Gravel a Venezia con Pavè

A M9 e Parco San Giuliano, dal 5 al 7 maggio, torna Pedalando a Venezia il bike festival di narrazione e gravel ride: tre giorni di incontri, cinema, laboratori e una imperdibile Gravel Ride attorno alla Laguna.
Gravel a Venezia con Pavè

Ciclisti a Venezia?

Molti amanti della Gravel hanno sempre sognato di raggiungere la splendida Venezia in sella alla propria bici. Alcuni ci sono arrivati ma appena toccato il centro si sono trovati di fronte a un dubbio: si può attraversare Venezia in bici? La risposta è: dipende. Come, forse, qualcuno saprà, il centro storico di Venezia è interamente pedonale. A eccezione dei residenti, dei più piccoli e tolti alcuni tratti, non sono ammessi spostamenti in bici, nemmeno se i mezzi sono condotti a mano. Non bisogna, però, disperare. Se, nella maggior parte dei casi, nel cuore della città non si può stare in sella, si può trovare soddisfazione percorrendo le ciclabili. La rete del Comune di Venezia è piuttosto ampia: 170 km. E il 7 maggio prossimo potrebbe essere la giornata giusta per salire in sella, grazie all’iniziativa che chiude la seconda edizione di Pavè.

Gravel ride già sold-out: nessun problema un percorso in più

Se il centro veneziano non è per gli amanti della bici, Pedalando a Venezia le dedicherà tre giorni di narrazione in cui sarà protagonista. Ma Pavè non è solo un festival. I primi tre giorni di incontri saranno accompagnati anche da una Gravel Ride. Da parlare della bicicletta si passerà a percorrere tragitti nella laguna veneziana che faranno riscoprire la bellezza di salire in sella. Domenica 7 sarà il giorno di pedalata e ci sarà un percorso in più. Dal successo dello scorso anno molti ciclisti hanno deciso di partecipare a questa edizione. A darne prova è stato il sold-out immediato. Sei giorni, tutto esaurito. E Pavè ha trovato una soluzione: “Urban ride”. Un anello nell’entroterra veneziano di 50 km. “Un percorso pensato per chi sente troppi i chilometri de La lunga e de La corta, ma anche per chi è alle prime armi e sta sperimentando nuove esperienze. Non solo, è un tratto “protetto”, ideale anche per chi ha famiglia e vuole godersi una giornata in bici con i propri bambini” – spiega Andrea Heinrich fondatore de La Velostazione Venezia, associazione culturale che ha dato vita al festival.

Nuovi temi e nuovo paese ospite

Pedalando a Venezia non si ferma di fronte ai confini. Come lo scorso anno getta uno sguardo al panorama internazionale, cercando uno scambio culturale con paesi esteri e le loro proposte innovative. E se ospite della prima edizione sono stati i Paesi Bassi, con un dialogo incentrato su “Testimonianze della ciclabilità evoluta”, quest’anno a contribuire al dibattito sarà la Germania. Con diversi interventi si toccheranno due temi principali: “Città e cambiamento” e “Ciclovisioni”, background problematici sull’uso della bicicletta in città e forte relazione tra ciclista e territorio. Ma i temi non si fermano qui. Spazio sarà lasciato al fil rouge che collega tutti gli interventi: il problema ambientale. Argomento molto complesso e ampio che verrà affrontato più nel dettaglio dalle proiezioni scelte dal Film Festival della Lessinia: “saranno un pugno allo stomaco ma è la rappresentazione della dura realtà. E solo così gli animi possono essere smossi” – Andrea Heinrich. Nell’attesa dell’inizio della seconda edizione ci sono già novità per il 2024: “ci piacerebbe ampliare la narrazione sulla bicicletta, allontanandoci dai tecnicismi e avvicinandoci a questo mezzo più come un modus vivendi. E ad aiutarci nelle nuove tematiche sarà la Svizzera” – conclude il curatore del Festival.

Sofia Ballico

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