22 Novembre 2023

Scarpe invernali o copriscarpe per le nostre uscite gravel?

Una discussione che arriva da lontano ma che è sempre attuale. Meglio investire su un paio di scarpe invernali per affrontare il freddo, oppure affidarsi ai classici copriscarpe da ciclismo?

Materiali tecnici per il ciclismo e cambio climatico

Fino agli anni 70 il ciclismo era uno sport stagionale. Iniziava a marzo e terminava ad ottobre, erano pochi i temerari che uscivano in bicicletta durante il periodo invernale. Per mantenere la forma fisica anche durante l’inverno, i professionisti si dedicavano normalmente al ciclocross, mentre gli amatori praticavano lo sci di fondo. I motivi di questo “abbandono” momentaneo erano fondamentalmente tre:

  1. Volontà di staccare la spina e dedicarsi ad altro.
  2. Inverni decisamente più freddi di quelli attuali.
  3. Materiali tecnici praticamente inesistenti.

Negli anni 80, con l’arrivo di nuovi materiali e il graduale cambio climatico (inverni meno freddi), la situazione è cambiata, tanto che oggi è abbastanza naturale vedere ciclisti sfrecciare per strada anche in pieno inverno e con temperature prossime allo zero. Le zone del corpo più problematiche quando parliamo di basse temperature sono sostanzialmente due: mani e piedi. In questo articolo ci occuperemo di questi ultimi.

I copriscarpe per il ciclismo

Anche se a prima vista possono sembrare tutti uguali, ci sono molti tipi di copriscarpe per il ciclismo, con varie caratteristiche e adatti a vari usi. Ci sono copriscarpe impermeabili e traspiranti, altri termici e altri ancora che possono vantare entrambe le caratteristiche. I copriscarpe sono nati per chi corre con bici da corsa, dove raramente si mette il piede a terra. Sono quindi completamente in tessuto e di conseguenza abbastanza delicati. Negli ultimi anni sono stati introdotti anche copriscarpe adatti al fuoristrada, con la parte a contatto con il terreno rinforzata da inserti in gomma.

Le scarpe invernali per il gravel

In verità non esistono scarpe invernali per il gravel, quelle che meglio si adattano alla nostra attività preferita sono senza dubbio quelle pensate per la mtb. Le differenze tra una scarpa “estiva” (ma il termine esatto sarebbe “tre stagioni”) e una scarpa invernale sono almeno due:

  • Fodera interna realizzata con tessuti termici,
  • calzino integrato alla scarpa che sale oltre la caviglia e che impedisce a fango e acqua di entrare nella calzatura,
  • nella maggior parte dei casi, sono impermeabili.

Meglio usare i copriscarpe da ciclismo o affidarsi a delle scarpe invernali?

Qui i fattori per optare per l’una o per l’altra scelta sono sostanzialmente due, quello pratico e quello economico. Iniziamo prima di tutto elencando i pro e i contro delle due alternative possibili.

Pro e contro dei copriscarpe da ciclismo

Pro

  • Sono economici rispetto ad una scarpa invernale.
  • Possiamo continuare ad utilizzare le nostre scarpe preferite.
  • In caso di repentino innalzamento delle temperature (soprattutto a inizio e fine stagione invernale), possiamo toglierli facilmente.


Contro

  • Di solito vanno accompagnati da un calzino termico e se la nostra scarpa è troppo “giusta”, potrebbe darci fastidio.
  • Se ci capita di dover camminare, ad esempio per affrontare un sentiero troppo ripido, si danneggiano rapidamente se non pensati per il fuoristrada.
  • A volte indossarli diventa complicato e faticoso.



Pro e contro della scarpa invernale da ciclismo

Pro

  • Sono realizzate in materiali che mantengono il piede caldo e asciutto alle basse temperature.
  • La suola è la stessa delle normali scarpe, quindi nessun problema se dobbiamo camminare.
  • La calzata è la stessa di una normale scarpa.

Contro

  • Se le temperature si alzano non è possibile rimediare.
  • Hanno un costo mediamente superiore del 50% rispetto ad una normale scarpa da ciclismo ed è spesso considerato un “doppio costo” da affrontare.

     

È più conveniente una scarpa invernale…

Non c’è dubbio che sotto l’aspetto puramente tecnico, una scarpa invernale da ciclismo sia più efficiente di un copriscarpe. La calzata è la stessa della scarpa estiva, non serve usare calzini più spessi e hanno tutte quelle caratteristiche di impermeabilità e protezione dalle basse temperature dei migliori copriscarpe. Il problema, almeno a prima vista, potrebbe essere il prezzo. Vediamo di fare un po’ di ordine per vedere se è effettivamente così. Un paio di scarpe invernali da ciclismo ha un costo mediamente superiore del 50% rispetto allo stesso modello estivo. Hanno però il vantaggio di essere usate per pochi mesi all’anno, diciamo 3-4. Questa caratteristica ne allunga la vita tanto che potrebbe arrivare comodamente a 5 anni di utilizzo. Se dividiamo il costo di una scarpa invernale di circa 150 euro per 5 anni di vita, otteniamo un costo annuale di 30 euro. Con l’uso della scarpa invernale durante il periodo freddo aumentiamo anche la vita della nostra scarpa da ciclismo estiva di almeno un anno, con conseguente ulteriore risparmio.

…oppure il copriscarpe da ciclismo?

Analizziamo adesso costo e durata di un copriscarpe da ciclismo impermeabile e termico. Un buon prodotto che ci garantisca piedi caldi e asciutti non può costare meno di 50 euro e difficilmente riusciamo ad utilizzarlo in gravel per più di una stagione prima che si rovini irrimediabilmente. Se ci orientiamo su copriscarpe dedicati alla mtb, più pesanti e ingombranti ma anche più durevoli il costo sale, avvicinandosi a quello di una scarpa invernale acquistata magari a fine stagione o durante il black friday.

Possiamo quindi concludere dicendo che una scarpa invernale da ciclismo è decisamente conveniente se consideriamo il gravel un’attività che non ha stagioni. Se invece siamo il tipo di appassionato che ai primi freddi mette la sua fidata gravel in garage, forse è più logico optare per un paio di buoni copriscarpe, che meglio si adattano ai repentini cambi di clima classici di inizio e fine periodo freddo.

Roberto Pellizzari

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