1 Novembre 2023

Il Sicily Divide in prima…persona #2

Le ultime 3 tappe dell’avventura di Pietro Franzese lungo il percorso del Sicily Divide.

“Chi lascia la via vecchia per la nuova, sa quel che lascia, e non sa quel che trova” scriveva Giuseppe Giacosa. Infatti, l’incertezza dell’ignoto abbraccia spesso i nostri timori e paure soprattutto quando abbandoniamo ciò a cui siamo abituati per addentrarci in avventure misteriose. Ma ciò che si troverà nel cuore dell’entroterra siciliano, lungo il percorso del Sicily Divide, è sempre inaspettatamente affascinante. Ce lo insegnano Pietro e Ilaria che nello scorso articolo erano arrivati al giro di boa della loro avventura. Cosa sarà successo nelle ultime tre tappe del Sicily Divide? Salite in sella con noi e andiamo a scoprirlo.

Tappa 4 – Si torna a scuola per…dormire

«Ed eccoci alla quarta tappa dell’avventura siciliana. L’ex scuola di Montedoro è stata la nostra culla per la notte. La causa dell’abbandono di questo edificio scolastico ha origine nello spopolamento degli ultimi anni. Oggi è stato convertito in struttura ricettiva dove il curatore è un ex bidello della scuola. Fortunatamente la nostra sveglia non è stata la campanella». Non sono, quindi, interrogazioni o verifiche che attendono a Montedoro i partecipanti del Sicily Divide, ma l’esperienza unica di poter dormire in un ex edificio scolastico degli anni ‘50. Ad arricchire questa esperienza saranno anche le storie e i racconti del curatore dell’albergo, nonché ex bidello e alunno della scuola. 

«Risaliamo in sella e proseguiamo nel nostro Sicily Divide con direzione Caltanissetta. I panorami che ci circondano sono assurdi: mai avrei detto che l’entroterra siciliano sarebbe stato così stupendo – racconta Franzese –. Purtroppo il meteo non è stato dalla nostra parte e una forte pioggia ci ha fatto visita lungo il percorso. Fortunatamente eravamo ben attrezzati e, quindi, abbiamo potuto continuare a pedalare. La pioggia, però, si è intensificata sempre di più tanto che ci ha costretto a concludere la giornata a Caltanissetta senza arrivare ad Enna, nostra meta finale per il quarto giorno, dove si affronta una delle salite più difficili del Sicily»

Però, non tutti i mali vengono per nuocere. Infatti ogni chilometro del Sicily Divide assapora il gusto della scoperta e le sorprese sono sempre dietro l’angolo. 

«Nonostante il nostro sconforto ne abbiamo approfittato per visitare Caltanissetta dove, tra l’altro, nasce l’amaro Averna. Ci siamo immersi nel centro storico alla ricerca di qualche chicca che abbiamo trovato nella via del mercato storico Strata Foglio. Ma la cosa che ci ha sorpreso di più è stata ritrovarsi  per puro caso alla processione di San Michele Arcangelo, patrono della città che ritornava nella Cattedrale dopo essere stato spostato lo scorso 8 maggio nella chiesa a lui dedicata».

Tappa 5 – San Michele riporta il sole

«San Michele sembra aver ascoltato le nostre preghiere: finalmente è tornato il sole e il cielo limpido. L’obiettivo del penultimo giorno al Sicily Divide è arrivare ad Agira. Da Caltanisetta ci siamo goduti una lunga discesa fino al ponte Capodarso». Questo ponte fu costruito nel XVI secolo per volere di Carlo V e attraversa il fiume Imera meridionale al confine con gli attuali comuni di Caltanissetta ed Enna. «Il colore del cielo, azzurro limpido, si mischia perfettamente all’oro dei campi coltivati e sembra quasi di stare dentro un quadro. Arrivati nella parte bassa di Enna abbiamo pedalato su una ciclabile fatta molto bene con un cordolo di protezione che ci protegge dal passaggio delle auto. Mentre all’orizzonte, il bel tempo sta lasciando il posto a nubi minacciose che ci hanno fatto prendere la decisione di saltare la salita ad Enna e proseguire direttamente verso Agira, passando per Leonforte»

Qui si trova la fontana “Granfonte”, fatta costruire dal principe Nicolò Placido Branciforti sui resti di un’antica fontana araba chiamata “Fonte di Tavi”. Anticamente costituiva il luogo abituale di riunione della popolazione e, con le sue ventiquattro cannelle, anche l’abbeveratoio pubblico. «La cosa più bella di questi percorsi è il silenzio: pedalare lontano dai rumori della città, dal caos, è la cosa che fa apprezzare ancora di più quello che ci circonda. Da Agira abbiamo, poi, raggiunto Regalbuto. Andiamo a riposare con la consapevolezza che la meta è in vista e il tempo dovrebbe essere sereno. Teniamo comunque le dita incrociate perché la Sicilia non smette mai di sorprenderci».

Tappa 6 – 450 km di sorprese

«L’ultima giornata lungo il Sicily Divide parte da Regalbuto con il classico paesaggio del sud Italia dal quale in questi giorni ci siamo fatti ammaliare. Un cielo splendente e il colore dei campi coltivati ci accompagnano a poco a poco verso Centuripe»

La particolarità di Centuripe è che vista dall’alto ha una forma detta polilobata, ovvero che partendo dal centro la cittadina si sviluppa in varie ramificazioni che la fa assomigliare ad una stella marina. 

«Una lunga discesa ci ha accompagnato nuovamente verso il mare dopo 450 km. Prima, però, siamo entrati in una parte quasi mistica del Sicily Divide ovvero il territorio dei Calanchi del Cannizzola»

Il nome deriva dal diminutivo del siciliano “cannizza” che richiama il graticcio di cui sono composti i calanchi, profondi solchi sul terreno. «Il panorama è quasi lunare o marziano per il colore. Pedalare qui e per tutti i 10 km che ci separano dalla prossima città, in cui non abbiamo visto nemmeno un auto, ci ha fatti sentire come degli esploratori su un nuovo pianeta da scoprire. Giungiamo, infine, a Catania dove davanti alla Cattedrale di Sant’Agata, il nostro Sicily Divide si conclude: sei giorni e 450 km dopo. Ho sottovalutato il percorso, in tutti i sensi: sia a livello di fatica, sia per il clima che per i paesaggi che mi aspettavo monotoni e invece sono stati una scoperta dietro l’altra».

Qualche utile consiglio prima di partire

Il percorso si riesce a completare anche con un minimo di allenamento, ma oltre a questo è necessario saper seguire una traccia gpx, una cosa che solitamente chi è alle prime esperienze di un viaggio in bicicletta ancora non sa fare in modo preciso. «Un’altra cosa interessante che farà sentire più tranquilli anche i ciclisti più attenti alla cura della propria bicicletta è la presenza di diverse ciclofficine convenzionate che potete trovare sul sito del Sicily Divide. La traccia non è solo bella dal punto di vista panoramico ma è anche sicura – aggiunge Franzese –. Ci sono stati giorni dove ho visto più cani randagi e mucche sulla strada che automobili.Stiamo infatti parlando di una zona scarsamente popolata, dove è per questo importante essere ben attrezzati in caso di qualsiasi evenienza. Fate quindi una buona scorta d’acqua, da queste parti le fontanelle pubbliche scarseggiano. Non scarseggiano invece i punti dove rifocillarsi con la generosa cucina siciliana».

Riccardo Magagna

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