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1 Luglio 2024

Diario di una neofita alle prese con Komoot

Storia di un primo timido approccio all’app dei cicloturisti professionisti.

Care lettrici e cari lettori del Diario di una neofita, con le prime vere giornate estive dopo settimane di pioggia, grandine e alluvioni, eccomi tornata da voi. Oggi vi devo assolutamente  raccontare l’ultima “titanica” impresa che mi sono posta come obiettivo: un’uscita in autonomia, su un tracciato disegnato da me, attraverso Komoot.

Per tutti/e coloro che hanno sentito tante volte questo nome senza però davvero capire di cosa si tratti, Komoot è una piattaforma web che permette di creare percorsi ed esportare le tracce in gpx, così da poterle poi trasferire nel proprio ciclocomputer, o visualizzarle direttamente dallo smartphone, grazie all’app (disponibile sia per Android che per IOS).

Komoot x Gravel Magazine

Come vi abbiamo raccontato qualche tempo fa, Komoot è diventato partner ufficiale di Gravel Magazine. In cosa consiste questa partnership? È innanzitutto la conferma che il nostro lavoro di promozione del cicloturismo viene considerato anche da realtà autorevoli e ben radicate nel settore. Komoot nasce, infatti, in Germania nel 2010 e in questi quattordici anni ha raggiunto oltre 12,5 milioni di utenti in tutto il mondo. Conseguentemente, il supporto di uno strumento così conosciuto, ci sta permettendo di raccogliere percorsi da tutt’Italia, provenienti proprio da voi ciclisti e cicliste di ogni tipo e livello di allenamento. Come? Attraverso un modulo realizzato appositamente che vi permette di condividere le vostre uscite con la community di Gravel Magazine, ottenendo in regalo un Coupon Komoot per ampliare i vostri orizzonti pedalabili… detta in parole spicce, grazie al coupon si può ottenere gratuitamente una funzione che solitamente si paga. Il che non fa mai male!

Questo Komoot, quindi, sembra essere una piattaforma accessibile a chiunque. Tant’è che mi son detta: sarà davvero un’app a prova di neofita? Chi meglio di me (che oltre ad essere neofita sono un po’ boomer se si tratta di novità iper-tecnologiche) può rispondere.

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Bello tutto, ma da dove comincio?

Diciamocelo: è una comodità poter salire in sella e sapere che per tutto il giro basterà accodarsi al proprio compagno con la sola preoccupazione di tenere il suo ritmo, senza troppo stressarsi per decidere su quale strada procedere una volta giunti ad un bivio. 

Così com’è altrettanto comodo prendersela con costui/costei se ci si trova a pedalare su strade dissestate, o salite e discese troppo ripide. Purtroppo, però, non sempre ci sarà un Cicerone a guidarci e, da un lato in onore di un’indipendenza che bramo ardentemente su tutti i fronti, dall’altro forte della confidenza ormai presa con la mia Liotto Gravel Alu, ho deciso di cimentarmi (senza aiuto “da casa”) nella creazione di un un percorso made by me (o quasi). Mi son dovuta, però, far spiegare, perlomeno dal lato teorico, come funzionasse la piattaforma e, come sempre faccio con questa rubrica, vi condivido passo passo le istruzioni: 

  1. Prima cosa da fare, chiaramente dopo aver aperto la piattaforma sul pc, è crearsi un account. Non vi preoccupate, è totalmente gratuito, perciò potete registrarvi anche se poi decidete che non fa per voi.
  2. Una volta configurato l’account, si plana sulla Home. Komoot, come potrete notare scrollando, non è uno strumento per soli gravellisti, ma permette di trovare e creare tracce per ogni sport outdoor. Motivo per cui, dobbiamo far capire al software che quello che stiamo cercando è specifico: il nostro mezzo ha due ruote e si “ciba” di sterrati e strade bianche. Come farlo? Innanzitutto si clicca in alto a sinistra, su Percorsi. Ciò che possiamo vedere dai vari menù a tendina della pagina è, appunto, il filtro sull’attività, una barra dove digitare un luogo a preferenza, un indicatore che segna l’area dentro cui verrà effettuata la ricerca e una serie di filtri che vedremo più avanti.
  3. A questo punto, Komoot ci offre una mappa dell’area prescelta, segnalandoci tutti i vari percorsi che altri utenti prima di noi o hanno creato, o hanno percorso. Noi, però, vogliamo personalizzare il tragitto e lo facciamo cliccando su Pianifica, in alto a destra.
  4. Finalmente siamo atterrati sulla pagina di Tour planner. Qui subentrano i filtri di cui vi parlavo prima:
    • Sport: andremo a selezionare “gravel”;
    • Livello di allenamento: io metto medio, senza infamia e senza lode;
    • Tipo: andata e ritorno, poiché non voglio muovere  l’auto, ma partire e arrivare a casa.
  5. Ora non resta che selezionare alcune tappe/destinazioni intermedie. Io come prima prova ho selezionato un percorso che solitamente faccio con il mio compagno, composto purtroppo da troppi tratti asfaltati, che vorrei modificare manualmente.
  6. Una volta fornito il punto di partenza/arrivo e il punto intermedio, Komoot mi propone già il percorso più adeguato, in riferimento ai filtri impostati in precedenza. Nonostante si possa tranquillamente seguire il suggerimento della piattaforma, proverò a metterci mano e apportare delle modifiche.


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“E mo’ son cavoli tuoi”

Per modificare nel modo più intelligente un percorso proposto da komoot e per adeguarlo, come nel mio caso, alla necessità di diminuire il tratto asfaltato e trafficato, la piattaforma ci fornisce un buon numero di strumenti davvero utili:

  • Un’analisi del tipo di strada che troveremo (singletrack, sentiero, pista ciclabile, strada secondaria e/o principale, statale), con relativo chilometraggio, visibile anche nel dettaglio nella mappa.
  • La superficie del terreno nei vari tratti da percorrere: asfaltata, non asfaltata, sterrata, lastricata.
  • Più in basso, invece, abbiamo un grafico che rileva il dislivello dei vari tratti e la possibilità di visionare in contemporanea il tipo di terreno per ogni rampa o discesa.

Anche la mappa è ricca di elementi che ci possono essere utili, in primis quei puntini verdi che compaiono apparentemente in ordine sparso. Se ci cliccate sopra noterete che si tratta di foto scattate da altri utenti e che permettono di monitorare la situazione del terreno e/o del sentiero. 

Ora che abbiamo capito le varie funzioni di questi strumenti, non ci resta che provare a “giocare” con il cursore per modificare il percorso sulla mappa. 

Come vi dicevo, l’obiettivo di questa modifica è proprio quello di evitare il traffico stradale, trovando delle alternative ai tratti asfaltati. Ovviamente, non sempre queste alternative esistono perciò non ci si possono aspettare grandi stravolgimenti. 

Inoltre, un altro fattore importantissimo da monitorare durante la modifica è la percentuale di pendenza, che possiamo vedere dal grafico in basso. I gravellisti esperti mi consigliano che, per mantenere un tracciato a prova di neofita non si dovrebbe mai superare il 10% di pendenza, poiché le gambe inizierebbero ad andare in sofferenza. Allo stesso tempo, è cosa buona e giusta controllare il fondo del sentiero, da un lato grazie alla funzione di Google Street View integrata, dall’altro, conoscendo dei codici tipici del mondo MTB che caratterizzano i tracciati in relazione alla loro difficoltà tecnica. Se vediamo che il nostro percorso attraversa tratti di tipo S0 o S1 va tutto bene, la nostra gravel è salva. Se questi sono da S2 in su, non si tratta più di un fondo gravel, bensì troppo tecnico e rischieremmo di perdere il controllo e farci male.

Hai voluto la bicicletta (e il percorso)? Adesso pedala!

Tenendo in considerazione tutti questi fattori, strumenti ed informazioni, Komoot ti permette di programmare un percorso quasi ad hoc. Qualche sorpresa, infatti,  ci sarà sempre e bisogna essere pronti ad ogni evenienza, come l’arrivo su una proprietà privata, un passaggio con terreno smottato, qualche deviazione improvvisa. Per non parlare di incontri ravvicinati con cani o forature improvvise, che mi auguro non succedano mai, sennò è la fine.

Insomma, un’avventura degna di una vera neofita. Ma bando alle ciance! Ora che il percorso è ultimato, non ci resta che salvarlo e le opzioni sono due:

  • scaricarlo come gpx e girarlo nel ciclocomputer, 
  • oppure visionarlo direttamente dall’app Komoot. 


Io, da neofita che si rispetti, un ciclocomputer ancora non ce l’ho, perciò seguirò la traccia dal mio smartphone.

A quanto pare è arrivato il momento di partire: vi saluto e vi farò sapere com’è andata sui social o nel prossimo appuntamento con il diario di una neofita.

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