Tipo di percorso: Percorso ad anello
Durata: 1 o 2 giorni
Partenza: Udine
Arrivo: Udine
Località toccate: Tarcento, Gemona del Friuli, Sella Sant’Agnese, Venzone, Monte Prat, Forgaria nel Friuli, Vito d’Asio, Pradis di Sotto, Lago di Tramonti, Meduno, Spilimbergo, San Daniele del Friuli
Km: 210
Dislivello: 2260 metri di dislivello
Quando è meglio affrontarlo: Partecipando al FVG Bike Trail (inizio settembre), in autonomia da aprile ad ottobre
Tipologia di bici consigliata: Gravel con copertoni minimo da 45mm, consigliati 50mm
Le grandi storie d’amore vivono sempre una crisi al settimo anno, dicono. In questo racconto la crisi non è arrivata dopo sette ore, ma poco dopo lo scoccare della decima ora in giro per il Friuli-Venezia Giulia. Fino a quel momento la storia d’amore con questo territorio misterioso e immacolato procedeva a gonfie vele, spinta da gambe piene e la giusta compagnia.
Prima ancora di agganciare i pedali la mattina del 3 settembre alla Casa della Contadinanza, dentro le mura del castello di Udine, il FVG Bike Trail ci ha fatto subito toccare con mano l’anima del Friuli. Un sacchettino di struky, da conservare gelosamente per essere gustato al momento giusto durante l’avventura, e il mosaico collettivo, realizzando attaccando sulla tavola le tessere arrivate qualche giorno prima con il pacco gara.
Per trovare l’anima del FVG Bike Trail basta guardare quell’opera. Non era necessario che i frammenti trovassero una collocazione precisa, ogni partecipante poteva scegliere dove incollare il proprio pezzo, così come poteva vivere i 4 percorsi (400 e 270 km road, 400 e 215 km gravel) a modo suo. In più giorni o in un’unica tirata. La seconda opzione è stata quella scelta – per cause di forza maggiore – da chi scrive e dai suoi 2 compagni d’avventura, Filippo e Nicola.
Per completare il percorso Unconventional gravel, da 215 km, in 10 ore era necessario che tutte le tessere, nel nostro caso, andassero esattamente al posto giusto. A posteriori si potrebbe dire che non è andata così, ma ci ha pensato il percorso a riordinare i frammenti.
«Non ci si può innamorare in Friuli»
Diceva così Cisco a Max Pezzali nella serie Hanno ucciso l’Uomo Ragno. Evidentemente non aveva mai pedalato in Friuli-Venezia Giulia. Nei primi 5 km non ci si rende conto di essere già usciti da Udine, ma ci pensa il drittone ghiaioso che porta a Tarcento a mostrare subito i primi spettacolari panorami sulle creste delle Prealpi Giulie Meridionali. Un tratto tortuoso tra Tarcento ed Artegna ci porta sui sentieri affrontati dai professionisti al Campionato Italiano gravel lo scorso luglio.
Sotto le nostre coperture da 45mm la ghiaia scorre liscia come l’asfalto appena steso, ancor di più sotto i 50mm montati da Filippo, che ancora non fa la differenza rispetto al resto del trio, ma già assapora la discesa della Sella di Sant’Agnese. È quella infatti la prima vera asperità di giornata. La incontriamo al km 48, dopo aver già superato una rampa erbosa di 300 metri al 15% che porta al centro storico di Gemona del Friuli.
Simone Braidotti, tracciatore del percorso del FVG Bike Trail, l’aveva detto che sarebbe stato uno dei punti più impervi del percorso, e non ci aveva certo mentito. Gustata la vista dalla Chiesa di Sant’Agnese – e ringraziato per i suoi scatti Stefan Nita, incontrato casualmente lì – il sentiero scende ripido tra grandi massi e una fitta vegetazione. E poi all’improvviso ci troviamo sulla Luna.
Rallentare l’andatura
Le pendici del Monte di Ledis sono un’enorme distesa di materiale franoso tanto affascinante da vedere quanto complicato da superare. Le gomme affondano e bisogna mettere tanti watt nei pedali per uscirne. Sono meno di 2 km, ma sembrano 20. Rallentiamo dentro Venzone per ammirare la bellezza del centro storico ricostruito dopo la devastazione dell’Orcolat, e la potenza di Jonathan Milan. Incrociamo il campione italiano in linea, friulano di Tolmezzo, attraversando il Tagliamento. Lui a differenza nostra procede spedito e non riusciamo ad estrarre le telecamere per immortalare il momento.
Da Venzone parte un lungo single-track sul letto dell’ultimo fiume selvaggio rimasto in Europa. Il lavoro di pulizia fatto dagli organizzatori del FVG Bike Trail nei giorni precedenti ci salva da continui su e giù dalla bici per superare detriti ed alberi abbattuti. Ne incontriamo giusto un paio, flagellati dai forti temporali del fine settimana precedente.
Non siamo nemmeno a metà percorso quando attacchiamo la salita per il Monte Prat. Sono 10 km al 6% medio, con un crescendo finale che arriva fino all’11% sui tratti cementati conclusivi. Siamo soli – a parte un manipolo di bikers tedeschi che ci sverniciano alla fine del tratto asfaltato – ed è questa la straordinarietà di questi luoghi.
Basta una svolta per perdersi – volontariamente – nella boscaglia e riconnettersi con sé stessi, rimanendo a pochissimi chilometri dalla civiltà. Come quella del signor Ugo che ci sfama a Forgaria nel Friuli con gli ultimi 3 panini rimasti. Esattamente quello che ci vuole per prepararsi alla sesta ora in sella e la seconda salita di giornata.
Meraviglie d’acqua e di pietra
Dopo una divertente discesa sterrata e un suggestivo passaggio sul ponte di legno sul torrente Arzino, si sale alla volta di Vito d’Asio. Sono le due del pomeriggio e non si capisce se il rumore d’acqua che sentiamo siano i torrenti o i rivoli di sudore che ci bagnano la fronte. Ad aumentare il tasso di sofferenza ci pensa la rampa che porta in Località Corona.
Da lì inizia un su e giù immerso nel verde che culmina in un tratto sterrato sotto Omenars che ci fa atterrare alle Grotte di Pradis. È un luogo magico. Pareti di roccia accompagnano la nostra risalita e non ci rendiamo conto delle meraviglie create dal carsismo in quest’area. La strada sale dolcemente e ci ripaga con una discesa in solitaria verso la Val Tramontina.
«Al lago dobbiamo fare una foto come quella che ho visto sui social del FVG» dice Filippo. L’attrazione principale del lago di Tramonti è il vecchio ponte Racli. A volte le acque sommergono la parte più bassa della struttura, mentre oggi le due arcate in pietra si mostrano, maestose quanto fragili, in tutta la loro bellezza. Ma è un attimo. Bisogna tornare in sella. Il ciclocomputer segna 123 km, ne mancano poco meno di 90 all’arrivo.
Un caffè a Meduno è la sveglia necessaria per affrontare un tratto tortuoso che fa a zig-zag tra le colline di Solimbergo e Lestans. A Spilimbergo ci facciamo ammaliare dall’arte della Scuola dei Mosaicisti e del Castello, prima di invertire la rotta. La traccia prevede un tratto pressoché dritto di 10 km verso nord. Bisogna tornare ad attraversare il Tagliamento passando da Pinzano, per poi arrivare a San Daniele del Friuli. Nessun sentiero a zig-zag ci consente di evitare la salita questa volta.
Il buio e la luce
Il Friuli-Venezia Giulia è un caleidoscopio non solo di ambienti, ma anche di sapori. Alla dolcezza di un tagliere di prosciutto crudo fa seguito il gusto leggermente speziato degli struky consegnati stamattina e condivisi nella piazza principale di San Daniele. C’è un altro profumo nell’aria, quello del traguardo. Mancano circa 40 km a Udine e la casella “salite mancanti” segna zero. Si può essere ottimisti.
Se c’è una cosa che però il gravel, ma il ciclismo in generale, insegna è che non si può mai abbassare la guardia. Nemmeno dopo una giornata in cui il percorso ha sempre dosato in maniera equa difficoltà e bellezza. Basta un grosso sasso colpito con la velocità e l’angolo sbagliato per sparpagliare le tessere di una giornata perfetta. Il bozzo sulla ruota posteriore di Filippo significa solo una cosa: prima arriviamo ad Udine, meglio è. Cerchio permettendo.
Forzare sulle sconnessioni dei campi coltivati che tagliamo al tramonto sarebbe una mossa di autosabotaggio, pertanto gli ultimi km li percorriamo con prudenza, fino ad alzare bandiera bianca quando il buio si appropria del cielo friulano e l’aria che esce dalla ruota di Filippo non diventa troppa. Decidiamo di percorrere 8 km sulla Provinciale 60 e a fare luce in questo drittone che porta ad Udine non è solo il faretto frontale della mia gravel, ma il ricordo di ogni luogo attraversato, che sta piano piano sedimentando nella memoria.
Via Quarto, via Mentana, via Zanon. L’ingresso a Udine è alla fine una meritata passerella. Le luci della ribalta ce le portano via i biker che stanno partecipando all’XC By Night sotto il Castello, ma gli organizzatori del FVG Bike Trail – Giacomo, Marta e Simone – ci aspettano nella vicina Piazza Matteotti. Alle 9 di sera la medaglia di finisher è al nostro collo. All’improvviso Udine – e tutto il Friuli-Venezia Giulia – torna ad essere incredibilmente luminosa. Dev’essere questa la sensazione di innamorarsi di nuovo dopo una crisi d’amore.
Foto: Stefan Nita
Suggerimenti (consigli tecnici, dove alloggiare/mangiare)
Il tracciato non presenta particolari difficoltà tecniche se non per la discesa dalla Sella di Sant’Agnese (dal km 50,9 al km 51,7) e la salita al Monte Prat (dal km 77,7 al km 79,1).
I sentieri lungo il Tagliamento (dal km 56 al km 68,9) sono stati puliti dagli organizzatori prima dell’evento. Se pensate di percorrere la traccia in un altro periodo dell’anno, prestate attenzione, potreste trovare una vegetazione più fitta e anche ostacoli lungo il percorso.
Le scarse piogge estive hanno inciso molto sulla disponibilità di acqua lungo il percorso. Il consiglio è di avere con sé una borraccia da almeno 750 ml e – meglio ancora – anche una sacca idrica. Nei principali centri abitati si trovano delle fontane e suggeriamo di fare sempre una sosta per riempire le borracce, anche se non sono completamente vuote.
Spesso ci si trova ad affrontare diversi km nella vegetazione e lontano da centri abitati. Nella prima metà del percorso si consiglia di fermarsi a Gemona, Venzone o Forgaria in caso di necessità. Dopo Vito d’Asio il primo centro popoloso e con diversi servizi è Meduno, che dista 30 km. Pianificate bene le soste in questo tratto e valutate piuttosto una deviazione a Pradis di Sopra.
Il percorso presenta una deviazione rispetto alla traccia originale, fornita dagli organizzatori, tra il km 198 e 208, a causa del problema meccanico sopra descritto. Maggiori informazioni sui percorsi sono disponibili sul sito fvgbiketrail.com.