail e Veneto Gravel), ma la soddisfazione al traguardo è impagabile.
Credits foto: Tuscany Trail