3 Luglio 2023

North Cape 4000: fino al Valhalla per rinascere

Si rinnova l’ultradistance ciclistica con più partecipanti al mondo: appuntamento il 22 luglio a Torino per la settima edizione dell’avventura in bicicletta verso il Grande Nord.

Capo Nord, in bilico tra il confine del mondo e l’infinito dell’oceano. I vichinghi lo consideravano il luogo più vicino al Valhalla, dove i guerrieri morti in battaglia potevano raggiungere il grande banchetto di Odino. Oggi, Capo Nord rappresenta una nuova rinascita per 290 gravellisti, 232 uomini e 38 donne, che affronteranno la sesta edizione della North Cape 4000. Sono 4300 i km da affrontare in sella alla propria gravel, un intero continente da attraversare per un’avventura unsupported in grado – promettono gli organizzatori – di cambiarti sia fisicamente che caratterialmente. Un’unica traccia, un percorso fisso, che anche quest’anno porta diverse novità fin dalla partenza, che sarà dalla Reggia Venaria a Torino. «La scelta di fornire un’unica traccia per tutti è data soprattutto da una questione di sicurezza – spiega Andrea Borchi organizzatore di North Cape 4000 oltre che del Tuscany Trail –. Tutti i partecipanti hanno la garanzia di arrivare a Capo Nord attraverso la strada più sicura, fatta interamente di strade ciclabili o secondarie». Seguire una traccia fissa e non poter uscire da essa permette a ogni ciclista di non essere mai solo ma in costante compagnia: un simbolo di condivisione che è alla base della filosofia gravel.

Si apre il sipario: dalla Reggia di Venaria alla Lapponia

I 4.300 km che compongono il percorso saranno divisi in 4 Gate: Losanna, Parigi, Oslo, Lapponia. Qui ogni partecipante dovrà obbligatoriamente passarvi per certificare l’esecuzione corretta e completa del percorso.
L’edizione numero 6 della North Cape avrà come punto di partenza uno dei luoghi più suggestivi di Torino: la Reggia di Venaria. E questa è già una notizia. visto che nessuna corsa ciclistica prima, tolto il Giro d’Italia in un paio d’occasioni, ha avuto la possibilità di avere questa scenografia per il proprio start. Una volta che la città della Mole sarà alle spalle dei partecipanti, si raggiungerà il Colle del Gran San Bernardo, a 2.473 m di altitudine. Si scenderà, poi, verso i verdi paesaggi della Svizzera raggiungendo il Gate 1 a Losanna. Le rive del lago di Ginevra accompagneranno gli avventurieri fino al Dipartimento del Giura. In Francia, le gomme della gravel attraverseranno la Borgogna; da qui, si giungerà a Parigi. Sarà la cattedrale gotica di Notre-Dame a rappresentare il Gate 2 della North Cape. Lasciate le terre francesi, il percorso continuerà verso il Belgio e la regione della Vallonia. Avvolti da un’atmosfera medievale, tra castelli e antiche cattedrali, si proseguirà verso Maastricht, nei Paesi Bassi, prima di approdare nella regione della Renania-Vestfalia. Dalla Germania si proseguirà verso la Danimarca: a Frederikshavn, i partecipanti saliranno sul traghetto che li porterà a Oslo, in Norvegia, che segna il Gate 3. Il percorso, ora, porterà sempre più a nord, fino a raggiungere il gate 4 in Lapponia. Si pedalerà in mezzo alle renne e i paesaggi scandinavi saranno la scenografia di un’avventura che difficilmente si riuscirà a dimenticare. Si continuerà lungo le rive del Mare di Barents, la parte del Mar Glaciale Artico a nord della Norvegia.

Respice, adspice, prospice

“Guarda indietro, guarda intorno, guarda avanti” ripeteva spesso San Bernardo di Chiaravalle. Riflettere sul passato, valutare il presente e prepararsi il futuro: inizia l’ultima sfida. Un tunnel lungo 6 km che si immerge nel mare ad una profondità di 212 m con una pendenza del 10%, permetterà di raggiungere l’Isola di Magerøya, punto di arrivo della North Cape 4000. «È un rito di passaggio a tutti gli effetti: la metafora perfetta della rinascita – racconta Peppe Esposto, che ha partecipato a una delle scorse edizioni (nonché organizzatore di Unpaved Roads, ndr.) –. Tutte le fatiche che hai compiuto fino a quel momento sembrano trasformarsi in nuova energia per farti riemergere, una volta uscito dal tunnel, più carico di prima per affrontare gli ultimi 40 km della North Cape». Ed è questo rito di passaggio che consegna definitivamente i partecipanti alla gloria. Come dei vichinghi morti valorosamente in battaglia e pronti a raggiungere il Valhalla, i ciclisti conclusa la loro avventura arrivando a Capo Nord ricominceranno a “vivere”. «La North Cape ti cambia davvero la vita – conferma Borchi –. Una volta che riuscirai a terminarla tornerai a casa essendo una persona migliore di prima. Sarai riuscito a superare i tuoi limiti e sarai in grado di affrontare la tua quotidianità in maniera diversa»

Nuove regole

Per compiere un’avventura di questo calibro bisogna essere pronti sotto diversi fronti, dall’organizzazione all’allenamento. Sono sempre di più i professionisti che si avventurano in questo tipo di manifestazione. Per questo motivo, l’organizzazione della North Cape 4000 ha voluto aggiungere delle nuove regole. «Abbiamo notato che il livello medio dei partecipanti aumenta ogni anno – spiegano gli organizzatori – Per questo motivo, quest’anno, abbiamo deciso di inserire, oltre a un tempo massimo per concludere il percorso, anche un tempo minimo. Questo per preservare la natura avventurosa della ultracycling. Vogliamo invogliare i partecipanti a superare i propri limiti, ma senza estremizzare troppo la manifestazione». Ogni partecipante dovrà compiere almeno 180 km al giorno per arrivare a Capo Nord entro i 23 giorni concessi. Sono, invece, 380 i km massimo che si potranno fare al giorno. Nessuno potrà, quindi, concludere la North Cape prima di 12 giorni. 

Riccardo Magagna

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