Pedali di Marca rafforza la sua leadership nel panorama del ciclismo internazionale con due prestigiose assegnazioni da parte dell’UCI. L’associazione, guidata da Massimo Panighel, è stata eletta come punto di riferimento per tre stagioni delle tappe italiane delle Gravel World Series ad Auronzo di Cadore, inserite in un progetto più ampio che risponde al nome di GT3 Lavaredo. Parallelamente, Pedali di Marca torna a rivestire i panni dell’organizzatrice anche in occasione dei Campionati del Mondo di Ciclocross 2029, che si terranno nel suggestivo contesto del Lago Le Bandie, a Spresiano, già palcoscenico dell’edizione del 2008 e di numerosi eventi di rilievo.
Da bancario a organizzatore dei Mondiali di ciclismo: la doppia vita di Massimo Panighel
Di giorno l’impiego in Banca. La sera (e probabilmente anche più di qualche weekend), invece, anima e corpo sono dedicati completamente alla gestione di eventi di portata mondiale. No, non si tratta di chissà che strano supereroe, anche se per organizzare un evento iridato con meno di un mese d’anticipo, come accaduto in occasione del Mondiale Gravel 2023, è servita una vera e propria magia. Massimo Panighel è, assieme a Filippo Pozzato (PP Sports Events), uno dei nomi più conosciuti nel “dietro le quinte” del panorama delle gravel-race. Circondato e supportato da una squadra di oltre trenta persone, Panighel si è guadagnato la fiducia dell’UCI, conquistandola con lungimiranza e, indubbiamente, un know-how da vero professionista. Il presidente dell’A.S.D. Pedali di Marca ha condiviso con noi la sua soddisfazione per le ultime due grandi conquiste, raccontandoci lo stato dell’arte dei prossimi progetti.
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Due incarichi importanti e il benvenuto alla Gravel nelle Dolomiti: come è nato GT3 Lavaredo e qual è la sua storia fino ad oggi?
Innanzitutto, un saluto a tutti i lettori e le lettrici di Gravel Magazine. Dunque, GT3 Lavaredo è il risultato di un’idea che stiamo maturando ormai da molto tempo. La sua genesi, infatti, risale al 2018, quando, con l’organizzazione del Campionato del Mondo di MTB ad Auronzo, si piantò il primo seme per un ampio progetto di valorizzazione cicloturistica delle Dolomiti. A quel tempo, purtroppo, i lavori subirono un brusco stop a causa dapprima della Tempesta Vaia e, successivamente, alla pandemia. Nel 2023 tornò in carica l’amministrazione comunale con la quale avevamo disegnato il piano d’azione e si decise, dunque, di rimettere in moto l’iniziativa, prestando un’inedita attenzione al settore del gravel, disciplina a quell’epoca in rapida espansione. Forti del successo ottenuto con il Campionato del Mondo Gravel che organizzammo a Treviso, abbiamo deciso di reinterpretare in chiave off-road il progetto 3 Epic, sfruttando sterrati e percorsi ciclabili che nel frattempo sono sorti e che offrono scorci unici e scenari mozzafiato alla scoperta delle Tre Cime.
L’UCI è, dunque, tornata a bussare alla vostra porta…
Sì, esatto. Gli anni successivi al Mondiale Gravel del 2023, l’UCI ci ha contattati per chiederci di ospitare una delle World Series d’Italia. Con GT3 Lavaredo pronto a partire, i tempi erano maturi per cogliere finalmente l’occasione e portare i gravellisti e le gravelliste di tutto il mondo sulle Dolomiti, non solo per uno, bensì per ben tre anni. Auronzo di Cadore, dunque, sarà assieme alla Sardegna, la tappa italiana delle Gravel World Series del 2026, 2027 e 2028.
In che modo il progetto si inserisce nel contesto attuale del gravel e del ciclismo fuoristrada?
Come dicevo, GT3 Lavaredo cavalca l’onda di un momento molto propizio per il gravel, che ad oggi si impone come vera e propria disciplina trainante il mondo delle due ruote. Ci sembrava importante esaltare ambedue le anime del gravel: da una parte l’aspetto competitivo e dall’altra la bici come mezzo per lo slow tourism sostenibile. Questa dualità verrà valorizzata già dall’edizione del prossimo anno, in programma per il 20 e 21 giugno.
Ad Auronzo di Cadore sabato 20, in contemporanea alla tappa della World Series che permetterà ai ciclisti di ottenere punti di qualificazione per i Mondiali, partirà infatti anche la versione trip. Si tratta di una due giorni di pedalate libere e autogestite, senza obbligo di cronometraggio, che consentirà ai partecipanti di attraversare i paesaggi delle Tre Cime di Lavaredo in totale autonomia e relax. In questo caso i partecipanti avranno tempo fino a domenica 21 per completare il percorso e scoprire nel mood gravel più autentico le meraviglie del territorio.
Pedali di Marca ha avuto un ruolo fondamentale nella crescita del ciclismo nel territorio veneto. Come è nata l’intuizione?
L’associazione nasce nel 2002, in memoria di mio fratello Luca, scomparso in un incidente stradale. Assieme ad un gruppo di amici di Treviso abbiamo deciso di organizzare alcuni eventi in onore della passione che condividevamo, quella appunto per la bicicletta e, più nello specifico, per il cicloturismo. La filosofia di Pedali di Marca è, infatti, radicata nella convivialità, nello spirito di amicizia e condivisione vero e proprio motore che fa funzionare l’associazione. A tutti questi ingredienti, va aggiunto come la zona del Veneto sia uno dei poli principali di attività ciclistiche, con numerose manifestazioni di livello nazionale e internazionale. La regione, e in particolare la provincia di Treviso, può infatti vantare di aver ospitato tutte le tipologie di campionati del mondo di ciclismo e di essere un territorio predestinato a diventare un punto di riferimento per il gravel in Italia.
Le potenzialità di questa terra, insomma, sono evidenti, ma resta ancora molto da fare: se da un lato è notevole (e positiva) la numerosità di eventi e manifestazioni gravel organizzati nel territorio, è fondamentale che queste ultime siano tutte in regola, provviste di un’adeguata assistenza sanitaria e una collaborazione efficace con le autorità locali, per garantire sicurezza e qualità sia a partecipanti sia agli abitanti dei paesi toccati. Le cose vanno organizzate bene: oltre alla passione serve investirci tempo e avere piena consapevolezza di quel che si sta facendo.
Quali sono le prospettive future per Pedali di Marca?
Ad oggi, chiaramente, tutte le nostre forze sono concentrate sui progetti in collaborazione con l’UCI. La volontà è quella di consolidare il ruolo di questa regione come epicentro delle competizioni internazionali di gravel e di continuare a promuovere la cultura ciclistica, coinvolgendo un pubblico sempre più ampio e variegato. La missione è una e unica: avvicinare quanta più gente possibile al mondo delle due ruote, poiché ciò significa crescere nei numeri, fare massa critica e riuscire a far ascoltare la nostra voce e i nostri interessi. Insomma, incentivare una mobilità e un’organizzazione territoriale più bike-friendly sulle Tre Cime, fra le colline del Prosecco e, ancor più, per le vie delle città.
Credit foto: Andrea Pellizzer