Sicurezza e rispetto delle normative. Ma anche libertà di pedalare senza vincoli e pensieri, semplicemente condividendo una passione. L’essenza di una social ride racchiude tutto questo, motivo per cui organizzarne una non è affatto banale. Lo sa bene Roberto Pellizzari che, assieme ad alcuni soci, progetta pedalate di gruppo per vivere appieno la filosofia gravel. In un precedente articolo, Roberto aveva già introdotto l’argomento spiegando la differenza tra eventi e social ride, mettendo in evidenza pro e contro dell’una e dell’altra attività. Abbiamo, dunque, deciso di intervistarlo per andare a fondo sul tema social ride, e farci raccontare quali sono i passi per organizzarne una di successo, nel rispetto delle normative vigenti.
Partiamo dalle basi: cos’è esattamente una social ride?
La social ride è un’uscita in bici, gravel nel nostro caso, organizzata senza spirito competitivo. L’obiettivo principale è condividere un’esperienza tra appassionati, esplorando percorsi suggestivi senza essere legati alla performance. È un’occasione per pedalare in gruppo, conoscere nuove persone e godersi il viaggio, lasciando da parte il risultato.
Quali sono le principali differenze tra una social ride e un evento non competitivo?
La differenza chiave sta nell’organizzazione. Una social ride è più informale sicuramente, ma questo non significa approssimazione e mancanza di misure di sicurezza. Non ci sono iscrizioni su piattaforme dedicate, cronometristi o assistenza tecnica ufficiale, ma comunque, ogni dettaglio va curato nei minimi particolari, così che l’esperienza del partecipante e la sicurezza vengano messi al primo posto. Un evento non competitivo invece, pur non avendo una vera e propria classifica, mantiene un’organizzazione più strutturata con percorsi definiti, accordi con le amministrazioni pubbliche, piani di sicurezza, segnaletica, ristori, ecc.
Quindi una social ride non ha un’organizzazione vera e propria?
Al contrario, almeno nel nostro caso. Sono socio di B&C Ssd a rl, una società sportiva che è assimilabile ad una srl. Il nostro obiettivo è quello di realizzare progetti di promozione del territorio, ma allo stesso tempo creare una community “fisica”, che possa pedalare in libertà e sicurezza scoprendo il territorio. Si tratta di un lavoro vero e proprio, che va gestito con serietà e professionalità. A partire dall’iscrizione, che realizziamo attraverso il nostro gestionale, ogni fase della social ride segue un iter specifico. Dalla promozione all’accompagnamento del gruppo in sicurezza, tutto deve essere ben coordinato e sperimentato. Inoltre, tutte le nostre social ride prevedono un ristoro con prodotti tipici locali, reso possibile grazie a delle partnership con enti del territorio. Noi, per esempio, da anni siamo supportati da Coldiretti Vicenza, nonché da Campagna Amica Vicenza, che accoglie i nostri iscritti con vere e proprie prelibatezze del territorio.
Chi può partecipare a una social ride?
Chiunque abbia voglia di pedalare in compagnia!
Oltre a questo è, però, importante essere consapevoli del tipo di percorso che si deve affrontare e del proprio livello di preparazione. Non essendoci assistenza “ufficiale”, quindi mezzi scopa o altro, ogni partecipante deve essere autosufficiente, portando con sé il necessario per eventuali riparazioni o imprevisti. Chi partecipa accetta un regolamento dove, oltre ad impegnarsi a rispettare il codice della strada, dichiara di avere il necessario per una eventuale foratura. Al resto pensano gli accompagnatori che seguono il gruppo, tutti dotati della giusta attrezzatura e dell’esperienza necessaria a riparare un tubeless o una camera d’aria, ma anche guasti più seri, come ad esempio una rottura di catena.
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Serve un iscrizione per partecipare?
Nel caso di social ride organizzate, come le nostre, la risposta è: assolutamente sì. Per dare il miglior servizio possibile, dobbiamo sapere in anticipo quanti saranno i partecipanti, ma soprattutto dobbiamo assicurarci della loro condizione fisica e attivare un’assicurazione. Questi requisiti non valgono solo per le nostre iniziative, bensì sono richiesti dalla Federazione ciclistica italiana a tutti gli organizzatori. È fondamentale che i partecipanti forniscano un certificato medico per la pratica sportiva non agonistica, e, per quanto riguarda l’assicurazione, noi abbiamo scelto di tesserare tutti gli iscritti alla nostra società sportiva, così che possano essere coperti. Questo secondo aspetto è essenziale e, oltre a regolarizzare i partecipanti, offriamo loro dei vantaggi in più: un prezzo scontato alla successiva social ride, promozioni per acquistare prodotti per il ciclismo, nonché un’assicurazione per 365 giorni, dal momento della prima iscrizione.
E per quanto riguarda la sicurezza?
È fondamentale. Al momento dell’iscrizione i partecipanti accettano un regolamento che tra le altre, cose come il rispetto dei pedoni e dell’ambiente, obbliga all’uso del casco, a non superare il capogruppo e a rispettare tassativamente il Codice della strada. Inoltre, come organizzazione, ci siamo dati delle regole come quella di accettare al massimo 50 iscritti e di avere sempre quattro accompagnatori, che moduliamo a seconda del numero di partecipanti, tutti collegati tra loro con walkie talkie.
Qualche giorno prima della social ride, viene inoltre inviata la traccia gpx a tutti i partecipanti così che possano studiare il percorso e prepararsi.
Quali sono i vantaggi di partecipare a una social ride rispetto a un evento organizzato?
Maggiore flessibilità e il “fare gruppo”. In una social ride si aspettano anche i ritardatari. Lo stesso vale quando il gruppo si allunga troppo; ci sentiamo via radio e il capo gruppo si ferma aspettando l’ultimo. Oltre a tutto questo, prepariamo il percorso anche sotto l’aspetto storico e culturale, dando qualche informazione sui territori attraversati. Questi momenti di “calma” permettono ai partecipanti di fare qualche foto, di interagire tra loro e rendere l’esperienza più rilassata, perfetta per chi ama il gravel e la scoperta, senza pressioni.
Ci sono svantaggi o aspetti critici da considerare?
Se ben organizzata, una social ride non ha svantaggi rispetto ad un evento, sempre che il partecipante sia consapevole che il ritmo tenuto dovrà essere quello adatto al gruppo e non quello che “vorrebbe tenere”. Lo svantaggio più grande può essere il numero massimo di iscritti accettato, che come detto riteniamo sia di 50 persone. Oltre tale cifra il gruppo diventa ingestibile per una social ride.
Come si sceglie un buon percorso per una social ride?
I nostri percorsi, anche a causa della morfologia del territorio nel quale viviamo, richiedono sempre una preparazione media, mentre quando ci spostiamo in montagna, la preparazione deve essere di un livello più alto, sia per i dislivelli che per i terreni che incontriamo. Normalmente sono lunghi tra i 35 e i 60 km con dislivelli che possono arrivare fino agli 800 metri. Cerchiamo di realizzare percorsi con almeno il 50% di sterrati, mentre per il resto cerchiamo di pedalare su ciclabili e strade secondarie a basso traffico. Nella presentazione della social ride, dichiariamo sempre il grado di preparazione necessario, i copertoni ideali per il percorso e la rapportatura, che consigliamo sempre “abbondante”, per poter affrontare qualsiasi difficoltà.
Se qualcuno volesse organizzare la sua prima social ride, da dove dovrebbe partire?
Il consiglio è quello di avere alle spalle almeno una A.s.d. (Associazione sportiva dilettantistica) che possa gestire le assicurazioni dei partecipanti, inoltre è auspicabile che, almeno uno degli accompagnatori, abbia un titolo di Guida MTB o similare.
Fondamentale preparare bene il percorso, utilizzando le molte piattaforme esistenti online. Noi ci affidiamo a Komoot, piattaforma con la quale abbiamo una partnership e che ci permette di vedere nei dettagli i terreni che affronteremo e le difficoltà, ancora prima del sopralluogo.
Dopo aver disegnato il percorso, questo va provato più volte, e in caso di cambiamento del meteo, è sempre utile avere un’alternativa per evitare i tratti più complicati.
Infine, l’ingrediente più importante: la voglia di stare insieme e pedalare in compagnia.